Mauro Malaguti

l'attuale Coordinatore provinciale di Ferrara di Fratelli d'Italia.




25/10/2020
EPIDEMIA COVID E SUICIDI

"In fondo vittime non lo siamo un po tutti"... è una frase del film cult 'Il Corvo' con Brendon Lee. Preso atto che per il nuovo Dpcm Conte si può essere contagiati nei cinema e teatri ma non nei mezzi pubblici, e nei ristoranti solo a cena ma non a pranzo, secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità l'età media di chi muore per Covid è di 80anni con il 3,4% di patologie pregresse, mentre i decessi sotto i 50anni sono dell'1,1%. Il presidente dell'Osservatorio violenza e suicidio, lo psicoterapeuta Stefano Callipo, ha denunciato l’impennata di suicidi per motivi economici nel nostro paese che riguarda imprenditori e singole famiglie, e una previsione che il picco tenderà ancora ad aumentare. Con la possibilità di nuovi licenziamenti e le tante aziende che non saranno più nelle condizioni di riaprire la crescita dei suicidi è stata definita addirittura come il rischio di una epidemia suicidiaria. Volendo essere cinici ci si potrebbe allora chiedere se, in fine, faranno più vittime i contagi virali o i dpcm governativi.






19/10/2020
CONTE L'ENIGMISTA

Dopo il vertice Governo- regioni il premier Conte ha commentato il nuovo Dpcm firmato ieri. Tra le dichiarazioni rilasciate: «il Mes non è un regalo - basta contributi a pioggia» mentre sino a ieri sosteneva che il Mes è una grande opportunità e approvava proprio 'contributi a pioggia' come il reddito di cittadinanza e i 600 euro una tantum, arrivati anche a chi non ne aveva bisogno. Come incasellare dunque tra loro queste parole incrociate - per non dire incoerenti - resta un vero e proprio esercizio enigmistico, soprattutto per quegli italiani in apprensione per lo sblocco dei licenziamenti e ancora in attesa della cassa integrazione di luglio, agosto e settembre. 






15/08/2020
PARASSITI SENZA DIGNITA'

Approvato il terzo mandato e l'alleanza con altri partiti, così i 5 Stelle concludono il loro percorso che dalle promesse sull'antipolitica è passato alle espressioni più becere della politica di 'casta'. Avvallati da quella 'piattaforma Rousseau' che rappresenta una farsa di ogni concetto di democrazia. Battiato vedeva un mondo di parassiti senza dignità... sicuramente chi ci sta governando oggi ha perso ogni residuo di dignità politica.






04/05/2020
PAROLE TRA NOI

"Parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi". Così cantava la grande Mina, come potrebbero rispondere oggi molti italiani alle coreografiche uscite televisive del premier Conte. E mentre le economie più forti ripartono spinte da interventi di Stato puntuali e consistenti, noi arranchiamo con 600 euro una tantum dopo 2 mesi, cassa integrazione ancora in arrivo e 400 miliardi per fidi che sembrano dispersi nella galassia della burocrazia. Con esercizi commerciali ancora chiusi che potevano aprire almeno per appuntamento e magari orari flessibili. Tra cittadini impastoiati da anni nelle paludi giudiziarie e mafiosi che se ne tornano a casa. Povera Italia, immagine riflessa del noto dipinto di Theodore Gericault, sempre più zattera che naviga alla deriva, governata da marinai d'acqua dolce in un mare di bonaccia .






30/04/2020
GIORNI DI ORDINARIA FOLLIA

Questo periodo di transizione verso la 'fase 2' si potrebbe definire come una serie di 'giorni di ordinaria follia. La mancanza di chiarezza, e spesso anche di logica, nei decreti 'Conte' sta procurando incalcolabili danni al nostro paese. Tralasciando l'ultimo modello di 'autodichiarazione' sulle visite ai congiunti, che forse il grande Totò avrebbe commentato: "Non so leggere ma intuisco"; restano una serie di incongruenze nelle disposizioni emanate che lasciano spazio a conseguenti atti di incomprensibili prevaricazioni, lesivi di libertà democratiche che non possono e non devono essere sottratta oltre le necessità imposte dall'emergenza sanitaria. Ecco alcuni esempi. Nei lavaggi auto a gettone, con compartimenti singoli protetti da pareti in plexiglass, alcuni cittadini sono stati multati perché attività non necessaria. Ma se la pulizia e l'igiene degli ambienti è una delle prime raccomandazioni, un cittadino che magari si sia recato in ospedale come operatore sanitario o in visita a qualcuno non avrà necessità di igienizzare anche la propria vettura? Attività commerciali come l'abbigliamento o altri generi non alimentari, parrucchieri ecc... perché non possono cominciare a lavorare almeno per appuntamento, servendo un numero di persone in relazione alla metratura del negozio e magari con orari flessibili per spalmare l'utenza in un arco maggiore della giornata? Ripartono gli sport individuali, si può fare footing o giocare a tennis ma con guanti e mascherina. Come si può correre con gli occhiali che si appannano, per chi li porta, e respirare anzichè ossigeno buona parte della propria anidride carbonica che emettiamo? Stessa cosa nel tennis dove il campo è lungo 23,77 metri. Eppure, per strada, mentre si passa a fianco di altre persone non è obbligatoria la mascherina. Con deposizione di fiori si è celebrata la ricorrenza del 25 aprile, il 29 aprile ricorreva anche il barbaro eccidio politico di Sergio Ramelli, diciottenne militante del Fronte della Gioventù, quattro ragazzi a Roma sono stati multati per aver deposto una corona in sua memoria. Domani invece si celebrerà la Festa del Lavoro, ma quale lavoro? Quello bloccato! Non sarebbe stata l'occasione ideale per celebrare la ripartenza? Sono questi dunque i risultati dell'esercito di tecnici - ancora non si sa quanto pagati - assunti per realizzare la fase 2? Il nostro paese è una come nave che continua a navigare a vista in un mare di bonaccia, governata da marinai d'acqua dolce e da un capitano di ventura, e il rischio di finire come il Titanic è molto realistico.


 





25/04/2020
TRADIMENTI A 5 STELLE

Ricordo una serie televisiva degli anni 70 diretta da Anton Giulio Majano e tratta dal romanzo omonimo di AJ Conrad: ‘Le Stelle stanno a guardare’. E oggi sono proprio gli elettori pentastellati che stanno a guardare: il vergognoso tradimento del loro Movimento. Nemmeno ai tempi della Prima Repubblica, malgrado tutto, si usava tanta spudoratezza politica. Certo c'erano già stati i cambi di 'casacca' ma almeno ci si dimetteva dal proprio partito per trovarne un'altro che facesse più comodo. Oggi nemmeno quello, basta dichiararsi 'post-ideologici' per poter rinnegare tutto ciò che si era affermato quando si chiedevano i voti degli elettori, rimanendo poi senza alcun pudore al proprio posto. Grillo: “Noi non scenderemo mai a patti con il PD; Casaleggio: “Alleanza con il PD? Uscirei dal Movimento”; Di Maio: “Io con il partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare”; Di Battista: “Il partito di Bersani è quello che prendeva soldi da Riva dell’Ilva, delle Cooperative rosse, di Penati, nessuno crede più in questo partito che ha impoverito l’Italia”; Conte: “Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuta sotto il mantello della finta solidarietà". Siamo tutti fermamente contrari al MES. Per quanto mi disgusti, riesco ben a capire la logica dei parlamentari pentastellati, ciò che sinceramente mi resta incomprensibile è come ancora qualcuno possa votare 5 Stelle.






19/04/2020
LA POLIS AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Il flagello Coronavirus sembraquasi metafora di una società in balia di parassiti. Franco Battiato cantava "un mondo di parassiti senza dignità" e la mancanza di dignità è direttamente proporzionale alla crisi di valori della nostra società. Ma come si può parlare ancora di valori oggi, in una realtà sempre più qualunquista e nichilista, in cui il successo individuale è sempre più dettato dalla capacità di opportunismo e adattamento, proprio come nelle mutazioni genetiche dei parassiti. Oggi, con l'invenzione grillina del 'post ideologico' si può affermare e rinnegare tutto senza problemi, senza neppure il rischio di alzarsi dall'agognata poltrona per declinarne un qualche principio. E mentre le grandi ideologie politiche del 900 ancora cercavano nell'economia le formule migliori per una umanità in espansione, oggi, l'economia di mercato tende a vedere la politica come inutile fardello. Ma la politica è polis, comunità, e il passo nel vedere anche la comunità stessa come inutile fardello è breve. Colpa dei politici certamente, ma anche di chi con tanta superficialità li ha scelti, o accettati non esercitando il diritto di voto. Perché non è vero che i politici sono tutti uguali, piuttosto in generale le persone corrette - dunque anche i politici - sono sempre meno. E se la gente li giudicasse individualmente con la stessa attenzione con cui giudica i calciatori della squadra del cuore o gli attori della serie preferita, magari, il livello si alzerebbe. Perché mentre i parassiti del mondo animale possono essere debellati dall'organismo in cui entrano o con esso morire, quelli che sempre più facilmente salgono al potere, senza dignità alcuna tendono a sopravvivere anche a se stessi, ignari che il leone può morire, e le iene banchettare alla sua carcassa, ma lui sarà morto da leone, loro resteranno iene per sempre.






06/03/2020
I 'FALLIMENTI' A 5STELLE

Il contratto stipulato con l’acquisizione dell’Ilva di Taranto da parte di ArcelorMittal era solido e vincolante, Il giustizialismo pentastellato, che ha voluto la cancellazione dello scudo fiscale, ha offerto all’azienda su un piatto d’argento la possibilità di ricontrattare gli accordi presi. Tant’è che ora, per evitare la chiusura degli stabilimenti e il dramma sociale che ne conseguirebbe, lo Stato è dovuto intervenire direttamente con una quota che comporta un pesantissimo esborso di denaro pubblico. Il reddito di cittadinanza con il sistema dei tutor si è già dimostrato un totale fallimento, soprattutto in relazione ai posti di lavoro creati. Se i soldi impegnati in tale assurda iniziativa fossero stati impiegati nelle aziende per creare occupazione i risultati sarebbero stati certamente migliori. L’assenza di strategie su temi fondamentali come immigrazione, sicurezza e politica estera, ha contribuito a lasciare il paese in quel limbo di immobilismo e incertezza che ci relega sempre più a interlocutori secondari in un’Europa di cui siamo fondatori e principali contribuenti. La battaglia alla partitocrazia con quel Movimento post-ideologico che non si sarebbe mai dovuto inquinare con i partiti tradizionali, si è ridotta ad ogni compromesso politico possibile – in perfetto stile Prima repubblica – pur di mantenere il potere acquisito. La crociata contro ai Benetton per le concessioni autostrade è finita sulla via di Damasco con la conversione al PD. Gli effetti e le conseguenze di tutto ciò, che saranno quantificabili solo nel corso degli anni a venire, si inseriscono in una economia e in un tessuto sociale indebolito nel corso degli anni, e che si appresta ora ad affrontare l’imprevedibile emergenza del coronavirus. Se per ripartire occorre toccare il fondo, direi che possiamo essere ottimisti.





25/02/2020
IL VIRUS DELL'IMMOBILISMO

La definizione di immobilismo nel linguaggio politico, con sfumatura polemica, è l’atteggiamento, da parte di un governo di staticità, di resistenza passiva; in campo economico l’assenza di provvedimenti capaci di mutare una situazione e di realizzare progressi tecnici che permettano di ridurre i costi e aumentare la produzione. L’emergenza sanitaria dettata dal Coronavirus è certamente prioritaria alle polemiche politiche, ma se l’Italia è il primo paese in Europa e il terzo al mondo per contagi prima o poi ci si dovrà dare una spiegazione. All’esplosione dei contagi il premier Conte, la scorsa settimana, si era dichiarato «Sorpreso da questa esplosione di casi, che sono stati tenuti sotto controllo fino a poco tempo fa. L’Italia in Europa ha una posizione comparativamente migliore rispetto ad altri Paesi. La linea della massima precauzione ha pagato, anche se sembrerebbe di no“. Dichiarazioni in buon ‘politichese’ praticamente indecifrabili. Dopo gli appelli alle istituzioni del dottor Roberto Burioni, virologo di fama internazionale, a non sottovalutare il pericolo di diffusione, questa mattina a Radio anch’io il professor Giorgio Palù, Ordinario di microbiologia e virologia all’università di Padova, ha dichiarato: «Se dovessi dare una mia lettura abbiamo abbassato la guardia per alcuni giorni, 20/30 giorni». In questa affermazione, probabilmente, si evince la responsabilità politica di un governo immobile non solo nel rilancio economico del paese ma anche di fronte ad una simile emergenza. Ora la nostra economia, già immersa in una strisciante recessione e come un paziente debilitato, dovrà affrontare i ‘virulenti’ contraccolpi di una crisi globale dei mercati, con una particolare incidenza sui nostri prodotti di esportazione Made in Italy e sul fondamentale settore turistico. Se dunque vi fossero anche le responsabilità politiche quanto ancora si dovrà attendere per lasciare la decisione sul proprio futuro ai cittadini? Quanto si può considerare oramai malato anche il nostro stesso sistema democratico?!   






11/02/2020
SOVRANISMO E GLOBALIZZAZIONE

Quello che mi ha sempre sconcertato della sinistra è che sembra detestare il proprio popolo e la propria nazione. Nella storia le sinistre hanno sempre cercato di cedere la propria sovranità ad altri, nel dopoguerra a Tito, rischiando di condannarci ad anni di dittatura, nel corso della guerra fredda simpatizzando con il comunismo sovietico, ideologicamente con il mito dell’Internazionale comunista. Oggi, in qualità di paese fondatore dell’Europa, i nuovi esponenti della sinistra nostrana sono particolarmente proni a Francia e Germania, dal cambio lira-euro sino ad arrivare a pensare di regalare pezzi di mare ai cugini d’oltralpe. Eppure, se ci sono paesi fortemente nazionalisti sono proprio Francia e Germania, storicamente convinti – e lo hanno dimostrato con guerre in periodi storici diversi - di essere titolati a dominare l’Europa. E lo stanno dimostrando ora con una influenza nella politica economica europea certamente disattenta alle peculiari esigenze dei singoli stati. Una sinistra talmente rispettosa delle altre culture al punto di essere propensa a sacrificare le tradizioni della propria, giudaico-cristiana. Una sinistra oggi per l’accoglienza incondizionata dei migranti africani, mentre solo nel dopoguerra negava la solidarietà agli italiani istriano-dalmati in fuga da terribili persecuzioni etniche. Gli israeliani hanno coniato un termine per definire tali persone: ‘Hate herself’ – odiano sé stessi. Essere ‘sovranisti’ oggi non significa rifiutare un mondo condiviso e solidale, significa rifiutare una globalizzazione disumanizzante, significa difendere ciò che più si ama per poterlo anche condividere con altri.






11/12/2019
LA DITTATURA DEL SILENZIO

Dopo ‘mani pulite’ il sistema dei partiti è stato fortemente messo in discussione dai cosiddetti governi tecnici e dai movimenti di protesta come i 5 stelle. Ma se la politica si indebolisce, si insinuano gli interessi di altri poteri forti come la grande finanza e le multinazionali. E i movimenti, se passano dalle piazze alle aule istituzionali si trasformano a loro volta in forma partito, magari solo con minori garanzie di democraticità interna, come quella fantomatica piattaforma Rousseau, oggetto ancora da definire in termini di rappresentanza democratica. Così, i novelli rivoluzionari, nati per decapitare i professionisti della politica, si sono trasformati nel volgere di una sola legislatura in equilibristi delle poltrone. E ora abbiamo anche le ‘sardine’ il cui programma e le cui proposte per la collettività non sono incentrate su idee per migliorare i servizi, abbassare le tasse o far crescere l’occupazione, ma solo sul ‘non far parlare’ coloro che vengono considerati avversari. Niente ideologie, nessuna teoria economica, solo la pretesa del silenzio. Un silenzio che diviene assordante quando rappresentato in una farsa di piazza che ben riflette il vuoto di idee e valori di riferimento.  






03/12/2019
POVERA SINISTRA

Che la sinistra sia sull’orlo di una crisi – non solo di nervi – appare oramai evidente a tutti. Gli restano solo ricordi dei bei tempi che furono, quando i suoi fedeli elettori erano operai e contadini, nemici gli industriali e i fascisti, quando la propaganda si faceva nelle fabbriche e nelle piazze. Poi, con il passare degli anni, amici sono diventati banche e grandi industriali, nemici sono rimasti solo i fascisti, sempre meno quelli in camicia nera. La propaganda è passata nei salotti ‘buoni’ ma essere intellettuali non è cosa per molti, con la pancia vuota si ragiona male. E ora che i ‘compagni’ non sono più poveri, bisogna proprio dire: ‘poveri compagni’. Spogliati oramai di tutto, prima della falce e martello, poi dei legami ideologici, ora persino del proprio colore. Finiti a vagare tra le aule parlamentari come fossero ‘Zingaretti’ in cerca di un centro di gravità permanente che non gli faccia più cambiare idea sulle cose e sulla gente. Pateticamente costretti a saltare con i grillini o a nuotare con le sardine nel tentativo di sopravvivere, tra diktat europei, redditi di cittadinanza e cittadini clandestini. 







28/11/2019
IL NATALE E L'INTEGRAZIONE

Il Natale è festività cattolica di precetto, come tale riconosciuta dallo Stato anche agli effetti civili sin dal tempo dell'Unità d'Italia (Decreto 17 ottobre 1860. n. 5342) e, in tempi più recenti, dalla legge 27 maggio 1949 n. 260. Lo Stato laico riconosce, dunque, la festività cattolica del Natale come sua festa civile. E come per altre feste civili - dunque - l'istituzione scolastica non può limitarsi a considerare il Natale un giorno di astensione dalle lezioni, ma dovrebbe spiegarne il significato e i motivi per i quali si celebra. Il riconoscimento, da parte dello Stato, del Natale come sua festa civile, spazza via tutte le chiacchiere, sulla «scuola laica» che non dovrebbe parlare del Natale cristiano o della Pasqua per non urtare altrui sensibilità. Compete dunque proprio ai docenti spiegare il Natale ai cittadini di domani e, a maggior ragione, a quelli immigrati e/o di altre religioni, per capire le nostre tradizioni, la nostra cultura in cui si computano gli anni a partire dalla nascita di Gesù. Proprio uno dei padri della cultura laica, Benedetto Croce, nel saggio del 1942 ’Perché non possiamo non dirci cristiani’ spiegava: «Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta. Tutte le altre rivoluzioni, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana, non sostengono il suo confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate. E le rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana perché l'impulso originario fu e perdura il suo». Certamente per tali motivi, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, Elena Chiorino, assessore alla Scuola di Fratelli d’Italia della regione Piemonte, ha lanciato un appello ai presidi: “Fate fare il presepe, albero e recite di Natale ai vostri alunni”. Una scelta che vuole essere inclusiva anche per ragazzi che vengono da altre realtà, usi, costumi e credi differenti. Privare i nostri giovani dell’atmosfera e della ‘magia’ del Natale non significa mostrare sensibilità verso altri, significa negargli una eccezionale occasione per conoscere e capire la nostra storia, filosofia, cultura, significa perdere una eccezionale occasione di integrazione culturale e sociale, nel rispetto di tutti.






20/11/2019
ORA ARRIVANO LE SARDINE

Povera Italia, dopo i grillini ecco le sardine. Calamità dei nostri tempi forse paragonabili alle bibliche invasioni di rane e cavallette. Spostamenti di branco il cui gruppo è vita, poiché il pensiero individuale è delegato al Movimento. Masse che si spostano e occupano spazi, in un assordante silenzio di contenuti: solo contro! Contro i nemici del popolo, del faraone, della democrazia… contro i fascisti, unico argomento rimasto alla loro pochezza!


 





07/11/2019
IL MONDO CHE VOGLIONO

L’anziano di 86 anni nella foto vive così, non in Africa o in un paese povero, ma in via Magenta a Reggio Emilia, non gli è rimasto nulla, nemmeno la dignità che dovrebbe offrire un paese cosiddetto civile. Dopo generazioni di persone che hanno dato il sangue e il sudore del proprio lavoro per la nazione in cui vivono. Dove sono i buonisti e le Ong? Dove i radical chic e i compagni del popolo? Dove il presidente Bonaccini con la sua regione ‘fiore all’occhiello’? Carola Rackete ha scritto il libro “Il mondo che vogliamo” è davvero questo il mondo che vogliono?



 





23/10/2019
SERVE UNA CULTURA DELLA VITA

Le conclusioni a cui arriva l’assessore regionale Venturi dalla lettura dei dati della “Relazione sull’interruzione volontaria di gravidanza in Emilia-Romagna nel 2018” sono fuorvianti di una realtà invece che sostanzialmente non cambia: manca una cultura della vita. Le diminuzioni infatti dalle interruzioni volontarie di gravidanza, passate dalle 7130 del 2017 alle 6874 del 2018, vanno di pari passo con la diminuzione delle nascite che nel 2017 registrano un passivo di -1567 (-4,6%) rispetto al 2016, confermando un trend costante dal 2009. Inoltre, per quanto concerne i farmaci con effetto abortivo, si riporta il dato sulla RU486 che ha riguardato il 34,1% del totale, in crescita rispetto all’intervento chirurgico (54,8%) ma non si tiene conto degli altri farmaci definiti anticoncezionali, che non possono escludere un effetto abortivo con l’impedimento per l’embrione di annidarsi nell’utero, magari nell’inconsapevolezza di chi li assume. Come per la commerciale Norlevo – la cosiddetta pillola del giorno dopo – o l’EllaOne pillola dei cinque giorni dopo, le cui vendite, secondo la Società medica italiana, sono passate dalle 400mila del 2015 alle 570mila del 2017. Con un incremento in regione nel 2018 del 39,6% rispetto al 2017 di utenti tra i 14 e 25 anni. Altro dato significativo è quello sui dati delle interruzioni di gravidanza che riguardano sempre più non adolescenti ma donne sopra la fascia dei 30anni (il 22,5% tra i 30 e i 34 anni e il 21,3% tra i 35 e i 39 anni, con alto titolo di studio, il 45,5% in possesso di diploma superiore e il 14,9% laureate. Inoltre, il 54% di queste risulta occupata). Se quindi tra le donne più giovani che decidono di abortire vi possono essere motivazioni legate alla precarietà economica e lavorativa, nella fascia più alta di età si evidenzia una scelta più culturale che di necessità. In Occidente, in Europa e Italia in particolare, vi è la consapevolezza di essere una società vecchia, perché dunque abdicare a questo stato di cose? Se la nostra società deve rappresentare un esempio verso altre meno sviluppate, come potrà farlo senza una nuova 'Cultura' della vita?


una nuova ‘Cultura’ della vita? 





30/09/2019
SULLA PELLE DEGLI ITALIANI

Ultimo episodio di violenza a Roma, dove un congolese in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno tenta di sgozzare una guardia giurata e poi si toglie la vita. Intanto dalla Sea Watch di Carola Rackete si scopre che sono sbarcati anche carcerieri libici accusati di stupri e torture. In meridione continuano a pieno regime gli sbarchi clandestini e, contestualmente, il presidente francese dopo aver rinforzato le gendarmerie di confine per rispedirci gli immigrati che attraversano oltralpe e aver suggellato con un brindisi di spumante italiano l’accordo sulla redistribuzione in Europa dei profughi, tornato in Francia dichiara: «Noi non possiamo accogliere tutti».  Poi, mentre la Boldrini ripropone la cittadinanza ‘facile’ Federica Saraceni, brigatista condannata a 21anni e 6mesi per il delitto D’Antona e dal 2005 ai domiciliari, ottiene il reddito di cittadinanza nonostante il sussidio sia precluso a chi è agli arresti. Il padre fondò Magistratura democratica. Questa è la cornice tragicomica in cui si recita l’opera unica del nuovo governo giallo-rosso, tra ipotesi di tassa alle merendine e riproposta dello ius soli. Chissà se gli italiani chiederanno repliche?!






19/09/2019
PRIMI SUCCESSI DEL CONTE BIS

“C'hai l'occhi boni assai pe' vede' quello che nun c'è”, diceva il Marchese del Grillo nel noto film di Alberto Sordi, frase perfetta oggi anche per il ‘Conte dei Grillini’. Il premier francese Macron, accolto in pompa magna a Palazzo Chigi, ha assicurato a Giuseppe Conte che sulla redistribuzione dei migranti si volterà pagina. Infatti, la rafforzata gendarmeria francese ai nostri confini – mentre tornano ad aumentare gli sbarchi a Lampedusa – sta sistematicamente procedendo a rimandarci a casa tutti quelli pizzicati oltralpe. Contestualmente, il governo PD – 5 Stelle, alla Camera nega gli arresti domiciliari per il deputato forzista Diego Sozzani, indagato per finanziamento illecito, sovvertendo il voto della Giunta per le Autorizzazioni dello scorso luglio in cui gli stessi democratici e pentastellati avevano votato a favore. Primi ‘successi’ del Conte bis, vero statista nell’arte del governare, e siamo solo all’inizio…  






17/09/2019
IL DIAVOLO FA LE PENTOLE...

Come riporta un detto popolare, o ‘populista’: Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Così i bravi Conte, Zingaretti e Di Maio, che ancora stavano brindando nella convinzione di essere i novelli geni della politica, avendo impedito la vittoria del ‘lupo nero’ ora si trovano con un governo sotto scacco dalla nuova ‘balena bianca’ di Renzi, proprio mentre stavano apparecchiando il lauto banchetto delle nomine, compresa quella del futuro presidente della Repubblica. Così, PD e 5Stelle, dopo aver rinnegato sé stessi nel nuovo patto con il vecchio nemico, alla faccia degli italiani e all’insegna del fine che giustifica i mezzi, rimangono in mutande, spogliati di quella dignità politica che si sono definitivamente giocati senza nemmeno raggiungere il fine, ossia il controllo del Palazzo. 






11/09/2019
5 STELLE COME CAVALLI SCOSSI

Le rivoluzioni modificano lo status quo e vanno avanti, costruiscono nuove realtà.


La rivoluzione a 5Stelle invece è riuscita addirittura a riportarci a situazioni da Prima Repubblica. Uno dei mali del passato era infatti il trasformismo politico finalizzato solo al mantenimento del potere, della poltrona. Ma un tempo, chi passava da un partito all’altro aveva almeno il pudore di dimettersi prima.


Ora, ai pentastellati basta dichiarare di essere post-ideologici. Il tutto sotto la regia proprio degli ultimi eredi della Democrazia cristiana. Così, coloro che sarebbero nati per combattere la casta, i novelli giacobini, prima si sono inventati il ‘mandato zero’ poi che si può fare tutto e il suo contrario, pur di portare avanti un programma.


Ma quale programma? Quello per cui con la Lega hanno abdicato alla TAV, e con il PD abdicheranno al ritiro delle concessioni alla Società Autostrade?


Ennesima ironia la loro piattaforma Rousseau, intestata al filosofo che voleva rifondare la società sulla base di un popolo come corpo sovrano, unico detentore del potere legislativo e suddito di sé stesso.


La verità è che i grillini oramai non sanno nemmeno più per cosa combattere, se non per la propria sopravvivenza. Come cavalli ‘scossi’ in battaglia non servono più alcun cavaliere, fuggono in ogni direzione cercando solo di salvarsi.


Ma la vera battaglia si combatte nel paese per un’Europa diversa, tra chi crede in una unione rispettosa delle singole sovranità e chi nell’indebolimento politico degli stati nazionali vede nuove grandi opportunità di controllo e profitto. Tra chi crede in popoli sovrani del proprio futuro e chi in una globalizzazione di genti senza passato. 






06/09/2019
5 STELLE DAY A FERRARA

Ricordo una miniserie televisiva degli anni 70 diretta da Anton Giulio Majano e tratta dal romanzo omonimo di AJ Conrad: ‘E le Stelle stanno a guardare’. Oggi sono gli elettori pentastellati che stanno a guardare, il vergognoso tradimento dei loro leader storici. Grillo: “Noi non scenderemo mai a patti con il PD; Casaleggio: “Alleanza con il PD? Uscirei dal Movimento”; Di Maio: “Io con il partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare”; Di Battista: “Il partito di Bersani è quello che prendeva soldi da Riva dell’Ilva, delle Cooperative rosse, di Penati, nessuno crede più in questo partito che ha impoverito l’Italia”; Conte: “Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuta sotto il mantello della finta solidarietà. Domani è prevista a Ferrara la “Giornata a 5 Stelle” e, nel corso dei dibattiti, si parlerà anche del tema degli affidi ai minori con la senatrice Stefania Ascari e la responsabile del Movimento Raffaella Sensoli, vicepresidente della Commissione di inchiesta regionale sui fatti di Bibbiano. Una occasione fantastica per spiegare la nuova alleanza con quello che loro stessi hanno definito: “Il partito di Bibbiano” e commentare la nuova linea politica del Movimento in relazione alle precedenti affermazioni dei loro leader. Peccato non abbiano reclutato il loro leader Grillo in veste di comico, ci sarebbe stato davvero da ridere… mentre i loro elettori staranno a sentire.






05/09/2019
I 5STELLE HANNO GETTATO LA MASCHERA

Il MoVimento 5 Stelle ha gettato la maschera. Quella di Guy Fawkes presa dal film della Warner Bros nota ai più come maschera di V per Vendetta o per Vaffa…  Questa volta il ‘Vaffa…’ i pentastellati lo hanno rivolto agli italiani e ai propri elettori solo per salvare le poltrone, per tutelare quella ‘casta’ contro cui sono nati e di cui ora fanno parte. Il male storico della Prima repubblica, ossia il passaggio da un partito all’altro per restare a galla lo hanno declinato come sistema post-ideologico, la massima espressione democratica, ossia il voto popolare, tradotto nella ridicola piattaforma Rousseau, il tutto con la regia degli ultimi veri eredi della Democrazia cristiana: Mattarella, Franceschini e Conte. Ma l’arroganza di considerare gli italiani talmente stupidi da non accorgersi di quanto accade segnerà la loro fine politica. E quella maschera V per Vendetta la raccoglieranno gli italiani quando – prima o poi – tornerà una democrazia popolare.






04/09/2019
LA VERA RIVOLUZIONE E' LA COERENZA

Governi costruiti a tavolino, politici che cambiavano ‘sponda’ passando da un partito all’altro per restare a galla, ‘inciuci’ di palazzo per garantire sempre e comunque la sopravvivenza della ‘casta’ con DC, PCI e PSI che dopo essersi combattuti dal dopoguerra trovavano nuove sinergie, sino alla spartizione delle prebende, sino alla rivoluzione di ‘mani pulite’. Queste alcune delle peculiarità che avevano caratterizzato la Prima Repubblica, accrescendo quella fascia di elettori che non andava più a votare perché disamorati della politica.


Allora Di Pietro disse: “Volete sapere qual è l’unico partito a cui non arrivavano soldi? Il Movimento sociale italiano. Da quella svolta le ‘prebende’ finirono, l’unica cosa che restava da spartire erano le ‘poltrone’.


Così è arrivata la rivoluzione 5Stelle contro i partiti tradizionali e per ridare al popolo la titolarità della politica.


Con i novelli giacobini cosa è cambiato? Prima per passare da una sponda all’altra ci si dimetteva da un partito e ci si iscriveva a un altro, oggi basta affermare che non ci sono vincoli ideologici; prima non c’erano limiti di mandato, oggi c’è il mandato zero; prima si doveva vincere le elezioni per fare gli ‘inciuci’, oggi si possono fare gli ‘inciuci’ anche se si sono perse le elezioni; prima il voto popolare era considerato la massima espressione di democrazia, oggi lo è diventata la ‘piattaforma Rousseau’. Forse, l’unica cosa che non è cambiata è la ‘regia’ del Quirinale.


Ma come nella Prima Repubblica c’è un partito che è rimasto estraneo a tutto ciò, allora era l’MSI oggi è Fratelli d’Italia, portavoce di quella tradizione di destra italiana che non cambia sponda.


E quando tutto cambia affinché nulla cambi, credo che la vera rivoluzione sia la coerenza.   Mauro Malaguti – Coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia


 






22/08/2019
APPELLO ALLA SINISTRA DI ZINGARETTI

Come ci si può meravigliare che la politica sia quotidianamente vituperata e disprezzata dai cittadini se lo spettacolo a cui devono assistere è sempre peggio.


Se una Costituzione consente di mandare al governo quelle forze politiche che sono state sconfitte nei più recenti confronti elettorali, se permette un connubio tra partiti che si sono pesantemente insultati sino a ieri esprimendo pubblicamente la reciproca disistima, se nella prospettiva finalmente di una ampia, coesa e autonoma maggioranza, impedisce agli elettori di esprimersi con il voto, la principale forma di espressione democratica, significa che c’è una Costituzione da riformare.


I rivoluzionari a 5Stelle, quelli senza retaggi ideologici, quelli che disprezzavano i partiti per i loro ‘giochi di palazzo’ e per le poltrone alla faccia del popolo, hanno rinnegato sé stessi come il loro capo ‘comico’ che non ha proprio più nulla di divertente, e come giacobini finiranno. Allora, se davvero si vorrà salvare il nostro paese, occorrerà prima salvare la politica, e in questa fase solo la sinistra potrà farlo con un anelito di orgoglio, di dignità, di coerenza, qualità che solitamente richiedono il sacrificio della convenienza immediata per un futuro migliore.


Bisogna finirla di ascoltare le sirene degli ‘inciuci’ e delle trame di palazzo, del fine che giustifica i mezzi, del pensiero che al domani ci penseranno altri. Prodi, Franceschini, Renzi, finalmente si può archiviarli per una politica migliore.


Certo, se si tornerà alle urne la destra vincerà, ma la sinistra ritroverà unità e forza all’insegna della dignità, per un futuro finalmente di bipolarismo e alternanza, per quella democrazia compiuta che potremo esibire in Europa dimostrando che non ci servono ‘tutori’.






13/08/2019
PER IL BENE DEL PAESE...

E per l’ennesima volta il Governo non regge! C’è da chiedersi quale maledizione si abbatta sul nostro povero paese per essere continuamente sballottato tra governi brevi e pastrocchi di palazzo, governi tecnici e maggioranze che non tengono.


Eppure, la risposta non è tanto difficile da trovare, è semplicemente una questione di chimica, quando si tenta di unire elementi tra loro incompatibili l’alchimia non regge.


E ora Renzi, che “da padre si diceva preoccupato dei 5 Stelle al governo” tenta il dialogo con quel Grillo che lo ha definito “l’ebetino di Firenze”.


La realtà è che la sinistra è profondamente spaccata e in forte crisi di identità, e la ‘rivoluzione giacobina’ a 5Stelle è finita proprio smentendo sé stessa, tra voti accondiscendenti, ‘mandato zero’ e prospettive di futuri ribaltoni all’insegna dell’unica vera priorità di ogni ‘casta’: salvare la poltrona.






29/07/2019
L'INVOLUZIONE DELLA SINISTRA ITALIA

Il termine populismo nasce da un movimento politico-culturale russo che si sviluppò tra la fine del sec. XIX e l'inizio del XX, aspirante a una sorta di socialismo rurale, in opposizione al burocratismo zarista e all'industrialismo occidentale.


Per populismo si intendeva genericamente un atteggiamento ed una prassi politica che mira a rappresentare il popolo e le grandi masse e a esaltarne i valori positivi. In una tale interpretazione i partiti della sinistra italiana del dopoguerra potevano certamente riconoscersi.


Successivamente, con la crescita di consensi e l’accesso al potere, prima nelle regioni ‘rosse’ fino ai governi più recenti DC-PD, e con l’implosione della DC che si è in parte riciclata nella sinistra italiana, le posizioni politiche sono cambiate. Così si è cominciato a dare una accezione negativa al termine populista. I populisti da rappresentanti del popolo che ne esternano i valori positivi si sarebbero trasformati in coloro che ne accolgono gli istinti mediocri, da qualcuno definiti ‘di pancia’.


Personalmente penso che il popolo, nelle classi meno abbienti, non sia sostanzialmente cambiato e chieda sempre le stesse cose: lavoro, sicurezza, benessere. In tempi recenti il cambio è avvenuto nella politica là dove la sinistra al potere si è allineata con i cosiddetti ‘poteri forti’, mentre la destra si è fatta portavoce di quelle classi popolari abbandonate.


E questo spiega il clamoroso travaso di voti proprio nelle periferie, dove la vita è più difficile, dove il problema disoccupazione, immigrazione e degrado si avverte quotidianamente. Inoltre, la destra ha sempre ricambiato il consenso ricevuto con l’orgoglio nazionalista e sovranista, il senso di appartenenza ad un popolo, ad una comunità, mentre la sinistra nostrana ancora idealizza quell’internazionalismo mai socialmente realizzato nel mondo dalla politica, ma portato avanti per meri interessi economici dalle multinazionali e dalla grande finanza.


Mentre molte sinistre europee non antepongono la loro ideologia agli interessi nazionali.


Così alla sinistra di casa nostra non restano che le battaglie culturali, dispensando eccezioni positive o negative in virtù di una presunta leadership del tutto autoreferenziale, ma dimenticando che il linguaggio dei salotti è di scarso interesse per chi vive la strada, poiché difficilmente si coniuga con le esigenze reali e primarie del popolo, che magari si possono anche definre di ‘pancia’.






22/07/2019
URLA NEL SILENZIO

Nel 1996 nel modenese, una famiglia padre, madre e nonni, si suicidarono tutti per le accuse di pedofilia, poi ritrattate dai minori coinvolti. Il caso venne sepolto nel dimenticatoio della giustizia e della politica.


Ora, nel reggiano sono emersi altri casi in cui si prefigurano minori sottratti, pare ingiustamente, alle famiglie naturali, con alcune casistiche di affidi a dir poco incomprensibili in relazione alle previste disposizioni di legge art.2, commi 1,2 e 4 della legge 4 maggio 1983 n.184 (il caso della dirigente che affida una bambina alla ex compagna lesbica e con disturbi caratteriali).


Quindi, tra le ipotesi di indagine emerse dalle cronache stampa oltre al movente economico, in termini di consulenze e fondi per gli affidi, ci potrebbe essere anche quello dell’influenza di una ideologica Lgbt.


Per questi motivi con Giorgia Meloni siamo andati a Bibbiano, affinché non cali il silenzio su una vicenda che, se vedrà confermati i reati ipotizzati, sarebbe destinata a svelare ingiustizie che avrebbero provocato drammi familiari irreparabili, irrisarcibili e difficilmente comprensibili.






09/07/2019
SI PERDE IL SENSO DEL BUON SENSO

L’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, a guida PD, anziché porre all’ordine del giorno il caso Bibbiano, cercando di indagare a sua volta sul sistema degli affidi in regione, e magari istituendo un fondo di risarcimento per i minori illecitamente sottratti e le loro famiglie naturali, nel caso le accuse agli indagati venissero confermate, sarà impegnata nell’esame di un Progetto di legge popolare contro l’omotransnegatività.


Con l’introduzione di un tale principio se qualcuno dovesse esprimersi ad esempio dichiarando che la pratica dell’utero in affitto è aberrante o che le coppie gay sono, per loro natura, non fertili, si potrebbe prefigurare un reato, togliendo la libertà stessa di pensiero di chi, pur senza voler offendere nessuno, non potrebbe più esprimersi liberamente nel merito.


Si andrebbe verso l’imposizione del ‘pensiero unico’ definito politicamente corretto in maniera del tutto autoreferenziale da chi si ritiene depositario di una presunta leadership culturale.


Questa vicenda, unitamente a quella dell’immigrazione clandestina, credo trasmetta molto bene la sensazione di una sinistra italiana che ha oramai perso la rotta, anche verso la propria stessa salvezza politica, guidata da una bussola calamitata solo da battaglie ideologiche destinate, prima o poi, a infrangersi sul terreno di quel mondo reale in cui vivono la maggioranza degli italiani.






05/07/2019
REPLICA ALLA PRESIDENTE SALIERA

Gentile presidente ‘Putto’ è un termine che nel campo dell’arte indica un bambino nudo, quasi sempre di sesso maschile e spesso raffigurato con le ali. Certamente viviamo in un mondo complesso, come sottolinea l’autore dell’opera in discussione, e rappresentare – al di là della crudità dell’immagine e ricordando il titolo che l’autore stesso ha dato all’opera: “Fucked Up Angel” – la violazione del candore di un essere per sua natura ‘puro’ non appare la cosa migliore da esibire per una pubblica istituzione dove scolaresche possono accedervi. Nulla osta che opere tali vengano esposte in sedi private perché, al di là del ‘turbamento che possa causare in sentimenti personali o religiosi, è una questione di semplice buon gusto. Sarebbe bastato ritirarla convenendo che tra tante altre era ‘sfuggita’ ad un esame più attento, magari senza ventilare rischi di dittature e teocrazie, perché l’unica dittatura davvero a rischio per il complesso mondo in cui viviamo è proprio quella del relativismo. Ma per l’ennesima volta la sua ‘formazione’ politica è refrattaria ad ammettere ogni ben che minimo errore, e questo è magari il motivo per cui il suo partito continuerà a perdere consensi, perché l’uomo è di per sé un essere imperfetto, come in più occasioni l’arte ci ha rappresentato, ma per migliorare occorre ammetterlo. 





04/07/2019
ANGELI E DEMONI ANCHE IN REGIONE

Appena esploso il caso di Bibbiano, con l’inchiesta denominata ‘Angeli e demoni’ sull’affidamento dei minori, nell’atrio della sede dell’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna è stata installata in esposizione -  che verrà inaugurata questa mattina - una serie di opere d’arte contemporanea di artisti vari. Tra questi se ne può ‘ammirare’ una, in ceramica e porcellana, dell’artista Andrea Salvatori titolata: ‘Fucked Up Angel’ che rappresenta un putto sodomizzato da una stella. Personalmente devo chiedermi come la Giunta PD giudichi l’opera, evidentemente provocatoria, esposta in un contesto istituzionale come quello dell’Assemblea legislativa regionale, e se, a livello culturale, la reputi anche ‘formativa’ dato che l’assemblea è visitata da scolaresche.






03/07/2019
VERGOGNA AFFIDI

Nell’Emilia rossa dove la kulturkampf imperante si fonda – giustamente – sulla lotta ad ogni forma di discriminazione, dove i movimenti Lgbt sono più attivi e dove i servizi sociali rappresentano un fiore all’occhiello del nostro welfare, esplode come un fulmine a ciel sereno il caso Bibbiano. Per le accuse, che dovranno ovviamente essere confermate nell’iter processuale, minori sarebbero stati sottratti ingiustamente alle loro disagiate famiglie con traumi inimmaginabili. Ma ad aggravare l’impianto accusatorio aleggia anche lo spettro di un ulteriore discrimine ideologico, quello contro la famiglia naturale, con alcuni di questi bambini che sarebbero stati dati in affido a coppie gay: il caso della bambina, tolta ai genitori pare senza motivo, per essere affidata a una coppia lesbica addirittura con problemi di squilibrio mentale; quello della dirigente dei servizi sociali, appartenente ai movimenti Lgbt, che avrebbe affidato i bambini a coppie amiche; l’associazione, Hansel e Gretel, il cui massimo esponente è un noto sostenitore della teoria gender e alcuni dirigenti che avrebbero manipolato le dichiarazioni dei minori in una raccapricciante analogia con la strega dell’omonima fiaba, che inganna i due fratellini per divorarli. Così, coloro che solitamente lamentano di essere i discriminati si sarebbero trasformati in persecutori, per ‘divorare’ le certezze dei bambini sulla loro famiglia naturale. Speriamo sia fatta presto piena luce su questa terribile vicenda, e che una fiaba non sia davvero stata trasformata in incubo.






01/07/2019
QUANDO L'ORRORE E' A CASA NOSTRA

L'attivismo della sinistra è ancora tutto preso dal problema dei migranti africani e non importa se sia evidente ad ogni persona di buon senso che un’accoglienza senza limiti e regole non possa essere sostenibile nel tempo, se si sappia che le vittime più deboli restino comunque in Africa e se dietro questo dramma vi siano gli affari della malavita, il copione deve essere interpretato senza tentennamenti, con il paradosso di parlamentari italiani coinvolti in azione di forza contro militari italiani. Ma quando l’orrore è a casa nostra? Secondo quanto sta emergendo dall’indagine ‘Angeli e demoni’ proprio nella civilissima Emilia-Romagna, dove certo non soffiano venti di guerra, vi sarebbero bambini strappati alle proprie famiglie, quelle più disagiate, per essere mercificati e abusati nel sistema degli affidi. Eppure, a Bibbiano non sono giunti parlamentari solidali alle vittime e alle loro famiglie naturali, i ‘compagni’ del sindaco si dividono tra manifestazioni di solidarietà al primo cittadino, pur legittime sino a definitiva sentenza di condanna, e un assordante silenzio, proprio come quello che si avverte dopo l’esplosione di una bomba.






15/04/2019
CONFERENZA PROGRAMMATICA TORINO


Da Giordano a Meluzzi, da Tremonti al capitano Ultimo per una grandissima Giorgia Meloni. I Fratelli d’Italia crescono marciando verso un’Europa diversa, l’Europa delle nostre tradizioni cristiane, della nostra cultura greco romana. L’Italia del cambiamento è l’Italia di destra, dei patrioti, protagonista nell’Europa dei popoli, non dei mercati e della finanza. Dobbiamo essere orgogliosi di essere fratelli in queste battaglie, Fratelli d’Italia.





04/04/2019
IL SILENZIO DELLA SINISTRA

Per sinistre e femministe con il congresso sulla Famiglia i Verona si rischiavano discriminazioni... intanto con la Sharia si rischiano lapidazioni. Mentre infatti i progressisti concentravano le loro attenzioni sul World Congress of families, nel Brunei è appena stata approvata la legge della Sharia. Evidentemente, la sinistra è internazionalista ma talvolta disattenta a quanto accade nel mondo, impegnata contro ogni ‘intento’ discriminatorio ma meno attiva contro persecuzioni reali. Perché anche se la Sharia è entrata in vigore nel Brunei, la consapevolezza che persone vengano condannate alla lapidazione, magari per aver avuto un figlio fuori dal matrimonio o per le loro tendenze sessuali, dovrebbe smuovere le coscienze ben più di voler attaccare a tutti i costi la difesa della famiglia tradizionale. Il PD vuole promuovere corsi di educazione civica per il rispetto delle diversità… spieghi anche agli studenti gli effetti della Sharia.






11/03/2019
L'URLO DI MUNCH

Giorgia Meloni, leader della destra storica, viene a Ferrara per chiedere più sicurezza in zona Gad e dà solidarietà ai Camerunensi che, contestualmente, stavano manifestando contro il loro sanguinario dittatore Paul Biya. Il partito in Italia che si definisce patriottico e sovranista per eccellenza fianco a fianco con i patrioti del Camerun. Roba da psicoanalisi per la sinistra dell’accoglienza senza limiti, delle Ong e dell’associazionismo solidale. Viene in mente il famosissimo ‘Urlo di Munch’ in cui l’artista norvegese ha rappresentato il sentimento del terrore. Icona di una sinistra forse terrorizzata piuttosto dalla prospettiva – per la prima volta concreta – di perdere il potere. Eppure, non vi sono contraddizioni, nessuna incoerenza, patrioti italiani e patrioti camerunensi che manifestano per la terra che amano, ovviamente nelle ben diverse situazioni dei due paesi. Accomunati dalla lotta ad una globalizzazione selvaggia e forzata che porta più conflittualità che pace, più danni che benefici. Spinta da quelle multinazionali che vedono nuove opportunità di sfruttamento e dai neocolonialismi, come quello francese, che mira al controllo economico degli stati africani con la CFA (ex Franco delle Colonie Francesi d'Africa – ora acronimo di Comunità Finanziaria Africana). Dalla colonizzazione con i carri armati a quella con la finanza, cambiano i tempi ma non gli scopi. Così, mentre si aprono nuove prospettive di espansione per la mafia nigeriana a casa nostra, stati africani con miniere d’oro e di Uranio versano nella più totale povertà e disperazione. Cos’altro può meglio rappresentare una simile realtà, se non l’Urlo di Munch.






04/03/2019
IL DOMANI APPARTIENE A NOI





27/02/2019
CROLLO 5STELLE

Il crollo di consenso dei 5 Stelle in Sardegna è emblematico della crisi di un movimento che deve cominciare, suo malgrado, a fare i conti con la realtà. Nato e cresciuto vertiginosamente con l’idea di rivoluzionare il sistema partitico, deve realizzare ora che la nostra democrazia è fondata su tale sistema e, come le democrazie compiute, sull’alternanza dei due principali raggruppamenti politici che si dividono sostanzialmente in destra e sinistra, progressisti e conservatori, democratici e repubblicani a seconda del paese. La conferma di ciò sta nel fatto che il movimento di Grillo sta rinnegando tutti i suoi principali dogmi sui quali era nato, vedi l’ultima proposta di apertura al doppio mandato per i consiglieri comunali – certo non poteva cominciare dai deputati – andando così verso quel partito di professionisti della politica tanto vituperato dai neo-giacobini della prima ora. Con il crollo di consensi si aggrappa ora al radicamento più classico della forma partito. Esaurito infatti quel consenso derivante dal comune malcontento verso la politica, quel miraggio per cui a decidere dovevano essere gli elettori sulle piattaforme internet piuttosto che i vertici politici legittimati dagli elettori, di fatto, la trasformazione è compiuta. Un partito è un'associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica, ovvero da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società. Su questo piano i 5Stelle come possono competere? Rispetto ai partiti tradizionali perdono in esperienza dei propri quadri e dirigenti, privi di un patrimonio ideologico e di contenuti politici condivisi dalla base. Nel tradizionale ruolo dei partiti di mediatori tra le istituzioni pubbliche e la società civile, tra lo Stato e i cittadini, perché votarli?





22/02/2019
ACRE-BLU





07/02/2019
ANPI E NEGAZIONISMO

Quest’anno, in occasione della Giornata del Ricordo che come ogni anno si celebra il 10 febbraio, in memoria delle vittime delle foibe, l’Anpi ha dato il ‘meglio di sé con esternazioni e iniziative dal carattere palesemente negazionista. Da Rovigo a Padova, sino a Parma dove l’Associazione partigiani ha contribuito a un pubblico dibattito marcatamente negazionista sull’orrore perpetrato dai militari ‘titini’ sulla popolazione civile istriano dalmata. La locandina dell’iniziativa pubblica, che si terrà a Parma proprio il 10 febbraio presso il Cinema Astra, negli interventi dei relatori recita: «I morti delle foibe riconosciuti dalla legge 354, quasi tutti delle forze armate dell’Italia fascista» - «La foiba di Basovizza: un falso storico». Il presidente Oscar Luigi Scalfaro ha dichiarato il pozzo minerario di Basovizza monumento nazionale con decreto datato 11 settembre 1992. Il 10 febbraio 2007, dopo una serie di lavori di recupero e di restauro dell'area monumentale, è stato ufficialmente inaugurato il nuovo sacrario in onore dei martiri delle foibe. Sulla foiba di Bosovizza vi è la testimonianza, tra le tante altre, del sottotenente del Genio Pionieri Alpini presso la Compagnia Orobica a Merano, tratta dal documento originale del 1955, riportato nel libro “Dalle foibe… all’esodo” del prof. Marco Pirina, Edito dal Centro Studi e Ricerche Storiche “Silentes Loquimir” di Pordenone: «Dalla differenza tra le quote precedenti e quella da noi riscontrata, e dall’altezza dello zoccolo saponoso lasciato sulle pareti, ed in base alle testimonianze locali raccolte dai Carabinieri fu poi supposto e stimato che là sotto giacessero circa 2mila cadaveri». Migliaia sono i documenti originali e le testimonianze sugli orrori della pulizia etnica perpetrata dai titini su civili, donne e bambini, alcune talmente raccapriccianti per le torture inflitte alle vittime da necessitare cautela nell’essere riportate. Personalmente devo chiedermi dunque quali siano i motivi che, ancora oggi dopo oltre 70anni, spingano l’Anpi a simili iniziative, contro un percorso di pacificazione condivisa. Nemmeno la recente perdita di consenso politico dei partiti di sinistra o l’impossibilità sempre più palese di occultare o ignorare una parte della nostra storia può giustificarli. Forse, quello che più ‘scotta’ di quelle vicende è altro. Nel 1956 una legge dello stato italiano riconobbe la militanza nell’esercito jugoslavo come fosse stata una militanza nell’esercito italiano, così si cominciarono a pagare 32mila pensioni di guerra, per un importo di circa 100milioni di euro l’anno, anche a quei militari jugoslavi che si macchiarono dei crimini delle foibe. Il 1° maggio 1945, la IV armata di Broz Tito Josip entrò a Trieste e Gorizia, anticipando gli anglo-americani, emanando un ordine per l’eliminazione degli elementi legati al fascismo e/o ‘antititoisti’. Con decreto del 2 ottobre 1969, il presidente della Repubblica nominò “Ordine al Merito della Repubblica Italiana” – Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone, Broz Tito Josip, oltre ad altre 17 personalità jugoslave tra cui Ribicic Mitja, al vertice della repressione titina in Slovenia dal 1945 al 1957, successivamente primo ministro jugoslavo, accusato di crimini di guerra. Poi, con una di quelle contraddizioni forse tipicamente italiane, con la Legge n.92 del 30 marzo 2004 la Repubblica italiana ha finalmente istituito il “Giorno del Ricordo” riconoscendo formalmente il dramma delle foibe. Ciò però che è ancora più sconcertante nei recenti atteggiamenti negazionisti dell’Anpi è che, evidentemente, ignorano la Legge n.115 del 2016 sul ‘reato di negazionismo’ promossa dallo stesso PD che prevede da 2 a 6 anni nei casi in cui «la propaganda, l’istigazione e l’incitamento si fondino, in tutto o in parte sulla negazione – oltre che della Shoah – dei crimini di genocidio, contro l’umanità e di guerra». Quindi ora sorge spontaneo chiedersi: qualche magistrato aprirà un fascicolo per appurare se si prefiguri il reato previsto dalla L.115 del 2016 anche nell’iniziativa partecipata dall’Anpi? O si scateneranno nuove polemiche anche sulla differenza tra ‘negazionismo nero’ e ‘negazionismo rosso’. 





16/01/2019
ODE AL RISVEGLIO

Per la prima volta pare davvero che Ferrara, bella addormentata nella nebbia, possa cambiar d’abito e risvegliarsi. Chi per tanto l’ha governata sembra ora un’Idra senza corpo, le cui teste impazzite vagano alla cieca rischiando più di mordersi tra loro che di azzannare altri. Neppur le ‘civiche’, vergini dai candidi manti attirate dall’odor di decomposizione, sembrano impensierire gli storici partiti d’opposizione che, finalmente compatti, come raggi solari paiono dissolvere la nebbia dei dubbi ereditati, scuotere gli elettori dal vecchio torpore, dalla tentazione di rigirarsi ancora una volta e riprendere il sonno. ‘Sentinella quanto resta della notte?’ (Isaia 21-11)





13/09/2018
OSSI DI SEPPIA E ZAMPE DI GALLINA

Chi da bambino, della mia generazione, non ricorda: ‘Ossi di seppia’ famosa raccolta di poesie di Eugenio Montale, uno dei più grandi autori della letteratura italiana del Novecento, la cui poetica era contrassegnata dall’incapacità di cogliere il senso profondo dell’esistenza. E forse quella poetica è ancora quanto mai attuale quando oggi, sulle cronache quotidiane, si legge di altro Montale, quartiere della periferia est di Piacenza, dove si parla invece di ‘zampe di gallina’. Quelle trovate tranciate in un cesto, insieme alla testa, verdure varie e bottiglie di rum sotto un cavalcavia, per un rito woodoo certamente attuato per soggiogare ‘lucciole’ nigeriane, giunte nel nostro paese in cerca di un futuro diverso dalla schiavitù e violenza. E tutto ciò, evidentemente, reso possibile proprio da quell’accoglienza fuori controllo cavalcata dai progressisti più illuminati, quelli che con le rivoluzioni sociali hanno certamente contribuito alla moderna società odierna, e che oggi farebbero forse bene a rileggersi proprio quelle poesie sul senso profondo dell’esistenza. 





08/05/2018
IMMIGRAZIONE E SOLIDARIETA'

E’ sempre più acceso nelle cronache cittadine, e nazionali, il dibattito tra immigrazione e solidarietà, che vede contrapposti da una parte gli schieramenti di sinistra e di parte del clero e dall’altra dal centrodestra e da quei cittadini direttamente danneggiati dall’immigrazione di massa. Qualcuno tende però a presentare la questione come la scelta tra chi vuole essere solidale malgrado tutto, e chi sembra solo voler salvaguardare i privilegi di una società più moderna ed economicamente evoluta come la nostra, ma in questi termini, a mio avviso, la questione è mal posta. La pur doverosa solidarietà verso chi è più sfortunato deve innanzitutto essere razionalizzata e ottimizzata, proprio per chi ne beneficia e affinché non danneggi i benefattori. Credo sia evidente a tutti che l’Italia sta sprofondando in una crisi sempre più cronica e profonda, dall’entrata nell’euro la crescita nazionale è stata tra le più basse insieme alla Grecia, malgrado noi siamo uno dei paesi più industrializzati al mondo, il debito pubblico è aumentato progressivamente e la mancanza di governi forti che tutelino i nostri interessi in Europa ha fatto il resto. In queste condizioni il paese quest’anno pare stanzi 7 miliardi per l’immigrazione, a cui aggiungere i vari fondi regionali e locali. E malgrado ciò in Africa le fasce più deboli, bambini, donne ed anziani, continuano a morire quotidianamente di fame, sete e malattie, mentre gli uomini più sani e forti, ed economicamente in grado di pagare le mafie dei barconi, anziché lavorare per risollevare il loro paese d’origine con gli aiuti occidentali, vengono a casa nostra senza concrete prospettive di integrazione, a parte chi sceglie di delinquere, per bivaccare in hotel che non trovano più vacanzieri nel paese a vocazione turistica per eccellenza. E basta parlare con dei commercialisti per realizzare che buona parte delle attività commerciali di immigrati, oltre a quelle abusive, evade i principali adempimenti fiscali. In queste condizioni quanto potrà reggere ancora il nostro sistema di welfare? Continue riduzioni di organico dei medici nei nosocomi pubblici, ticket sempre più cari anche per i codici bianchi nel pronto soccorso, visite specialistiche con tempi sempre più inaccettabili, progressivi aumenti di affitto nelle case popolari anche per chi vive con pensioni minime. Non sono forse questi evidenti segnali di un sistema che sta implodendo? Cosa troveranno dunque i nostri nipoti, a parte chiese sempre più vuote e moschee sempre più piene?





30/04/2018
CROLLANO I GIACOBINI A 5STELLE

Il responso elettorale uscito dal Friuli sentenzia la condanna del ‘Governo’ – mai nato – 5Stelle/PD. Ma soprattutto crolla – a mio avviso fortunatamente – l’ondata del giacobinismo pentastellato nata solo dal diffuso, se pur comprensibile, malcontento. La ‘rivoluzione’ grillina, come quella giacobina del fine ‘700, fortunatamente oggi incruenta, sta dimostrando di sgretolarsi difronte alla politica reale. La coerenza e i grandi propositi, come spesso accade nella natura umana al di là di partiti e schieramenti, si sciolgono come neve al sole, soprattutto in persone per lo più elette senza alcuna esperienza specifica, né sorrette da principi ideologici o politici da declinare nella quotidiana esperienza amministrativa. Così, ora si comincia a pagare l’incoerenza di aver accusato il PD di essere il partito degli indagati, con cui sino a qualche mese fa era impossibile ogni accordo – dichiarazioni di Grillo, Fico, Di Maio ecc…  - per poi tentare con gli stessi l’alleanza di governo. Certo, quando ci si accomoda su eleganti poltrone dorate le prospettive cambiano, ma i rivoluzionari che fanno accordi con i monarchici perdono credibilità. Poi si comincia a pagare l’inesperienza amministrativa, perché per demolire occorrono buone braccia ma per ricostruire serve esperienza e maturità. Se penso ai più recenti successi dei 5Stelle di casa nostra, per non parlare di realtà ben più complesse, mi vengono in mente le pompe pubbliche da mille euro l’una a Ferrara e i parcheggi a pagamento sulla sabbia ai lidi comacchiesi. Almirante diceva sempre che la prima qualità di un politico deve essere l’umiltà, chi si presta a servire la comunità, pur portando avanti con determinazione e convinzione le proprie idee, non può ritenersi il depositario della verità assoluta, deve dare il proprio contributo sapendo ascoltare tutti, guadagnandosi un consenso fatto di fatica e sudore mentre si scala l’impervia vetta del potere, perché altrimenti non si conquista l’equilibrio, si perde il senso della misura, e quando si cade ci si fa male trascinando altri con sé.





20/04/2018
POVERI ITALIANI

E con il bel tempo e l’arrivo dell’estate riprendono i furti nelle nostre campagne, nelle aziende agricole e nelle abitazioni, attrezzature e catenine d’oro, furti di ricordi come portafoto d’argento, magari di valore più affettivo che economico, che per questo in buona parte non vengono nemmeno denunciati ma che portano via certamente sicurezza e serenità. In gran parte sono le ‘risorse’ della signora Boldrini, quelle che dovranno pagarci la pensione, quelle dell’est Europa perché quelle che arrivano dall’Africa privilegiano spaccio e sfruttamento della prostituzione. E mentre tutto ciò non fa nemmeno più notizia, mentre il debito pubblico aumenta e la crescita nel paese è risibile il nuovo governo non decolla, così tutto resta uguale, come la rotta del Titanic, perché i 5 Stelle hanno il problema di Berlusconi. Poveri italiani… hanno votato i democristiani, poi i demo-comunisti, infine i demo5stelle, ma l’importante è non votare la destra perché altrimenti tornano i fascisti. Poveri italiani… utili idioti d’Europa, attenti seguaci di profeti dai ‘sepolcri imbiancati’.  





13/04/2018
DALLA PARTE DEI PIU DEBOLI

Quello che mi è sempre apparso indecifrabile – per non dire altro – sulla mentalità della sinistra italiana, soprattutto di quella radical chic, è la difesa ad oltranza di tutti i cittadini del mondo tranne i propri, tutti i popoli tranne il proprio, tutte le nazioni tranne la propria patria. Eppure il mito della Internazionale comunista dovrebbe oramai essere quantomeno sfiorito, oggi che in Russia governa Putin e in Cina c’è un comunismo neocapitalista, per non parlare della Corea del Nord o di Cuba dove, di fatto, si sono instaurate dittature ereditarie. Dunque mi chiedo, quale altra prospettiva di società del futuro in alternativa al nostro stile di vita, pur certamente perfettibile, sia il riferimento oggi per tali atteggiamenti? La globalizzazione tecnocratica? Eppure, quando la vittima è straniera, migrante, di etnia rom o persino fondamentalista islamico, merita l’attenzione, la comprensione e talvolta persino l’incondizionata difesa dei compagni, quando la vittima è italiana: assordanti silenzi! Una ripetuta giustificazione è quella di stare sempre dalla parte dei più deboli, dei reietti, dei più indifesi! Ma per gli italiani, anziani uccisi o picchiati nelle loro abitazioni, per la povera Pamela fatta a pezzi, per i tanti piccoli commercianti derubati e malmenati: assordanti silenzi! Perché non bisogna fomentare l’odio razziale, l’avversione al diverso, la xenofobia. Ho notato anche che da parte di tanti giornalisti si evita oramai, con una certa cura, di citare la nazionalità di chi commette il reato se straniero. Ma i sentimenti di astio, di odio, sono alimentati dall’ingiustizia, dal percepire che la legge non è equa, dal realizzare che c’è chi paga e chi no. Chi si trova la vita stravolta per essersi difeso, per essersi magari rifiutato di rischiare il ruolo di agnello sacrificale, e chi gode di risarcimenti economici per aver compiuto reati finiti male. E i risarcimenti alle migliaia di famiglie italiane quotidianamente colpite? Perché a volte chi non ha nulla, nulla ha da perdere, e non è più debole è solo più spietato.





13/04/2018
ARMI CHIMICHE IN SIRIA

Dato che l’America, la Francia e l’Inghilterra danno per scontato che i siriani abbiano usato armi chimiche, qualcuno mi può spiegare perché gli stessi abbiano messo un veto sulla richiesta della Russia di inviare una commissione ONU di esperti per verificare la verità sulla vicenda? E dato che a far cadere Gheddafi sono stati sempre i Francesi con l’appoggio di inglesi e americani, prima che emergessero i finanziamenti illeciti dalla Libia a Sarkozy e per poi guadagnarci sulle importazioni petrolifere, che con Gheddafi erano praticamente monopolio italiano, non è un po’ sospetta l’intolleranza degli stessi verso l’influenza di Mosca in Siria?





26/01/2018
DAMNATIO MEMORIAE

E' una locuzione in lingua latina che significa letteralmente "condanna della memoria". Nel diritto romano indicava una pena consistente nella cancellazione di qualsiasi traccia riguardante una persona, come se essa non fosse mai esistita. I più recenti presidenti della nostra Repubblica e del Consiglio, con i loro governi fatti a 'tavolino', sono già condannati alla Damnatio memoriae, diligenti servitori non del proprio popolo e della propria Patria, ma di quella forzata globalizazione e internazionalizazione dettata dai poteri tecnocratici. Non importa quanto abbiano guadagnato o quanto siano stati riveriti in vita, tra 50anni non li ricorderà più nessuno. Per i romani, che avevano creato un impero, si trattava di una pena particolarmente aspra, riservata soprattutto ai traditori e agli hostes, ovvero i nemici di Roma.





03/12/2017
IL NUOVO SIMBOLO DI FdI

Il secondo Congresso nazionale di Fratelli d’Italia ha inaugurato, con un bellissimo intervento di Giorgia Meloni che ha toccato i cuori, il nuovo simbolo del partito. Il nome su sfondo blu e una fiamma tricolore più grande e lucente di prima. E’ sparito il cerchio interno con il vecchio simbolo di Alleanza Nazionale, quasi a sancire che il cordone ombelicale con il passato è stato reciso. Non si rinega nulla ma si guarda al futuro, saldi su ‘radici che non gelano’. In periodi bui come questi, in cui la Patria è sacrificata alla supremazia tecnocratica, in cui si perdono i valori da tramandare alle nuove generazioni mentre gli antagonisti politici, privi di argomenti, riescono solo a riesumare spettri del passato per ridicole caccia alle streghe: la nostra fiamma resta accesa ‘apre la strada e dietro di sé illumina gli altri’.





02/12/2017
TRIESTE 2 CONGRESSO NAZIONALE


Dopo l’unione europea si parlava del problema di una Europa a due velocità, e in effetti mentre la Germania ha sforato ogni anno il tetto delle esportazioni e diminuito la disoccupazione, l’Italia è alla deriva, con i governi di sinistra eletti a tavolino, in una crisi che pare irreversibile, economica e occupazionale – perché l’aumento di occupazione di cui parlano da noi è solo un aumento del precariato con contratti a termine – con una profonda e generalizzata mancanza di sicurezza e fiducia nel futuro. Abbiamo registrato, in questi ultimi anni, una vera e propria invasione di clandestini, circa 200mila all’anno di media, mentre assistiamo alla fuga dei nostri imprenditori, dei nostri giovani in cerca di lavoro e dei pensionati in cerca di condizioni migliori e tassazioni più eque, nel 2016 ben 124mila italiani sono migrati altrove +15,4%. Così, nel sostanziale silenzio della stampa, stanno dissolvendo il nostro sistema di welfare (ticket del pronto soccorso – visite specialistiche – pensioni o case popolari sempre più difficili da ottenere per gli italiani – mentre gli extracomunitari hanno anche gli avvocati pagati per ricorsi iniqui). Così, mentre l’età pensionabile in alcuni stati europei viene abbassata, la risposta italiana è quella di averla alzata anche per le donne e senza barricate da parte delle femministe. Così, si continua a mettere in bilancio miliardi per gli extracomunitari e per il Jobs Act – che ha portato solo precariato – e si mettono in bilancio pochi spiccioli per le nostre famiglie e per i disabili. Bilanci certamente coerenti per un paese che ha deciso il suicidio nazionale. Allora come uscirne? Possiamo uscirne solo come ne stanno uscendo altri paesi in Europa, con la vittoria delle Destre. Solo la Destra può oggi gestire il fenomeno dell’immigrazione in maniera più razionale, recuperare una dignità di popolo e un diverso peso specifico all’interno dell’Europa, salvaguardare le nostre risorse per le generazioni future. Perché la solidarietà deve essere certamente un valore condiviso, ma chi ha gestito fino ad oggi il fenomeno immigrazione nel nostro paese ha dimostrato una solidarietà alquanto contorta. In Africa le fasce deboli, donne bambini, ammalati, che non hanno la forza di reagire continuano a morire abbandonati e se stessi, parte di quelli che riescono a partire per venire da noi, quando non annegano su imbarcazioni fatiscenti, sono vittime di ogni sorta di violenze da parte di mafie varie e scafisti. E resta l’imprescindibile realtà di avere dei limiti naturali nella possibilità di accoglienza, soprattutto se il resto dell’Europa non fa la sua parte. Una famiglia che adotta un bambino, lo cresce, gli dà un’istruzione e un futuro è una famiglia encomiabile. Se ne adotta 2 è doppiamente encomiabile. Ma se ne adotta 10, 100, 1000 sino a non riuscire più ad assicurare un futuro nemmeno a sé stessa si dimostra irresponsabile e si pone nelle condizioni di non poter aiutare più nessuno. Lo Stato dovrebbe essere una grande famiglia unita da secoli di storia, valori, tradizioni e convivenza dei propri cittadini. Così l’Europa, ma di fronte al fenomeno immigrazione, come per altre importanti questioni, ha dimostrato di non essere in grado di una strategia comune. Le migrazioni nella storia dell’uomo ci sono sempre state, ma sono fenomeni che vanno gestiti per il bene di tutti e per la maggior efficienza possibile proprio anche negli aiuti, poiché prima vanno soccorse le fasce deboli: donne, bambini ed anziani; piuttosto che giovani nel pieno delle loro forze che dovrebbero impegnarsi invece proprio per risollevare il loro paese d’origine. Lasciare la gestione dell’immigrazione in mano alle mafie, africane o italiane che siano, non può essere la soluzione. Il compito più importante per cui un politico viene eletto è quello di assumersi delle responsabilità, in particolare quando queste sono difficili, mentre pare che oggi l’esercizio più diffuso tra chi ci governa sia proprio sopravvivere ad ogni responsabilità. I politici italiani sono eletti dal popolo italiano ed è giusto che aiutino tutti nella misura in cui ciò non danneggi però gli italiani stessi. Inoltre, per tenere unita una famiglia, come uno stato, occorre avere regole, principi e valori condivisi, quindi occorre tolleranza zero e immediata espulsione per chi ricambia l’accoglienza con atti delinquenziali o estremismi religiosi. Ciò che prevedeva la Bossi-Fini prima di essere emendata dal PD. Discorsi da fascista populista? Sinceramente il giudizio delle sinistre non mi interessa, anche perché nella storia si è dimostrato sempre fazioso, mi interessa il giudizio delle generazioni future, su cui in misura maggiore ricadranno gli effetti di quanto oggi accade. La cittadinanza, per chi viene da culture e realtà diverse, deve essere guadagnata con la volontà di integrazione, la condivisione dei nostri valori e il rispetto verso la nostra millenaria civiltà. Ci sono stranieri oggi nel nostro paese che, soprattutto, non ci rispettano, ricambiano la nostra accoglienza con arroganza e prepotenza, e anche molti di quelli che non delinquono rispondono con insulti ai controllori dei mezzi pubblici, alle forze dell’ordine, insultano le nostre donne per ragioni di fondamentalismo religioso e, talvolta, le disprezzano sino al punto di usargli violenza. Molti di loro non hanno nessuna intenzione di integrarsi ma pensano solo di sfruttare una società divenuta debole e passiva, incapace di garantire la sicurezza ai propri cittadini. Insistere ad approvare una legge come lo Ius soli con un governo eletto a ‘tavolino’ è l’ennesimo gesto di arroganza di un partito come il PD che ha perso ogni legame con la gente, ogni capacità di ascoltare i propri cittadini. Spesso mi chiedo, al di là del loro intramontabile mito della internazionalizzazione, come mai la sinistra si impegni così intensamente ad aiutare tutti tranne la propria gente, dichiarandosi a difesa dei più deboli, degli ultimi, sulla carta, poiché nella realtà si contraddice poi con esempi vergognosi come Capalbio. Quindi amnistie e condoni ai carcerati e stipendi aumentati vertiginosamente per quelli ancora detenuti, benefit a nomadi che non si sa come si mantengano circolando con auto di grossa cilindrata e catene d’oro al collo, avvocati pagati per immigrati clandestini e massimo rigore per chi legittimamente si difende, mentre un numero sempre maggiore di cittadini versano sulla soglia della povertà. In Italia negli ultimi anni il numero dei poveri è raddoppiato. Ma chi è più debole tra un rapinatore e un anziano che si sveglia la notte di soprassalto a casa propria? Tra un bambino che deve nascere e una donna che decide di abortire, magari perché senza prospettive di futuro? Tra un italiano che perde il lavoro in tarda età e un nomade magari abituato a delinquere? Forse non giungerò mai a capire il modo di pensare della sinistra, ma gli israeliani hanno coniato un termine per definire certe persone: ‘Hate yourself’ odia sé stesso – nello specifico è rivolto agli israeliani filopalestinesi, che però tanto mi ricordano i nostri compagni anti-italiani. Ma cosa spinge i compagni, talvolta magari solo di merende, alle loro scelte? Poiché le ideologie del 900 si sono trasformate politicamente in altro, in regimi dittatoriali, spesso di fanatici – ed ecco perché la proposta di legge Fiano è una stupidaggine – comunismo e fascismo appartengono alla storia ed anche i pochi casi in cui regimi dittatoriali si richiamano al comunismo – Corea del nord o alcuni stati del sud America – utilizzano Marx o Engels a proprio uso e consumo. E forse per tali ideologie è sempre stato così. Ma i conflitti oggi non nascono per questioni ideologiche, si traducono in guerre nei paesi più poveri, dove sono radicati i fondamentalismi religiosi – magari strumentalizzati ad hoc per interessi di sfruttamento delle risorse naturali – e nei paesi più industrializzati si manifestano in ordine al modo di organizzare e immaginare la società del domani, con lo sviluppo di una economia globale liberista e la crisi dei partiti quali intermediari privilegiati del popolo. Mentre assistiamo anche, probabilmente, a un’azione mirata di screditamento della politica a beneficio di una supremazia delle lobby economiche sulla legittima sovranità popolare. Dunque, in termini politici, il ‘conflitto’ più rilevante in occidente resta tra i cosiddetti progressisti e i conservatori – pur declinati nelle varie realtà politico-istituzionali – su come immaginare il mondo che verrà. I progressisti, che mi piacerebbe piuttosto definire cittadini del mondo, spingono per una società sempre più ‘liquida’ (Zygmund Bauman) e relativistica, per una globalizzazione in cui l’integrazione cresce sulle rovine di culture, valori e tradizione dei popoli, in cui la qualità dei cittadini del futuro è proprio nella loro capacità di omologazione, di superamento ogni retaggio culturale, e talvolta persino ogni retaggio morale, per il comune obbiettivo della grande umanità. E se qualcuno pensa che il concetto di superamento della comune morale sia forte, voglio ricordare che in Olanda ci sono partiti che chiedono la legalizzazione della pedofilia, in Svezia si chiede la legalizzazione della necrofilia e dell’incesto e, persino in Italia, la senatrice Donatella Poretti PD vanta la paternità della legge S.1154 “Riconoscibilità dei figli incestuosi” – già approvata con consenso trasversale – e il disegno di legge S.1155 sulla “Depenalizzazione dei delitti contro la morale della famiglia”. La Poretti scrive: «I due articoli che si intende abrogare, art.564 (incesto) e art.565 (attentati alla morale familiare) marchiano il nostro codice penale di un reato contro la morale di cui non si capisce l’utilità». In sintesi il ragionamento è che se le due persone sono consenzienti, o nel caso della necrofilia il deceduto ha lasciato uno scritto consenziente, va tutto bene. Evidentemente, rileggendo anche i capolavori più che mai attuali di Orwell o Huxley, è la società del futuro che prevede la negazione di una morale comune. I conservatori, che vorrei definire cittadini dei popoli, sono per l’autodeterminazione dei popoli, la convivenza nel rispetto reciproco – ‘reciprocity’ uno dei principi fondamentali di diritto internazionale – la condivisione di valori, tradizioni e di comuni responsabilità dell’uomo. In questo quadro si può allora forse comprendere perché Vladimir Putin venga definito uomo di destra o Barack Obama paladino di sinistra, pur contestualizzati in realtà tanto diverse tra loro. Vale la pena ricordare che Putin, definito da taluni un dittatore, viene eletto non da governi a tavolino ma con oltre il 75% dei consensi reali, ha risollevato la Russia dopo il crollo del comunismo – che lui stesso ha condannato ideologicamente – e dopo gli autarchi mafiosi che approfittando de crollo del regime si erano appropriati delle fondamentali risorse del paese, ridando benessere e sicurezza ai propri cittadini. Così l’Europa fa le sanzioni alla Russia per la Crimea, ma non le fa alla Spagna per la Catalogna. E l’Italia, che nella Russia potrebbe avere il miglior alleato per contrastare la supremazia Franco-tedesca in Europa, si adegua silente ed obbediente. Ma tornando a noi, oggi allora, finalmente, alla vigilia di nuove democratiche elezioni cosa vorremmo per le nostre generazioni future? Personalmente credo che i valori in cui è cresciuta la nostra civiltà, conquistati con sacrificio nei secoli, siano un patrimonio certamente perfettibile ma comunque imprescindibile, credo che la convivenza con chi proviene da tradizioni diverse debba maturare proprio sul principio del reciproco rispetto pur nella comprensione del cambiamento dei tempi e delle diverse velocità di sviluppo dei popoli. E là dove ciò venisse meno saranno inevitabili i conflitti, come la storia purtroppo insegna. La solidarietà quindi, che ribadisco debba essere un valore universalmente condiviso, è fatta per portare miglioramenti a chi sta peggio, non peggioramenti a chi sta meglio. Vorrei allora immaginare un giovane di domani con valori morali di riferimento che mi siano appartenuti, con una storia condivisa che possa essere un libro da consultare perché i peccati dell’uomo non cambiano mai, un giovane certamente realista, impegnato nella soluzione concreta dei problemi futuri, ma consapevole anche di una dimensione spirituale che distingue l’uomo dagli altri esseri del pianeta, un giovane che possa governare, per quanto possibile, la materia senza esserne schiavizzato. Per tali ragioni io sarei forse dunque collocato nell’ambito dei conservatori, oggi spesso etichettati ‘populisti’. Ma il termine ‘Populismo’, le sinistre lo hanno dimenticato, deriva da un movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra il 19° e il 20° sec. che si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popolo, un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate. Oggi è un termine utilizzato per denigrare le destre e in effetti, del popolo, almeno di quello italiano, da tempo oramai se ne occupa la destra poiché la sinistra, internazionalista e globalizzante, è impegnata in ben altro, con il sostanziale sostegno dell’alta finanza, di buona parte dei grandi industriali e dei propri intellettuali. E a proposito della presunta superiorità intellettuale della sinistra, sia ben chiaro presunta da loro stessi, già Dostoevskij, nei suoi scritti politici ricordando Puskin, analizzava il rapporto tra élite e popolo condannando il cosiddetto ceto dell’intelligencija che “crede di stare al di sopra del popolo”. Definire dunque un politico ‘populista’ significava, ma evidentemente significa ancora oggi, collocarlo vicino alla classe media, alle classi meno abbienti, appunto popolari, quindi in Italia alle più colpite dall’entrata in vigore dell’euro, dalla recessione e dalla mancanza di sicurezza per la crescita di reati, più o meno efferati che siano, in gran parte provocati dagli immigrati. Per questo dobbiamo essere orgogliosamente populisti, ossia, cittadini dei popoli.





29/11/2017
AVANTI VERSO IL SUICIDIO NAZIONALE

Siamo uno stato che mette in bilancio miliardi per gli extracomunitari e per il Jobs Act - che ha portato solo precariato - e pochi spiccioli per le famiglie e i disabili. E in effetti è un bilancio perfettamente coerente con un paese che ha deciso il suicidio nazionale!





14/11/2017
FALLIMENTO MONDIALE

Siamo stati sconfitti dopo esserci misurati con squadre come la Svezia, la Macedonia e l’Albania. E il calcio riflette la nostra società, dove squadre tecnicamente inferiori ci superano, da quinta potenza economica del mondo, da quattro stelle sul petto, sprofondiamo sempre più in basso. Oramai assuefatti ad una cronica crisi economica e occupazionale, a governi non eletti dalla gente, a una tassazione sempre più insopportabile e a una immigrazione fuori controllo. Poi ci meravigliamo se la Svezia ci supera, se in Germania e Polonia abbassano l'età pensionabile e cresce l’occupazione giovanile mentre da noi accade proprio il contrario. Se non riusciamo più a formare campioni nostrani mentre i nostri giovani migliori scappano in cerca di futuro altrove. Assuefatti ad una ministra dell’istruzione con la terza media e ad un presidente Figc che non azzecca i congiuntivi. Orsù destatevi Fratelli d’Italia, ve lo chiedono 4stelle sul petto e 2mila anni di Storia.





03/11/2017
NOTIZIE E CONATI DI VOMITO

Questa mattina ascolto la radio regionale: ambulante prosciolto per aver morso un vigile in spiaggia; 15enne albanese tira un cestino in testa alla maestra e ribalta i banchi con 2 suoi compagni di classe. Vorrei capire: i giornalisti definiscono ambulante un venditore abusivo che opera nella totale illegalità? un giudice lo proscioglie per aver morso un pubblico ufficiale? un istituto scolastico non sospende chi ha tirato il cestino in testa all'insegnante e ribaltato i banchi di scuola? Fossero stati italiani? E queste non sono discriminazioni al contrario? E se penso che informazione, istruzione e magistratura sono in mano alle sinistre sbaglio? Ma in che paese siamo oramai? Ma come ci siamo ridotti? E ci meravigliamo che 124mila italiani nel 2016 siano scappati dall'Italia? Se non insegniamo agli stranieri a rispettare i nostri pubblici ufficiali e le nostre istituzioni come possiamo sperare poi che rispettino i cittadini italiani? Posso dire che questa mattina avverto conati di vomito?!





27/09/2017
IUS SOLI

La cittadinanza, per chi viene da culture e realtà diverse, deve essere guadagnata con la volontà di integrazione, la condivisione dei nostri valori e il rispetto verso la nostra millenaria civiltà. Ci sono stranieri oggi nel nostro paese che, soprattutto, non ci rispettano, ricambiano la nostra accoglienza con arroganza e prepotenza, e anche molti di quelli che non delinquono rispondono con insulti ai controllori dei mezzi pubblici, alle forze dell’ordine, insultano le nostre donne per ragioni di fondamentalismo religioso e, talvolta, le disprezzano sino al punto di usargli violenza. Non hanno nessuna intenzione di integrarsi ma pensano solo di sfruttare una società divenuta debole e passiva, incapace di garantire la sicurezza ai propri cittadini. Insistere ad approvare una legge come lo Ius soli con un governo eletto a ‘tavolino’ è l’ennesimo gesto di arroganza di un partito come il PD che ha perso ogni legame con la gente, ogni capacità di ascoltare i propri cittadini, supportato solo da un ceto di intellettuali che “crede di stare al di sopra del popolo (Dostoevskij)” e protetto da ‘poteri forti’. Per riportare normalità e dignità al nostro paese – che significa anche rispetto da parte degli altri – occorrono altre soluzioni: accoglienza a chi dimostra di meritarla; fuori dalla politica chi non lavora più per la propria gente.





20/09/2017
CITTADINO DEI POPOLI


Le ideologie del 900 hanno perso ogni corrispondenza con le attuali connotazioni politiche – ecco perché la proposta di legge Fiano è una stupidaggine, almeno ché non sia fatta per fini ben più reconditi della minaccia neo fascista - comunismo e fascismo appartengono alla storia ed anche i pochi casi in cui regimi dittatoriali si riconoscono in quelle ideologie – corea del nord o alcuni stati del sud America per il comunismo – con quelle ideologie, di fatto, non anno più nulla a che vedere. I conflitti, siano guerre o di ordine politico, oggi non nascono per questioni ideologiche, si creano nei paesi più poveri, dove prevalgono i fondamentalismi religiosi – magari strumentalizzati ad hoc per interessi economici – e nei paesi più industrializzati in ordine al modo di organizzare e immaginare la società del domani. Il ‘conflitto’ più rilevante oramai è tra i cosiddetti progressisti e i conservatori, detto in termini comunque obsoleti, declinati nelle varie sfumature politiche internazionali. I progressisti, che mi piacerebbe piuttosto definire cittadini del mondo, spingono per una società sempre più ‘liquida’ e relativistica, per una globalizzazione in cui l’integrazione cresce sulle rovine di culture, valori e tradizione dei popoli, in cui la qualità dei cittadini del futuro è proprio nella loro capacità di superare ogni retaggio culturale, e talvolta persino morale, per il comune obbiettivo della grande umanità. I conservatori, che vorrei definire cittadini dei popoli, sono per l’autodeterminazione, la convivenza nel rispetto reciproco – ‘reciprocity’ uno dei principi fondamentali di diritto internazionale – di diversi valori, tradizioni e di comuni responsabilità. In questo quadro si può forse comprendere dunque perché Vladimir Putin venga definito uomo di destra o Barack Obama paladino di sinistra, pur contestualizzati in realtà tanto diverse tra loro. In questa cornice, dunque, dovremmo chiederci cosa vorremmo per le generazioni future? Personalmente credo che i valori in cui è cresciuta la nostra civiltà, conquistati con sacrificio nei secoli, siano un patrimonio certamente perfettibile ma comunque imprescindibile, credo che la convivenza con chi proviene da tradizioni diverse debba maturare proprio sul principio del reciproco rispetto pur nella comprensione del cambiamento dei tempi e delle diverse velocità di sviluppo dei popoli. Là dove ciò venisse meno saranno inevitabili i conflitti, come la storia purtroppo insegna. E la solidarietà, che certo deve essere un valore universalmente condiviso, deve però portare miglioramenti a chi sta peggio, non peggioramenti a chi sta meglio. Vorrei immaginare un giovane di domani con valori morali di riferimento che mi siano appartenuti, con una storia condivisa che possa essere un libro da consultare perché i peccati dell’uomo non cambiano mai, un giovane certamente realista, impegnato nella soluzione concreta dei problemi che verranno, ma consapevole anche di una dimensione spirituale che distingue l’uomo dagli altri esseri del pianeta, un giovane che possa governare, per quanto possibile, la materia senza esserne schiavizzato. Per tali ragioni io sarei dunque collocato nell’ambito dei conservatori, oggi spesso definiti populisti. E a conferma che i sentimenti attuali non sono mutuati dalle vecchie ideologie vale la pena ricordare che il termine ‘Populismo’ deriva da un movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra il 19° e il 20° sec. che si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popolo, un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate. Definire dunque un politico ‘populista’ significava, e significa ancora oggi pur con una diversa attribuzione negli schieramenti, collocarlo vicino alla classe media e a quelle meno abbienti. Populista, appunto, cittadino dei popoli.





13/09/2017
LA SINISTRA GOLIARDICA

Mentre nel sostanziale silenzio della stampa la pensione in Germania è passata da 67 a 63 anni, la risposta italiana è quella di aver portato le donne a 65, a breve a 67, e senza barricate da parte di femministe, magari perché l’operato è frutto di un governo di sinistra. Mentre in politica internazionale il regime comunista coreano minaccia un conflitto nucleare, la risposta italiana è la Legge Fiano PD che condanna a 2 anni per gli atteggiamenti fascisti. Si potrebbe affermare che la sinistra italiana sia oramai talmente al di fuori dei problemi reali da aver maturato persino uno spirito goliardico, se la situazione per gli italiani non fosse sempre più drammatica.





08/09/2017
IL POPULISMO DI OGGI

Il termine ‘Populismo’ deriva da un movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra il 19° e il 20° sec. che si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popolo, un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate. Oggi è un termine utilizzato dalle sinistre per denigrare le destre. In effetti, del popolo, almeno di quello italiano, da tempo oramai se ne occupa la destra poiché la sinistra, internazionalista e globalizzante, è impegnata ad agevolare l’immigrazione e integrazione di altri popoli nel nostro paese, con il sostanziale sostegno della finanza, di buona parte dei grandi industriali e dei propri intellettuali. Già Dostoevskij, nei suoi scritti politici ricordando Puskin, analizzava il rapporto tra élite e popolo condannando il cosiddetto ceto dell’intelligencija che “crede di stare al di sopra del popolo”. Definire dunque un politico ‘populista’ significava, e significa ancora oggi, collocarlo vicino alla classe media e a quelle meno abbienti, quindi in Italia alle più colpite dall’entrata in vigore dell’euro, dalla recessione e dalla mancanza di sicurezza per la crescita di reati comuni, più o meno efferati che siano, in gran parte provocati dagli immigrati. Così, mentre la sinistra del 19° secolo avrebbe dato una connotazione positiva al termine populista, quella contemporanea, con un tipico artificio probabilmente ereditato dalla filosofia marxista – tesi, antitesi, sintesi – lo traduce con connotazioni negative a proprio uso e consumo. A volte basta soffiare via un poco di fumo per tornare a vedere con chiarezza.





25/07/2017
UN DEMOCRATICO REGIME

Un extracomunitario accoltella un poliziotto e viene rilasciato. Un poliziotto commenta, tirando in ballo la Boldrini, un extracomunitario che infrange la legge e viene sospeso dal servizio. Se quel poliziotto avesse dato del populista a Salvini o alla Meloni sarebbe stato sospeso? Questa è la democrazia di un paese in cui governa, anche senza consenso popolare, quella sinistra che si ritiene depositaria della cultura e della verità al punto di non tollerare più di essere messa in discussione. Oggi non si usa la violenza fisica, si colpisce socialmente ed economicamente, si indicano i nuovi reietti, appuntando loro etichette di populista, razzista e il sempre evergreen fascista. Si usa la stampa, la cultura, e la magistratura di potere per ‘purgare’ chi osa contraddire le verità partorite dal 68 e dall’Italia partigiana, chi osa mettere in discussione la solidarietà catto-comunista. Con le ideologie del 900 quanto tempo ci hanno messo i popoli per realizzare che erano entrati in regimi dittatoriali? Quanto ce ne vorrà oggi per comprendere le nuove forme di ‘democratico’ regime?





12/07/2017
A PROPOSITO DI REGIMI

Mentre si vogliono inasprire le pene per l'apologia di di un regime di 70anni fa, ovviamente puntando l'attenzione solo su uno dei regimi del 900 e mai su quelli comunisti, l'attuale ennesimo Governo non eletto dal popolo, oggi mette la fiducia sul decreto per le banche decotte e si rimangia così l'emendamento sull'interdizione dei vertici degli Istituti finiti in liquidazione: papà Boschi è salvo! E per questo democcratico regime ora cosa facciamo?





07/07/2017
LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI

Per la vicenda delle ‘spese pazze’ in regione sono stato condannato per 1042 euro, quando solo per la ricostruzione della scuola di S’Agostino, dopo il terremoto, ho donato 1000 euro di tasca mia. Ma ciò che più mi ha lasciato amareggiato di questa vicenda non è il fatto che non sia stato dato atto della mia buona fede in un sistema, come quello dei rimborsi, certamente disciplinato male e in modo confuso, ma è l’aver realizzato in prima persona che ‘la Legge non è uguale per tutti’. Per lo stesso reato contestato altri hanno reso 1700 o 1900 euro, come l’attuale presidente della Regione Bonaccini o l’onorevole Richetti, e sono stati prosciolti. Ora mi difenderò nelle altre sedi di giudizio, dopo essermi dimesso fin dall’inizio da ogni carica istituzionale perché continuo a credere nell’etica politica, ma al di là della mia personale vicenda – vi sono ingiustizie ben più gravi di cui occuparsi – credo sempre più che questo nostro paese, per ripartire, non possa prescindere da una vera e propria rivoluzione culturale che incida nei pilastri portanti della società, come l’istruzione, l’informazione e la giustizia.





30/06/2017
IMMIGRAZIONE E RESPONSABILITA'

Una famiglia a medio reddito che adotta un bambino, lo cresce, gli dà un’istruzione e un futuro è una famiglia encomiabile. Se ne adotta 2 è doppiamente encomiabile. Ma se ne adotta 10, 100, 1000 sino a non riuscire più ad assicurare un futuro nemmeno a sé stessa diventa irresponsabile. Lo Stato dovrebbe essere una grande famiglia unita da anni di storia, valori, tradizioni e convivenza dei propri cittadini. E l’Europa, di fronte al fenomeno immigrazione, come in altri casi, ha dimostrato di non essere per nulla una grande famiglia. Le migrazioni nella storia dell’uomo ci sono sempre state, ma sono fenomeni che vanno gestiti per il bene di tutti e per la maggior efficienza possibile proprio anche negli aiuti, poiché prima vanno soccorse le fasce deboli: donne, bambini ed anziani; piuttosto che giovani nel pieno delle loro forze che dovrebbero impegnarsi invece per risollevare il proprio paese d’origine. Lasciare la gestione dell’immigrazione in mano alle mafie, africane o italiane che siano, non può essere la soluzione. Il compito per cui un politico viene eletto è quello di assumersi delle responsabilità, in particolare quando queste sono difficili, e i politici italiani sono stati eletti dal popolo italiano ed è anche giusto che aiutino tutti nella misura in cui ciò non danneggi però gli italiani stessi. Inoltre, per tenere unita una famiglia, come uno stato, occorre avere regole, principi e valori condivisi, quindi tolleranza zero con chi ricambia l’accoglienza con atti delinquenziali o estremismi religiosi per cui deve essere prevista l’immediata espulsione. Discorsi da fascista populista? Mi basta il giudizio delle generazioni future, su cui in misura maggiore ricadranno gli effetti di quanto oggi accade.





26/04/2017
IL BUSINESS DEI MIGRANTI

Il business dei migranti è considerato il business del secolo, organizzazioni non governative di varie parti del mondo, in contatto con gli scafisti, li raccolgono quasi sulle coste africane e li sbarcano tutti in Italia, come fosse la merce migliore da commerciare, e i nostri recenti governi catto-comunisti o eletti a Palazzo, non si assumono alcuna responsabilità per affrontare e gestire la situazione. Le future generazioni di italiani pagheranno le conseguenze di tutto ciò in termini economici, di sicurezza, di sanità e welfare. L’unica forza politica che potrebbe cercare di frenare questo annunciato disastro e mettere un poco di ordine distinguendo l’accoglienza vera di chi ne ha diritto dal far entrare indiscriminatamente disoccupati e delinquenti è la Destra, quella vera non quella ex democristiana, quella tanto osteggiata dagli interessi tecnocratici da essere sempre diffamata come populista e talvolta persino ancora fascista. Perché anche la Destra di errori ne ha commessi, ma il primo è stato quello di imbastardirsi con gli ex DC che come i camaleonti possono cambiare colori ma non la loro natura. Occorre quindi una rivoluzione culturale per far capire agli italiani che una seria alternativa alla sinistra, ai catto-comunisti, ai grillo-comunisti e ai governi dello sfascio esiste, ed è l’unica loro remota speranza.






31/03/2017
LA POLITICA DA ORWELL A GRILLO

In una società sempre più nichilista e individualista, sempre più scarna di valori, i Grillini, nati contro la partitocrazia, sono l’espressione più contemporanea del ‘partito nuovo’ dove è possibile fare carriera senza sudare, senza fare la gavetta come in qualunque altra umana attività. Nella nostra democrazia, magari malata, ma basata sul confronto di aggregazioni con tradizioni ideologie e filosofiche, i militanti si candidano partendo dal basso, sacrificando tempo alla famiglia e alle proprie passioni individuali per impegnare il proprio senso civico nel rappresentare le esigenze del popolo, dagli enti locali fino al parlamento. In queste fasi si viene continuamente messi in discussione, anzitutto al proprio interno, poiché la salita presuppone comunque un crescente consenso guadagnato dal basso. Così, con la ‘carriera’ arriva l’esperienza, la conoscenza di un mondo più che mai complesso, la capacità. Oggi, con il ‘partito nuovo’ di Grillo, al di là della questione non secondaria della democrazia interna al movimento, si può far carriera in politica senza faticare, senza rubare troppo tempo ai propri affetti o alle proprie passioni, magari solo con un colpo di fortuna. Orwell, socialista dissidente del socialismo sovietico, con i suoi romanzi aveva evidenziato i rischi del totalitarismo statalista, oggi, nel ‘Mondo Nuovo’ delle multinazionali, il partito di ‘Grillo’ è forse l’espressione più funzionale al totalitarismo tecnocratico. Rappresentanti del popolo senza ‘fardelli’ ideologici, esentati dall’esperienza, svincolati dal confronto e consenso. Liberi dunque da ogni retaggio, a parte le direttive del ‘capo’ partito o la propria coscienza. Su quanto sia corruttibile la coscienza umana abbiamo ampia letteratura.





08/03/2017
FESTA DELLA DONNA

Chi usa la violenza su una donna è un vigliacco moralmente e fisicamente, perchè si dimostra forte con i deboli e debole con i forti. E chi lo fa adducendo questioni di amore o religione, che dovrebbero essere la negazione della violenza, è solo marcio nell'anima! Ma cosa c'è di più forte di chi ci da la vita?





10/02/2017
URLA DEL SILENZIO

E’ il titolo del bellissimo film sulla guerra in Cambogia e gli eccidi dei Khmer rossi. Credo che mai locuzione sia più efficace per rappresentare lo sterminio programmato di un popolo per questioni ideologiche o razziali. E’ la sensazione che si prova quando si visitano le foibe, dove le migliaia di metri cubi di ossa accatastate hanno impedito anche il conforto di una tomba per chi era rimasto, è la sensazione, come nei campi di concentramento, di percepire urla senza rumore, nell’indescrivibile silenzio di quei luoghi. Si dice che non si muoia del tutto finché si vive nel ricordo di qualcuno, se così fosse, anche per questo dobbiamo continuare a ricordare ogni anno, per rendere il più possibile qualcosa a quelle vite strappate.





20/01/2017
WE WILL BRING BACK OUR DREAMS

Mentre qualche sparuto no global trova sfogo nella sua personale vetrata da infrangere, gli ultimi attivisti democratici sembrano rassegnarsi al motto: 'The show must go on', perché la grande democrazia americana non si ferma. Così, nel suo primo discorso da presidente, l'uomo che ha annichilito gli oppositori e messo a tacere i sostenitori del proprio stesso partito, il 'populista' che dichiara di riconsegnare il potere al popolo, declina il suo pensiero: "Noi riporteremo a casa i nostri sogni", riconfermando le linee programmatiche della campagna elettorale, ossia l'impegno per un'America più protezionista e meno protagonista nel resto del mondo, votata alla ricostruzione di quel benessere delle classi lavoratrici fortemente compromesso dal lungo periodo di recessione, con più sicurezza interna e meno globalizzazione. Se questa sarà una ricetta vincente solo il futuro potrà dirlo, certamente una ricetta che potrebbe adattarsi anche al nostro paese, se solo gli italiani fossero ancora capaci di sognare.





13/01/2017
DE BENEDETTI E I POPULISTI

Un poveraccio in difficoltà che sfora di qualche centinaio di euro dal suo conto corrente, oltre pagare fior di interessi, viene prontamente chiamato dalle banche a ripianare lo sconfinamento. De Benedetti è il primo debitore di MPS per 600 milioni che vengono ripianati dal Governo con i soldi dei cittadini. Questa è la logica del PD: privatizzare gli utili e socializzare le perdite! Ma chi non condivide è un populista...





10/01/2017
IL CINEPANETTONE DI GRILLO

Il 2017 politico comincia alla grande, dopo il referendum che ha defenestrato Renzino, per tutta risposta, i tanti italiani che hanno ritrovato la strada alle urne si ritrovano ora i ‘nuovi’ onorevoli ministri: quella all’Istruzione, ben poco istruita; quello agli Interni, che ‘esterna’ candidamente il nome dell’agente che ha fermato il terrorista internazionale; e quello del Lavoro, che dichiara di essersi tolto dai c…ni i nostri giovani costretti a cercare lavoro all’estero. Un cast stellare per un cine-panettone, quale comico non vorrebbe esserci? E forse per questo il ‘Grillo urlante’ ha deciso di passare dall’altra parte – ossia tra i seggi europei del partito dei banchieri per eccellenza. Però, dopo la doverosa approvazione del Web, dove i fedeli grillini saltellando sulle tastiere passano dalla rivoluzione alla controrivoluzione tra una pubblicità e l’altra, magari in attesa che qualcosa gli venga spiegato, o suggerito, dai capi-movimento, ecco il ‘coup de théatre’ e invece di arrivare l’epocale svolta… arriva l’epocale rifiuto. I banchieri hanno fatto due conti e hanno considerato i 5stelle alla stregua di inaffidabili derivati. Dunque, tuona il Grillo urlante, dopo i complotti locali che fanno saltare le amministrazioni pentastellate, ecco il complotto internazionale dei grandi europeisti che rifiutano gli euroscettici. Chi potrebbe obbiettare che Grillo sia un comico fantastico? Per la trama finale ci vorrebbe solo il grande Totò, che all’onorevole Trombetta avrebbe detto: ma mi faccia il piacere! 





20/12/2016
BERLINO: SOLO IRRESPONSABILI

Il terrorista che ha colpito Berlino era un richiedente asilo, e le forze speciali di polizia tedesche stanno indagando in un campo profughi. Ora la domanda d’obbligo è: i morti del mercatino di Natale a Berlino, come quelli prima a Nizza o in Belgio si potevano evitare? E’ parere condiviso tra i servizi di sicurezza che l’azione di un singolo terrorista, che agisce senza programmazione, è impossibile da fermare. Quindi, se non ci sono responsabilità in futuro come faremo? Magari basterà solo essere più fatalisti, sperando di non venire schiacciati da un autotreno mentre facciamo una passeggiata! Proprio come per le decine di migliaia di profughi morti in mare che sperano di stare sul gommone intercettato da qualcuno, o i milioni di anziani, malati e bambini, che non hanno nemmeno la forza di arrivarci al gommone. Però se non ci sono responsabili, ci sono degli irresponsabili, come i ‘populisti’ di destra secondo i quali si doveva attuare una diversa politica dell’accoglienza che non contemplasse l’incondizionato accesso a chiunque e che seguisse con efficienza la volontà di integrazione di coloro che entrano, ma quelli, è cosa ‘nota’, intervengono solo per fomentare l’odio razziale.





14/12/2016
HO VISTO COSE...

Nel 'fantastico' governo Renzibis la Ministra Valeria Fedeli, di ispirazione gender, ha dichiarato di avere un diploma di laurea in scienze sociali, quando ha solo un diploma delle Scuole di Assistenti sociali di Milano, e questa è il Ministro all'Istruzione. Emblematico esempio per tutti quegli studenti che studiano decenni magari per poi non trovare lavoro, una che non avrebbe potuto accedere a un qualsiasi concorso pubblico in cui sia prevista la laurea. Questo è il rispetto che dimostrano verso le nuove generazioni, come dire: se volete fare carriera non importa fare le persone serie e studiare, basta taroccare la verità, proprio come per la nostra moderna democrazia.





05/12/2016
L'ITALIA S'E' DESTA

Dal nord al sud, da 'sinistra a destra' quasi il 70% degli elettori finalmente si è svegliato e ha deciso di riappropriarsi del proprio destino. Un Renzi commosso ci lascia in eredità qualche lacrima: lacrime per le rate da pagare del prestigioso nuovo aereo di stato; per un debito pubblico record; per una marea di nuovi occupati a termine, amici e parenti di qualcuno a parte collocati stabilmente; per centinaia di migliaia di immigrati a tempo indeterminato che prima o poi non sapremo più come gestire; per una serie infinita di piccoli reati nemmeno più denunciati poiché oramai componente integrante della nostra quotidianità. Da queste lacrime gli italiani dovranno ricominciare, dimostrando all'Europa e al mondo che, malgrado tutto, sono un popolo. Ora serve una nuova legge elettorale con parlamentari eletti dalla gente e tenuti al rispetto del vincolo di mandato, poi servirà un nuovo Governo votato dai cittadini e infine una buona riforma costituzionale che superi il bicameralismo, agevoli l'operato governativo ma rispetti gli equilibri tra i poteri. Si è sempre detto che gli italiani 'vengono fuori' nei momenti più difficili e credo che questo voto né sia una conferma, ora però dovremo dimostrare la maturità di saper gestire le scelte future.





30/11/2016
IO VOTO NO

Perché questa riforma non cancella il bicameralismo, ma crea piuttosto maggior confusione di competenze e nuovi contenziosi, produce risparmi esigui dei costi della politica rispetto ad altre soluzioni molto più efficaci e, soprattutto, toglie ulteriormente sovranità a un paese come il nostro che ha già avuto tre governi non eletti e continua ad essere soggiogato da un'Europa e da una finanza che ci specula addosso. Occorrono certamente dei cambiamenti, ma in meglio non in peggio. Se vogliamo ritagliarci un futuro migliore servono nell'ordine 3 cose: 1) mandare a casa il Governo Renzi che si è dimostrato incapace di diminuire il nostro debito pubblico, gestire politica estera e immigrazione, accrescere Pil e occupazione stabile; 2) una nuova legge elettorale che consenta ai cittadini di votare i propri rappresentanti in Parlamento e abbia il vincolo di mandato per impedire opportunistici cambi di campo a beneficio di governi eletti a Palazzo; 3) un Governo eletto dal popolo in forza della nuova legge elettorale, che faccia poi la Riforma costituzionale con la riduzione numerica dei parlamentari e il superamento del bicameralismo egualitario. Solo queste scelte, imprescindibili fattori di una moderna e matura democrazia, ci ridaranno quella sovranità da difendere e credibilità internazionale che allontanerà speculatori, finti 'tutori', e il processo di trasformazione in corso in 'paese di serie B'.





25/11/2016
IL NO PER LA TERZA REPUBBLICA

Questo voto referendario sta creando una nuova situazione politica nel nostro paese. La Destra e la Sinistra si trovano, nel merito della Riforma costituzionale di Renzi, sostanzialmente sulle stesse posizioni, ossia contro la finta sinistra centrista vera erede di quella Democrazia cristiana che ha sempre 'gestito' i vari governi della Prima Repubblica, e che ha continuato a gestire l'Italia con i più recenti Governi eletti a 'Palazzo'. Posizioni politiche dunque divergenti e normalmente contrapposte riconoscono ora che questa riforma non risolverà, ma anzi peggiorerà i problemi, non produrrà significativi risparmi sui costi della politica e, sopratutto, toglierà equilibri costituzionali che si tradurranno in una ulteriore perdita di democrazia per i cittadini a beneficio delle pressioni tecnocratiche di quella finanza internazionale che oramai da tempo specula sul nostro paese. Ritengo dunque che, forse per la prima volta, si stia creando una base comune per una nuova coscienza nazionale condivisa su cui costruire un futuro migliore. Destra e sinistra è giusto che portino avanti posizioni diverse e contrapposte, ma nel rispetto di valori comuni proprio come la Costituzione, che infatti dovrebbe essere approvata a larga maggioranza e rappresentare il consenso di una larga parte degli elettori. Forse, una volta bocciata la riforma di Renzi, si potrà lavorare davvero insieme a una nuova legge elettorale che premi il voto popolare nella scelta dei rappresentanti al Parlamento, poi finalmente una nuova riforma costituzionale con significativi risparmi sui costi della politica, con il vero superamento del bicameralismo egualitario e con il vincolo di mandato per gli eletti che garantisca un nuovo sistema di alternanza finalmente al passo con le democrazie occidentali più evolute. Forse, votando NO a l'ennesimo pastrocchio democristiano, porremo davvero le basi per una Terza Repubblica.





24/11/2016
DISOCCUPAZIONE

Chi dice che in Italia c'è disoccupazione? Con gli ultimi Governi eletti a 'Palazzo' e questo in particolare, la disoccupazione è scesa: Eleonora Padoan, figlia del ministro, assunta alla Cassa Depositi e Prestiti controllata dal Ministero; Silvia Deaglio, assunta dall'Università in cui la mamma, Elsa Maria Fornero – ex Ministro del Lavoro – è accademica; Andrea Gentile, figlio del senatore e sottosegretario Antonio Gentile NCD inserito nel CDA dell'Istituto Tumori di Milano dal Ministro Lorenzin anche lei NCD; Emanuele Boschi, fratello del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, assunto da Banca Etruria fino allo scandalo e il commissariamento della banca con la rimozione anche di papà Boschi, recentemente ha ottenuto una consulenza di 150mila euro l'anno dal Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna; Pier Francesco Boschi, secondo fratello del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, assunto dalla Muratori e cementisti ravennate, storica cooperativa 'rossa'; Alessandro Alfano, fratello minore di Angelino, assunto nel 2013 come dirigente a Postecome, la sociatà che gestisce i servizi internet di Poste italiane con uno stipendio di 160mila euro l'anno e, in pochi mesi, con rapide promozioni arriva a percepirne 200mila; Tiziana Miceli, mogli di Angelino Alfano, titolare di uno studio legale, ha avuto consulenze milionarie dalla Consap (Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici controllata dal Ministro dell'Economia, che fornisce servizi al Ministro dell'Interno). Ha vinto l'appalto tra migliaia di studi candidati; Michela Di Biase, moglie del Ministro Franceschini, capogruppo del PD nel Comune di Roma, assunta dalla Fondazione Sorgente Group come promotrice di attività culturali. Il Sorgente Group è uno dei principali gruppi privati immobiliari italiani – con un capitale di circa 5 miliardi di euro e immobili storici – la cui Fondazione, occupandosi anche di arte e cultura, è logico possa avere anche rapporti con il Ministero della Cultura che ogni anno eroga contributi e vantaggi fiscali. I finanziamenti privati in agevolazione fiscale alla Sorgente Group ammontano a circa 2 milioni di euro all'anno. Nel suo curriculum la Di Biase ha lavorato un anno come collaboratore di ufficio presso Contral Spa – Azienda trasporti Regione Lazio – e 6 anni da specialista tecnico amministrativa che nulla c'entra con le attività e competenze in materia di cultura. La fidanzata di Di Maio (5Stelle) secondo la testimonianza della penta-stellata espulsa Serenella Fucksia, teneva i corsi di comunicazione del movimento con onerosi contratti pagati con i finanziamenti del partito. I giovani disoccupati prendano esempio da questi bravi professionisti.





11/11/2016
DEMOCRATICI TOTALITARI

Mentre Donald Trump nel suo primo discorso dichiara che sarà il presidente di tutti, con parole positive anche per gli avversari e la Clinton, i 'democratici' americani protestano nelle piazze con atti vandalici. Questi episodi, come tanti altri nella politica occidentale, stigmatizzano come il senso stesso del termine che oggi rappresenta la sinistra stia sempre più perdendo significato. Il firmamento dei 'democratici', in Italia e nel resto del mondo, è oramai costellato di gente che quando non scende in piazza a bruciare qualcosa si prodiga, come il giornalista Alan Friedman – che ieri a Piazza pulita ha avuto il coraggio di dare della nazista a Giorgia Meloni nata nel 1977 – a insultare chi la pensa diversamente. Si potrebbe dunque parlare di un 'Totalitarismo Democratico', aberrante definizione dato che il non accettare il voto del popolo, apostrofare abitualmente gli antagonisti politici con termini dispregiativi come “populisti”, non tollerare le idee diverse è quanto di più antidemocratico vi sia, alla faccia di Pericle e dei fondamentali della filosofia greca. Ma quella arroganza e supponenza culturale, il non mettersi mai in discussione – molto evidente ad esempio in Renzi, premier eletto a 'palazzo' – è proprio ciò che allontana sempre più le sinistre dall'essere bandiera 'degli ultimi', ossia dal popolo, tant'è che Trump è stato votato proprio dalla classe operaia. Le dittature del '900 erano caratterizzate dall'uso della violenza, se vi saranno nuove forme di dittatura è evidente che avranno caratteristiche diverse: l'intolleranza verso chi la pensa diversamente, il superamento del voto popolare, il rifiuto dell'alternanza, la supremazia della tecnocrazia sulla politica e dei valori economici su quelli sociali. Forse la sinistra contemporanea farebbe bene a riflettere su questi evidenti elementi, almeno per arginare le prossime sonore sconfitte che l'aspettano.





09/11/2016
TRUMP TRIUMPH

E così, dopo tutti i sondaggi e i più grandi quotidiani italiani che davano per vincente la Clinton: ha vinto Donald Trump. Ha vinto il 'populista' – quel termine oramai entrato nell'uso comune da parte dei giornalisti di sinistra, la stragrande maggioranza, per definire chi la pensa diversamente dall'estabilishment culturale radical chic. Intanto, il suo primo discorso da Presidente non è stato quello di un pazzo, di un pericoloso esaltato, come lo dipingevano i democratici benpensanti di tutto il mondo, è stato un discorso costruttivo, equilibrato, sul rilancio dell'economia interna e la creazione di nuovi posti di lavoro – Trump, vale la pena ricordarlo, aveva già minacciato la Ford che se porterà all'estero le sue fabbriche la tasserà al 35%, e la Ford continuerà a dare occupazione in America a differenza della Fiat in Italia – su un Governo che sarà al servizio del popolo «l'America prima di tutto» - da quanti anni non sentiamo un premier italiano dichiarare “l'Italia prima di tutto” - un discorso, infine, con parole positive anche per i democratici e per il «tenace carattere della Clinton». Un discorso di esempio della grande democrazia americana, a differenza della nostra in cui quando si prevede una crescita della destra si annunciano disastri e calamità. Renzi, dopo aver recentemente ammesso che il fenomeno immigrazione nel nostro paese non è più sostenibile, ieri ha dichiarato «che è finito il tempo della sudditanza silenziosa all'Europa, di una Europa che ci abbandona a noi stessi» ossia, è arrivato finalmente a dire ciò che la destra dice da anni, ora che il nostro povero paese è allo sfascio. Tra il dire e il fare poi... Ora, intanto, per l'America si prevede già il realoded dei rapporti con Putin, auspicando che una prima conseguenza sia anche la fine di quello stupido embargo alla Russia che danneggia più noi di altri. Oggi, comunque, qualcosa è cambiato...





08/11/2016
INCOSCIENZA O MENEFREGHISMO?

Quello che più mi lascia esterrefatto, e al contempo spaventa del premier Renzi, è la sua smaccata arroganza, quell'atteggiamento di superiorità che palesa ad ogni occasione, come avesse a che fare con un popolo di retrogradi ignoranti che non riescono proprio a comprendere. L'atteggiamento dei cosiddetti radical chic, i moderni depositari della cultura e del futuro. Un modo di porsi che Renzi mantiene pur se non eletto dalla gente e malgrado le già numerose figuracce rimediate (in politica estera, con l'aeroplano di Stato, con il Ponte sullo stretto ecc...). Un simile atteggiamento in un paese paurosamente retrocesso nella classifica mondiale degli stati più industrializzati, con un debito pubblico galoppante e una disoccupazione giovanile in aumento vertiginoso nei contratti stabili, con una immigrazione fuori controllo e che lui stesso ha definito insostenibile, credo possa essere indice solo di incoscienza o menefreghismo. L'incoscienza di chi speri in qualche miracolo o il menefreghismo di chi pensi che un domani saranno problemi altrui. Voterò quindi convintamente NO al referendum costituzionale, per le diverse ragioni già espresse in merito ad una riforma sbagliata, fatta male e la cui unica chiarezza sta nel voler accentrare tutto il potere nelle mani del premier, ma voterò NO anche perché convintamente credo che Renzi prima se ne vada e meglio sarà per tutti.





03/11/2016
L'ITALIA CHE FRANA

Il nostro paese sta franando nel sottosuolo e in superficie. Scosso da sciami sismici che distruggono i nostri meravigliosi edifici storici, provato da una oramai cronica crisi economica e occupazionale che toglie le speranze sul futuro, disorientato da una ingiustificata invasione di clandestini il cui 95% non fugge da nessuna guerra, ma viene a farsi mantenere o a delinquere a casa nostra. E mentre tutto ciò accade a chi ci possiamo affidare? A un Governo eletto da 'intrighi' di Palazzo che arriva a sequestrare proprietà private per sostenere una situazione dallo stesso premier definita insostenibile? A una politica talmente screditata da indurre la gente persino a non usare la loro unica possibilità di incidere con l'espressione del voto? A leggi oramai incomprensibili ai più, la cui quotidiana applicazione sottrae serenità e sicurezza ai cittadini onesti e induce a delinquere chi non ha nulla da perdere, minando ogni certezza di giustizia? Ad alleati che ci trattano come gli 'scemi del Villaggio Europa' dettandoci i compiti e lasciandoci 'liberi' solo al nostro peculiare caos civile e istituzionale? L'Italia è finita se gli italiani non torneranno a credere in se stessi, e in una politica della Patria, che possa ancora oggi rappresentare la culla della nostra cultura, il modello della nostra civiltà, il futuro dei nostri figli, un argine sicuro da anteporre al crescente individualismo nichilista, trascinato dalla grande marea della globalizzazione tecnocratica.





02/11/2016
SIAMO IN UN CUL-DE-SAC

Mentre in Italia si stima che tra gli immigrati che arrivano solo il 4% sia effettivamente rifugiato di guerra, Svezia, Austria, Danimarca e Norvegia hanno già chiuso la libera circolazione e quindi l'accoglienza, e i paesi dell'est Europa stano facendo, di fatto, altrettanto. Mentre Renzi pochi giorni fa ha dichiarato che l'immigrazione nel nostro paese non è più sostenibile, ieri, Papa Bergoglio, ha affermato che occorre distinguere tra migrante e rifugiato di guerra: «Una imprudenza nei calcoli, nel ricevere più di quelli che si possono integrare. Il pericolo quando un migrante o un rifugiato non viene integrato, è che si ghettizza, entra in un ghetto con una cultura che non si mescola con l'altra cultura e questo è pericoloso». In buona sostanza, i processi di migrazione vanno controllati e gestiti, in funzione delle reali possibilità economiche e di integrazione del paese che li accoglie. Ma queste 'illuminate' affermazioni non erano le stesse che aveva avanzato la Destra sin dall'inizio del fenomeno nel nostro paese? Ora che l'intellighenzia radical chic è arrivata, o sta arrivando, alle stesse conclusioni dei 'gretti fascisti, razzisti e malpensanti della prima ora' come gestirà nei prossimi anni le centinaia di migliaia di immigrati non integrati e mantenuti – e che continuano ad arrivare – nelle varie strutture di accoglienza? Il problema è che la Sinistra, pur essendo costretta nei fatti a giungere, prima o poi, alle stesse conclusioni della Destra – ovviamente senza ammetterlo e contando nella scarsa memoria e sostanziale disinteresse degli oramai sparuti elettori – non arriverebbe poi comunque alle soluzioni concrete: blocco dell'immigrazione clandestina; aiuti in Africa e controllo puntuale di chi si decide di accogliere; espulsione immediata di chi commette reati nel nostro paese. Dunque, siamo in un 'cul-de-sac' senza possibilità di uscirne. Almeno fino a ché l'alternanza, fondamento di ogni moderna democrazia, e magari anche le ragioni della più elementare logica, riusciranno a scacciare i fantasmi fascisti che, dopo oltre 70 anni, ancora vengono riesumati da ex DC ed ex PCI per impedire un vero cambiamento nel nostro paese!





26/10/2016
BARRICATE A GORO

Nel merito della vicenda sulle barricate dei cittadini di Goro, per impedire il sequestro di una struttura di accoglienza ricettiva da destinare ai profughi, il ministro Alfano ha rilasciato dichiarazioni: «Quella non è Italia» - che evidenziano solo la sua non conoscenza del territorio, e la sua oramai crescente difficoltà nel mascherare l'incapacità di gestire un fenomeno epocale come quello dell'immigrazione nel nostro paese. L'ostello che volevano sequestrare, senza nulla aver concordato con i cittadini, è l'unica struttura di accoglienza per i turisti che visitano il Delta in quella zona. Il Delta ferrarese ha le stesse caratteristiche di flora e fauna della Camargue francese, è solo meno conosciuto per la cronica incapacità di promuoverlo delle locali amministrazioni di sinistra, che a livello provinciale e regionale vi governano da sempre. Il ministro chieda ai francesi se mettono profughi nelle loro strutture ricettive a vocazione turistica. Infatti, anche il sindaco del PD era a fianco dei cittadini. Farsi 'scudo' di donne e bambini per accusare gli altri di mancanza di sensibilità nell'accoglienza serve solo a non ammettere che la responsabilità della situazione di quei profughi fa capo proprio in chi fino ad oggi ha gestito il fenomeno immigrazione. 





26/10/2016
PRESTITO VITALIZIO IPOTECARIO

L'insigne onorevole Alessia Morani PD, da Quinta Colonna, ha proposto la soluzione per quei pensionati che, con una pensione da fame, devono scegliere tra curarsi e pagare le tasse: «Prestito vitalizio ipotecario». Praticamente un furto legalizzato ai danni degli anziani che dovrebbero cedere la loro casa alle banche dopo aver risparmiato una vita per comprarsela e, magari, lasciarla ai propri figli. Così, dopo la svalutazione del patrimonio monetario nazionale con l'euro, la progressiva crisi occupazionale delle nuove generazioni – crescono infatti solo lavori a tempo determinato – l'invasione fuori controllo di immigrati clandestini, la sinistra trova il modo per liquidare anche l'unico bene 'rifugio' rimasto agli italiani. Mi raccomando cari italiani, non votate a Destra perché ci sono gli uomini neri, i fascisti brutti e cattivi, piuttosto se avete dubbi non andate a votare, tanto c'è sempre qualcuno che trova le soluzioni giuste per Voi!





21/10/2016
ECCO PERCHE' NO!

Renzi vuol fare una riforma costituzionale in linea con la sua riforma della Rai, ossia diminuendo il livello democratico e mettendo tutto in mano al governo, nello specifico il suo Governo. Un Governo non eletto dal popolo ma assemblato da intrighi di 'Palazzo' e gestito con il sostegno di gente come Verdini, passata candidamente da una parte all'altra come fosse consolidata consuetudine in un paese il cui partito maggiore è quello dei non votanti. Essendo poi il signor Renzi e i suoi collaboratori sostanzialmente superficiali e incapaci, a parte nel collocare adepti a destra e a manca, quello che vorrebbero fare lo stanno facendo anche male, con modifiche incomprensibili – come quella dell'art.70 – e confuse contraddizioni che emergono nel testo di riforma e si presterebbero, come spesso accade anche per la nostra legislazione ordinaria, a diverse interpretazioni. Se questo è il suo modo di innovare e modernizzare, bene farebbe allora, il signor Renzi, a rileggersi Pericle e i fondamentali della Democrazia, prima di trasformare il tutto in qualcosa d'altro, certamente a ulteriore scapito di quel popolo italico che in epoca romana ha colto l'importanza della filosofia greca trasferendola in giurisprudenza, ma che nel corso dei secoli è riuscito poi a smarrirne la più intima essenza. Per queste ragioni, ma non solo, io voterò convintamente NO. Lo farò anche per mandare a casa un politico che, dopo Prodi e Monti, sta guidando il nostro paese al totale sfacelo. Un paese che in termini di spessore internazionale e politica estera ha oramai completamente rinunciato ad ogni sussulto di sovranità nazionale, per ridursi ad essere considerato l'utile idiota di chi conta nel resto mondo. Un paese la cui economia è sempre più debole e il galoppante debito pubblico serve oramai strutturalmente come deterrente per imbrigliare la libertà di scelta e trattativa. Un paese che sta subendo una incontrollata, quanto ingiustificata, invasione di clandestini, il cui conto, in termini di sicurezza e Stato sociale, ricadrà pienamente sulle sue future generazioni.





29/09/2016
IL PONTE SULLO STRETTO

visto dal PD


PIERO FASSINO 2006: «il rapporto costo-benefici non regge: il ponte sullo Stretto costa troppo per essere un ponte ed è un'opera avulsa da strategie». ANNA FINOCCHIARO 2008: «il Ponte è come il "caviale" mentre il pane sono le strade, ferrovie e i porti per la mobilità interna in Sicilia». DARIO FRANCESCHINI 2009: «Un' opera faraonica. Una presa in giro inqualificabile solo proporla, se si vuole far ripartire l'edilizia si metta in campo un grande piano di manutenzione delle scuole italiane che cadono a pezzi". MATTEO RENZI Leopolda 2010, insieme all'allora amico Pippo Civati: «Non è nei programmi. Nella Carta di Firenze, il documento dei 'rottamatori per una nuova Italia' – Ci accomuna il bisogno di cambiare questo Paese, un paese che permetta le unioni civili, come nei paesi civili; che preferisce la banda larga al Ponte sullo Stretto". MATTEO RENZI OGGI: «Il Ponte può creare 100mila posti di lavoro, noi ci siamo». CETTO LA QUALUNQUE (Antonio Albanese nel film Quantunquemente) riferito al Ponte sullo stretto: «Costruiremo un Ponte di Pilu, con otto corsie di Pilu e una corsia di Peluche».





23/09/2016
OLIMPIADI

Causa la seconda guerra mondiale, le Olimpiadi furono sospese dal 1936 al 1948, e in quell'anno simbolicamente si fecero a Londra, una città che versava ancora tra le macerie dei bombardamenti di Hitler, schiacciata dal peso della depressione post bellica con le competizioni che si svolsero nelle vecchie strutture ancora agibili. Da quelle Olimpiadi, dalle proprie ceneri, come il Nottolo di Minerva, Londra rinacque per divenire oggi una delle più belle metropoli del mondo. Le Olimpiadi sono il più grande evento in cui uno sportivo rappresenta il proprio paese, togliere ai nostri atleti la possibilità di farlo in casa propria è una umiliazione di fronte al mondo, la rinuncia alla sfida che è l'essenza dello sport, perché nello sport, come nella vita, chi rinuncia ha perso comunque. E' dunque questo lo spirito della 'nuova' politica che amministra Roma?


 





31/08/2016
TASSE SULLE IMPRESE

Ancora una volta siamo sul podio più alto in quanto a primati negativi. Al di là delle ottimistiche esternazioni del nostro premier da tavolo – nel senso che è stato eletto al 'tavolo' di chi decide le nostre sorti alla faccia della democrazia – l'Italia ancora una volta ha conquistato la maglia nera quando si parla di fiscalità. Il Bel paese è' il peggior posto in Europa dove fare impresa, almeno per quanto riguarda il prelievo fiscale annuale sul profitto: 64,8% contro una media europea del 40,6%. A rivelare questo e altri indicatori fiscali importanti è il rapporto annuale di Banca mondiale e PWC “Paying taxes 2016”. Sono tre gli indicatori considerati: la pressione fiscale sulle imprese, le ore perse per gli adempimenti fiscali, e il numero di tasse che gravano sulle imprese. Esclusi, ovviamente, i vari mercatini abusivi di stranieri e venditori di merci contraffatte. Alla luce di ciò, e aggiungendo le percezioni di generale insicurezza per l'effetto immigrazione e delinquenza – in gran parte di stranieri – sul nostro territorio, possiamo ancora meravigliarci che tante imprese chiudano e molte si trasferiscano altrove? Che di conseguenza la disoccupazione giovanile aumenti mentre il potere d'acquisto delle famiglie italiane diminuisce, con la spada di Damocle di un debito pubblico in costante crescita? Oggi è previsto un summit tra Renzi e la Merkel presso gli stabilimenti della Ferrari di Maranello... magari ci sarà la premiazione.





30/08/2016
IL BEL PAESE... COME IL TITANIC

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Con una politica allo sfascio, il debito pubblico in crescita costante, una giustizia incomprensibile al comune buon senso, governi eletti a tavolino e la gente che non va più nemmeno a votare, vogliamo accettare il fatto che il Bel Paese è da rottamare? Forse la speranza è l'ultima a morire, ma lo spirito degli italiani, il loro senso di patria e appartenenza, per quanto storicamente debole, è di fatto oramai del tutto morto e sepolto. L'Italia dell'ingegno che si trasforma in industria, della bellezza e della moda, di quel gusto e fantasia che ci hanno reso inimitabili nel mondo, si è definitivamente piegata a una Europa di crucchi e bottegai, dove dovevamo entrare da pari, non da paria. Tanto crucchi che le frontiere le chiudono... loro; tanto bottegai da imporre l'embargo a una Russia che commercialmente da fastidio, ma il cui paese e popolo è di tradizioni occidentali e cristiane. Mentre noi ci riempiamo di immigrati, in gran parte disoccupati e potenziali delinquenti, che trovano nella nostra debolezza, mancanza di leggi adeguate e contorto senso di solidarietà e buonismo politico, nuove terre di conquista dove tutto è dovuto e tutto si può pretendere, anche quello che non possono più chiedere gli italiani stessi. Mentre quegli extracomunitari che davvero sarebbero da aiutare, come anziani, donne e bambini che ogni giorno muoiono di stenti e malattie, restano sempre più isolati a casa loro. Qual'è dunque il buon senso in tutto ciò? Quale il buon senso di quel giudice che ha liberato lo straniero pregiudicato che ha rapito una bambina? Ha applicato o interpretato la legge? E come si può applicare una legge andando contro il più elementare e comune senso di giustizia? Quella stessa giustizia che assiste alla progressiva chiusura dei piccoli imprenditori, nel paese per eccellenza della piccola impresa, mentre venditori abusivi di merci contraffatte impunemente scorrazzano lungo tutta la penisola. Quella giustizia di Equitalia, tanto equanime nel perseguire gli italiani quanto inefficace con chi già opera senza rispettare le leggi. Capire come abbiamo potuto ridurci così credo oramai sia un esercizio per gli storici, capire come invertire subito la rotta dovrebbe essere l'unica opzione immaginabile, ma capitan Renzi, nel suo stesso partito chiamato il 'rottamatore' dalla prua del suo nuovo e fiammante aereo di Stato procede imperterrito, proprio come il Titanic.





08/08/2016
MARCINELLE

L'8 agosto di sessant'anni fa, in un incendio dentro una miniera di carbone in Belgio, a oltre mille metri di profondità, morivano 262 minatori di cui 136 erano italiani emigrati, soprannominati i 'musi neri' per via della fuliggine. Vivevano in ex campi di concentramento con le loro famiglie in condizioni pietose, facendo turni massacranti e senza nessuna tutela sindacale. Qualcuno di sinistra paragona quei nostri emigranti con agli immigrati extracomunitari che oggi quotidianamente arrivano nel nostro paese. E' vero che qualche altro nostro emigrato era un mafioso, ed è vero anche che tra gli attuali immigrati africani ci sono quelli sfruttati – ad esempio al sud nella raccolta dei pomodori – ma la gran parte degli italiani che espatriavano per cercare un futuro migliore non spacciavano droga, non oziavano nelle strade, non pretendevano radio, televisioni o cibi particolari, non covavano rancore né odio per questioni religiose, cercavano di integrarsi nella società che li accoglieva faticando persino ad entrare nei bar per bersi una birra, poiché i belgi vi appendevano sulla porta: ”Ni chiens, ni italiens – né cani né italiani”. Malgrado ciò, la stragrande maggioranza di loro ha fattivamente contribuito a far crescere i paesi in cui si sono insediati. Personalmente penso quindi che chi ha fatto paragoni simili non conosca la nostra storia ma, soprattutto, non ne sia degno.





05/08/2016
LA DERIVA DELLA SINISTRA

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Casa Pound e gli stessi Grillini sono il frutto di ciò che la sinistra ha seminato. Quando nelle aule della politica il dialogo cessa, e chi amministra, tra ex DC e sinistra, praticamente da 'sempre' ha oramai perso l'abitudine di ascoltare le voci del dissenso, non può che crescere la reazione delle piazze. Dal dopoguerra ad oggi le opposizioni sono state progressivamente spogliate di ogni possibilità di incidere sulle decisioni reali e il potere di chi governa il territorio, a qualunque livello, è cresciuto costantemente. Senza l'alternanza - e come alternanza intendo la vera destra non quella berlusconiana - le minoranze non possono che continuare a denunciare ciò che non funziona, ma solo per assistere ai propri atti puntualmente trasformati in lettera morta, persi nel bailamme delle cronache quotidiane e nel generale scoramento di cittadini sempre più sfiduciati. E oggi, la supremazia culturale della sinistra radical chic ha partorito infine un premier che assume provvedimenti ai limiti della dittatura – ne è un eclatante esempio la recente riforma della televisione di stato, trasformata praticamente in televisione di governo – se dovesse passare anche il referendum di Renzi il sistema democratico nel nostro paese sarebbe irrimediabilmente compromesso. In queste condizioni, quando la gente per le proprie istanze non può più fare affidamento agli interlocutori che aveva eletto nelle aule della politica, restano solo le piazze. E la storia ci insegna che l'unica piazza possibile per la democrazia era l'Agorà, le altre hanno prodotto frutti ben diversi.





20/07/2016
L'EREDITA CHE LASCEREMO

In Africa ci sono 650milioni di potenziali migranti, con una percentuale di nascite altamente superiore alla media europea, l'Italia ha 60milioni di abitanti con il più basso indice di natalità. Queste semplici considerazioni bastano a far comprendere che la politica dell'accoglienza non risolverà assolutamente nulla, salvo altri morti in mare vittime delle mafie scafiste, e la garanzia che i più bisognosi in Africa continueranno a morire di fame, stenti e malattie, non essendo tra quelli che potranno mai permettersi di migrare. Quelli che arrivano nel nostro paese sono i più giovani e fisicamente in forma, con maggiori disponibilità economiche, disoccupati e potenziali delinquenti. Sono quelli che dovrebbero lottare a casa loro per migliorare la situazione locale, anziché venire a farsi mantenere da noi senza prospettive future. Tutto ciò non sfugge a chi continua su questa inutile, quanto deleteria, politica dell'accoglienza, ma, evidentemente, vi sono altre logiche di carattere partitico ed economico ritenute più importanti. A tutto ciò si deve aggiungere una guerra in corso tra l'occidente e l'Islam oltranzista. L'estremismo islamico, cosciente di non poter vincere sui campi di battaglia, sta distribuendo i propri soldati ovunque per combattere una lotta senza quartiere. I fatti di sangue che stanno accadendo nei paesi occidentali e quanto sta succedendo in Turchia sono di una gravità senza precedenti. La Turchia dimostra che uno stato a maggioranza musulmana, pur se di tradizione laica e addirittura in attesa di entrare nella comunità europea, può velocemente regredire in una spirale di violenza e dittatura rinunciando ad ogni istanza democratica. E mentre tutto questo accade, una finanza senza scrupoli che ha oramai surclassato la delegittimata politica e si è liberata da ogni coscienza nazionale, si può tuffare a livello globale e a testa bassa nelle speculazioni di mercato, al di sopra delle peculiari esigenze degli stati e dei popoli. Quando tre o quattro anni fa la destra gridava che la situazione sicurezza in Italia stava progressivamente peggiorando, la sinistra rispondeva che erano solo sbagliate percezioni di insicurezza alimentate dalle strumentalizzazioni politiche di destra. Ora, anche la sinistra ammette che ci sono problemi, mentre stiamo sprofondando in un abisso senza ritorno da lasciare in eredità alle nostre future generazioni.





24/06/2016
INGHILTERRA FUORI DALL'EUROPA

E non parliamo di calcio, parliamo di Brexit, il referendum che ha portato l'Inghilterra fuori dalla Comunità europea. Così, anche questa volta la Germania non ce l'ha fatta, non ci è riuscita con i carri armati di Hitler e nemmeno con l'alta finanza della Merkel, perché gli inglesi sono un osso duro, non rinunciano alla loro libertà, non bastano minacce di invasione o di recessione per convincerli, non servono i generosi contributi erogati alla piccola Grecia. E ora vedremo se davvero l'economia inglese sprofonderà, intanto, comincerà con il risparmiare la differenza tra i circa 13 miliardi di sterline che annualmente doveva versare alle casse europee e ciò che l'Europa gli rendeva. E noi, dopo anni di 'lacrime e sangue' che dovevano risollevare la nostra economia, siamo passati dai 1770 miliardi di debito pubblico del 2011 ai 2230 di oggi, e ci troviamo soli ad affrontare un fenomeno senza precedenti come l'attuale immigrazione – a parte le 'mancette' europee alle cooperative di accoglienza – quando proprio l'immigrazione è una delle principali motivazioni di uscita dell'Inghilterra. Magari, se fosse stata un'altra Europa, un'Europa dei popoli e non delle banche, solidale nei grandi temi comuni da affrontare, rispettosa delle diversità e peculiarità delle sue nazioni, gli inglesi non ne sarebbero usciti. Perché per ora, il grande sogno europeo si è dimostrato un incubo, dove aumentano le disuguaglianze tra i paesi del nord e quelli del sud, dove sordi burocrati e grandi finanzieri senza patria stanno facendo la fortuna di pochi a danno dei tanti.





23/06/2016
BIANCO ROSSO E VERDONE

Il film comico di Carlo Verdone è un road movie ambientato in Italia nei primi anni ottanta, dove i protagonisti, le cui storie si intrecciano, sono tre uomini in viaggio per raggiungere i rispettivi seggi elettorali. Ma potrebbe anche essere la parodia dell'elettorato italiano alla ricerca di un voto che possa, prima o poi, condurre ad un 'Paese normale'. Con i colori del titolo che riflettendo la nostra bandiera e si specchiano anche nei partiti italiani – DC, PCI, LEGA – talvolta la nostra realtà supera la fantasia: la 'Balena bianca', emersa dagli abissi dove pareva finita, di fatto continua a governare ammantata di un rosso stinto che si sta dimostrando capace solo di riforme di regime; il verdone leghista, tacciato di estremismo di destra, è guidato da un ex Leoncavallo fondatore dei Comunisti Padani; mentre 'grillini' saltano da una città all'altra con programmi politici che farebbero l'invidia di Rifondazione o di quegli altri Verdi che non esistono più; e mentre la 'frastagliata' Destra è stata condannata, magari proprio per essersi scolorita, a ricominciare dalle cifre del dopoguerra. Si potesse riesumare il Macchiavelli, forse, ci sarebbe qualche speranza di decifrare l'italica politica, perché nel film, almeno, i protagonisti viaggiavano per raggiungere i seggi elettorali, ma nella realtà, invece, gli italiani non si fanno nemmeno più quel tipo di 'viaggio'.





11/05/2016
SULLE ALTALENE VADANO ITALIANI

Quella signora aggredita da extracomunitari perché fotografava il degrado in zona Gad, lamentando che sulle altalene del parco stazionavano spacciatori anzichè bambini, ha usato termini – negri spacciatori, animali non persone – certamente sbagliati e da censurare, proprio come quando a sua volta è stata apostrofata da loro – italiana di merda – perché quando si è offesi per il colore della pelle o per la propria nazionalità fa più male. Ma l'intolleranza e il pregiudizio fioriscono all'ombra dell'insicurezza e dell'illegalità, e quindi anche dell'ingiustizia che ne è la diretta conseguenza. E' giusto che per una immigrazione fuori controllo, come quella 'gestita' dai fautori della politica del buonismo, da noi arrivino, in buon numero, spacciatori e delinquenti che in alcuni casi non sono neppure degni di essere definiti animali, come gli assassini dell'ottantaquattrenne Cloe Govoni o di Pier Luigi Tartari? E' giusto che si viva in una realtà in cui il 75% di carcerati sono stranieri che trovano più 'conveniente' delinquere in Italia piuttosto che a casa loro, dove i piccoli reati, oramai all'ordine del giorno, non si denunciano nemmeno più e in certi quartieri vige un sostanziale 'obbligo' di coprifuoco imposto da chi delinque? E una profonda responsabilità di tutto ciò è proprio di quella sinistra di governo che da sempre si erge a paladina dei più deboli. Perché i più deboli restano in Africa sempre più soli e senza aiuti, mentre altri sono affidati nelle mani di aguzzini e mafiosi o condannati a morire, senza nome e senza ricordo, tra i flutti del mare; e i più deboli restano quelli che vivono nei quartieri poveri, quelli che non hanno i soldi per mettere gli allarmi o le inferiate alle finestre per difendersi dalla violenza del degrado. Perché quella sinistra così radical chic che ci governa, nata dalla rivoluzione sessantottina ma cresciuta nel perbenismo borghese, quella sinistra dell'auto-celebrata superiorità culturale, che con l'accoglienza riesce sempre a far quadrare i conti, giustamente tanto attenta a stigmatizzare atteggiamenti xenofobi e razzisti, di tutto ciò poi non se ne accorge. Speriamo davvero allora che in futuro su quelle altalene ci possano andare i bambini, di qualunque colore sia la loro pelle, ma comunque felici di sentirsi italiani.





06/05/2016
LA SOCIETA' DI RENZI

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La società perfetta può essere quella realtà simulata rappresentata in Matrix, il famoso cult diretto da Larry e Andy Wachowski? Forse è a quella società che si ispira il nostro premier, non eletto dai cittadini ma nominato dai complessi sistemi della nostra 'democrazia' moderna? Ascoltando attentamente le dichiarazioni di Renzi, quando afferma che mentre aumenta il debito pubblico il paese sta uscendo dalla crisi, che le famiglie italiane si stanno arricchendo e che diminuiscono i reati – e non perché quelli piccoli statisticamente non vengono più denunciati – magari potremmo convincerci, come nel film, che siamo comunque felici, scrollandoci di dosso i problemi reali come incubi passeggeri o errate percezioni di insicurezza. E anche quel Governo unico, raccontato da Huxley nella sua società del futuro, non si avvicina molto a quello di oggi con cetristi di destra e centristi di sinistra tutti insieme per il 'bene' dei cittadini? Allora, forse, la vera colpa degli italiani è non comprendere la grandezza di un premier che è già nel futuro e ha già risolto i problemi di tutti: basta crederci.





29/04/2016
LIBERARE ROMA PER LIBERARE L'ITALIA

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Se l'Italia vorrà salvarsi, dovrà ancora indossare l'elmo di Scipio, perché solo liberando Roma si libererà il nostro paese dalla 'dittatura' del tutto che cambia per non cambiare nulla. Berlusconi, Casini e il riesumato, ma mai rimpianto Fini, sono l'ennesima accozzaglia di quei cosiddetti moderati che, stringendo l'occhiolino a Renzi, altra faccia della medaglia, per l'ennesima volta tentano di imbrigliare lo stivale partendo da Roma. La Prima repubblica fu governata da una DC che fece scuola, tra pentapartiti ed equilibrismi di ogni tipo pur di conservare il potere, spaventando gli elettori con i fantasmi di falci e martello da una parte e fasci dall'altra. La Seconda repubblica, proprio quando la DC sembrava implosa sotto l'insostenibile peso degli scandali, ha invece partorito la nuova generazione di 'moderati' che, riciclatisi a destra e a sinistra, a mo di parassiti ne hanno corroso le rispettive nature. Così, l'Italia moderna non si è evoluta in una democrazia dell'alternanza, ma si è incancrenita in 'bianchi' o per meglio dire grigi governi, e regioni rosse, dove persino le elezioni democratiche appaiono oramai superate dagli accordi a tavolino o dal drastico calo degli elettori. E intanto, c'è chi si occupa di squalificare e svendere il nostro paese come fosse merce superata da mettere ai saldi di fine stagione, perché se gli italiani non si sveglieranno in fretta, la loro 'stagione' sarà finita davvero.





25/04/2016
BUON 25 APRILE

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In occasione del 25 aprile il presidente del senato Pietro Grasso ha ricordato i sette fratelli Cervi di Reggio Emilia, uccisi dalle milizie fasciste perché militanti partigiani. Per una tragica coincidenza della storia, pochi chilometri più in là, altri sette fratelli (sei maschi e una femmina) furono invece torturati e uccisi dai partigiani comunisti perché accusati di simpatie fasciste. Certo, ce lo hanno insegnato i romani: “guai ai vinti”; e chi ha vinto l'ultimo conflitto ci spiega sempre che ci sono stati morti dalla parte della libertà e morti dalla parte della dittatura che quindi hanno valenze diverse. Ma la gran parte dei morti per mano dei partigiani comunisti nel dopoguerra erano vittime innocenti, c'erano fascisti che si erano arresi e avevano deposto le armi, ma c'erano anche uomini, donne e giovani che nulla avevano avuto a che fare con il fascismo, e furono uccisi dopo torture e sevizie che solo vili menti malate di feroci assassini potevano partorire. Ma anche per loro nessuna menzione. Perché le fondamenta della moderna democrazia del nostro paese, celebrata nella data della Liberazione, sono state costruite anche sulle tante pietre insanguinate della guerra civile, pietre di cui vergognarsi nel profondo dell'anima, nella speranza possano restare sepolte nell'oblio della storia. Eppure, proprio il sangue di quei martiri quasi mai ricordati da chi ci ha governato, o talvolta appena accennati con tanto disagio, fanno sì che ancora oggi questa nazione, oramai sacrificata all'Europa che conta, un vero popolo non l'abbia mai avuto. Fanno sì che anche in alcune delle nuove generazioni, così lontane da quegli eventi, ancora covi un odio latente tra le parti, in attesa di nuove possibilità di rivalsa. Quando chi ci governa capirà questo, forse, farà davvero qualcosa per ridare, almeno nel ricordo, la giustizia della verità.





18/04/2016
REFERENDUM

Renzi e Napolitano appoggiano il non voto


IN TERMINI DI PRINCIPI DEMOCRATICI - Il referendum, al di là del merito e del tema trattato, è la massima espressione popolare.


IN TERMINI LEGALI - l'art.98 del Testo Unico legge elettorale per la Camera, cui rinvia la legge che disciplina i Referendum sancisce: Chiunque sia investito di un potere, servizio o funzione pubblica, è punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni se induce gli elettori all'astensione.


IN ULTIMI TERMINI - Da un premier non eletto e da un presidente della Repubblica come questi cosa ci si poteva aspettare?


Eppure, malgrado tutto, non sono stati in pochi a votare... Che gli italiani si stiano risvegliando dal quel letale torpore che li sta conducendo all'eutanasia collettiva?





31/03/2016
SE QUESTA E' DEMOCRAZIA...

Dovrei considerarmi fortunato perché vivo in un paese democratico? Questo è il terzo governo che non viene eletto dal popolo ma costruito a tavolino, dove la televisione di stato è stata posta sotto il diretto controllo del governo e il premier sostiene che va sempre tutto bene. Vivo in una città, provincia e regione, che non cambiano colore politico da oltre settantanni, in una realtà dove chi non è di sinistra viene, nel migliore dei casi trattato con sufficienza, come fosse un cretino, nel peggiore viene picchiato in piazza dai centri sociali o perseguito legalmente per apologia di un regime finito oltre 70anni fa. Vivo in un paese che ha perso il senso della Patria, in cui ci si vergogna di essere italiani e si abbandonano i soldati in missione all'estero. In un paese che esercita una pressione fiscale che sfiora oramai il 70%, dove le aziende in difficoltà chiudono o vanno all'estero e quelle sane vengono comprate. In un paese in cui il 70% dei carcerati sono di nazionalità straniera e si continua, nel nome della solidarietà, a farne entrare indiscriminatamente altri ogni giorno. Dove si trovano 35 euro al giorno per ogni straniero che arriva ma non se ne trovano altrettanti per quegli italiani che hanno perso tutto. Vivo in un paese dove i prepotenti che non hanno nulla da perdere restano spesso impuniti mentre i cittadini onesti sono perennemente a rischio tra i soprusi dei delinquenti e le maglie della giustizia, e dove le stesse forze di polizia sono nelle identiche condizioni. Se questa è democrazia...





22/03/2016
STRAGE A BRUXELLES

Questa mattina attacchi kamikaze di matrice islamica all'aeroporto internazionale e nella metropolitana di Bruxelles hanno provocato circa 30 morti e 60 feriti, il bilancio delle vittime è ancora in corso, evidenziando ancora una volta, se ancora ce ne fosse bisogno, che siamo in guerra. Diversi terroristi o fomentatori dell'estremismo islamico, recentemente arrestati o espulsi, sono transitati o erano ospitati in centri di accoglienza riservati a quegli immigrati che ogni giorno, in numero sempre crescente, vengono nel nostro paese. Così, per assurdo, tra chi dovrebbe fuggire dalla guerra a casa sua, c'è chi viene a fare la guerra a casa nostra. Non occorre essere indovini per prevedere che prima o poi ciò accadrà anche in Italia. Poi noi di destra diremo che l'avevamo annunciato, e la sinistra replicherà che strumentalizziamo le disgrazie. Il fatto è che il continente africano vive realtà politiche, sociali e religiose, ancora troppo distanti e incompatibili con il mondo occidentale, occorre certamente aiutare quei popoli, ma per ora ancora occorre farlo a casa loro, poiché l'impatto diretto tra il nostro mondo e il loro è destinato a provocare  più conflitti che integrazione. La realtà è che oggi l'immigrazione sconta più gli effetti di business diversi, da quelli malavitosi in Africa a quelli di certe cooperative a casa nostra, che di vera e disinteressata solidarietà. Ma se gli italiani non capiranno che la situazione attuale non è sostenibile e che occorre un cambio drastico di chi ci governa, allora, tutti quelli che hanno continuato a sostenere, o tollerare poiché nemmeno votati, gli ultimi governi, e tutti quelli che non hanno più esercitato il diritto di voto, ne saranno corresponsabili. Allora, in coscienza dove non esistono strumentalizzazioni, con i loro governanti inetti e ridicoli, se ne dovranno fare carico anche loro.





14/03/2016
IN GERMANIA CRESCE LA DESTRA

In Germania la Merkel perde consensi e cresce la Destra 'populista'. Premesso che non si comprende il perché chi non la pensa come la sinistra debba essere ufficialmente apostrofato con un termine negativo come 'populista', ora l'Accademia della Crusca, dopo essersi occupata di petaloso, dovrebbe almeno cambiare il significato di populista in: “votato dal popolo” a differenza della sinistra che governa senza consenso popolare. Inoltre, se in Germania – un paese in cui, grazie all'Euro l'economia gode di ottima salute, la disoccupazione è diminuita, l'esportazione sfora ogni anno il tetto che l'Europa 'dovrebbe' imporgli e l'età pensionabile è passata da 67 a 62 anni – la Sinistra perde e la Destra cresce solo per la questione immigrazione, in Italia – dove oltre alla questione immigrazione e reati connessi, la disoccupazione aumenta, l'economia è al collasso, le aziende fuggono o vengono comprate da stranieri e l'età pensionabile è passata da 62 a 67 anni – se si dovesse riuscire a tornare a votare la Sinistra dovrebbe sparire e la Destra stravincere. Se ciò non accadrà sarà l'evidente prova che in Italia la democrazia è morta e il popolo italiano è finito.





19/02/2016
IL MONDO NUOVO

Nelle scienze politiche viene detto regime una forma di governo che esercita un sistema di controllo sociale sulla popolazione. E, generalmente, questo avviene sulle rovine di ciò che c'era prima. Oggi il Governo – non eletto dal popolo – che dovrebbe essere di sinistra ma toglie la tassa sui mega yacht e aumenta la pressione fiscale sulla piccola borghesia, sta definitivamente disgregando i valori su cui i nostri avi, come quelli degli altri paesi d'Europa, hanno fondato le nazioni: Dio, Patria e Famiglia. E non importa quanto la fragilità dell'uomo li disattenda nel quotidiano – una delle giustificazioni adottate per cancellarli – erano comunque i valori di riferimento su cui si fondava la nostra storia, cultura e società. E questa 'sinistra' di Governo ora ne porta avanti, dopo la rivoluzione del 68, la definitiva disgregazione: Dio, rispetto per tutte le altre religioni ma si tolgono i crocefissi dai luoghi di istruzione per tagliare definitivamente le radici cristiane; Patria, viene progressivamente impoverita e svenduta ad una Europa sorda alle nostre esigenze ma a cui cediamo buona parte della nostra sovranità – anche fisicamente data la cessione di tratti di mare alla Francia – sino a farci vergognare di essere italiani; Famiglia, viene infine minata anche in Italia dalla Cirinnà, e quando un figlio potrà essere comprato e venduto il valore della vita stessa da cosa sarà determinato? Contestualmente la Rai, informazione pubblica, viene posta sotto il diretto controllo del Governo e la politica, con tutti gli sbagli effettivamente commessi, viene fatta oggetto di pesanti attacchi mediatici al punto di essere sostanzialmente screditata agli occhi degli elettori, che sempre in numero minore esercitano il diritto di voto, e con  la conseguenza che nuove lobby plutocratiche ne occupano gli spazi. La recessione e l'immigrazione di massa – di fatto fuori controllo poiché solo una parte di profughi fugge dalla guerra – determinano profondi problemi di sicurezza e stabilità, sgretolando progressivamente anche quel sistema di welfare che doveva tutelare le future generazioni di italiani, greci ecc... I manganelli fascisti e i gulag stalinisti sono fortunatamente finiti, oggi domina l'economia globale, e forse quel 'Mondo nuovo' di Huxley, scritto nel 1932 mentre imperversavano i regimi ideologici, ora, è un po meno utopia.





17/02/2016
I NUOVI PARIA

Dopo la rivoluzione culturale del 68, di cui ancora paghiamo gli effetti, oggi il Governo di sinistra sta disgregando i valori per i quali i nostri avi hanno fondato la Patria: Dio, Patria e Famiglia. E non importa quanto la fragilità dell'uomo li disattenda nel quotidiano – giustificazione della sinistra per cancellarli - erano comunque i nostri valori di riferimento, quelli su cui si fondava la nostra società. Oggi la sinistra al Governo (senza mandato del popolo) ne tenta la definitiva disgregazione: Dio – si rispettano tutte le altre religioni ma si tolgono i crocefissi dai nostri luoghi di istruzione; Patria – la impoveriscono, la svendono e ne cedono tratti di sovranità ad altri facendoci vergognare di essere italiani; Famiglia – tentano di disgregarla con leggi come la Cirinnà. Se questo è ciò che gli italiani davvero vogliono, continuino a votare a sinistra o a non andare più a votare, ma si scordino ciò che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità: pensioni, lavoro, benessere. In futuro saremo solo i paria delle nuove caste plutocratiche.





15/02/2016
RENZI CI VENDE IL MARE

Si può anche immaginare che un premier che governa senza essere legittimato dal voto del popolo non abbia rispetto di nulla e nessuno, ma se davvero Renzi ha ceduto tratti di mare italiano alla Francia, senza nemmeno comunicarlo al Parlamento, ha commesso un atto di alto tradimento verso la propria Patria. Non ricordo a memoria una atto di tale gravità da parte di nessuno, nemmeno nei più bui momenti della Prima repubblica. A di là dell'aspetto commerciale, che toglie alla nostra flotta di pescherecci alcuni tra i tratti più pescosi, se passa un atto simile allora perché non cedere a stranieri anche i diritti turistici sul Colosseo e sui nostri beni architettonici, o ad altri paesi le concessioni demaniali sui nostri litorali, così magari finalmente potrà sbarcare chiunque senza ostacoli burocratici. I pescherecci italiani bloccati dai Francesi sui nostri mari sono l'ennesima umiliazione a cui è stato sottoposto tutto il popolo italiano, personalmente, ogni volta che penso si sia toccato il fondo devo realizzare che ancora purtroppo non è così.





31/01/2016
LA RAI ATEA DI RENZI

Su Rai2 nel programma 'Quelli che aspettano' prima delle partite, ore 14,50 prese in giro da parte del conduttore e della Gialappa's alla religione cattolica con un finto prete. Ora pero' se sono veri atei aspetto la presa in giro anche dei musulmani con un finto imam in trasmissione altrimenti sono solo ipocriti conigli... Questa e' la Rai di Renzi dopo la sua riforma che poi fa pagare il canone ai cattolici...





26/01/2016
CUCU... E L'EUROPA NON C'E PIU'

Se ho capito bene... mentre l'Italia riceve dure minacce di sanzioni se mette in discussione qualche assurdo provvedimento europeo come ad esempio la direttiva Bolkestein – pensato da un politico olandese, nel periodo di Prodi, per i paesi del nord e che va a minare grossi interessi economici nel nostro paese semplicemente perché vi sono realtà climatiche e commerciali diverse – ora, Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia vogliono rimettere in discussione niente di meno che il trattato di Shengen sulla libera circolazione. E senza che questo scattino duri provvedimenti di infrazione contro chi vuole cancellare il basilare principio su cui si fonda l'Europa stessa. Poi, sempre la Germania con Francia e i paesi nordici a ruota, vogliono dare 3 miliardi alla Turchia per fermare il flusso degli immigrati dai Balcani, ossia quello che a loro tocca di più, senza considerare che così aumenteranno gli sbarchi sulle nostre coste, a carico nostro salvo qualche spicciolo generosamente concessoci alla stregua di paesi senza coste, e a discapito di migliaia di altre vite che annegheranno ancora in mare alla faccia della solidarietà umana. Si diceva anche che la nostra posizione sulla questione dei marò doveva essere morbida perché rischiava di saltare la trattativa per la vendita di aerei da guerra, e oggi si apprende che la Francia ne ha appena venduti 36 proprio all'India. E con tutto ciò, dopo essere stati massacrati dall'euro, il nostro Governo, invece di chiedere ai nostri colleghi europei che 'contano' se si stanno bevendo il cervello, è più impegnato ad assicurare i vari 'diritti' ai gay con l'intransigente apporto di una parte di quella che dovrebbe essere l'opposizione, ossia i 5Stelle. Allora mi chiedo... sono io che sono tonto in quanto di destra, o siamo governati da una manica di incapaci e inetti, abituati oramai solo ad essere proni ad ogni occasione per favorire le lobby affaristico-massoniche delle plutocrazie occidentali (Frits Bolkestein, ad esempio, ha partecipato agli incontri del gruppo Bilderberg). Ma chi continua a votare questa gente che ci sta governando – o quelli che non vanno più a votare – si rendono conto che quando questi avranno terminato il loro mandato del 'tavolino' del nostro paese, per le future generazioni, resteranno solo macerie? Credo che governanti capaci dovrebbero agire piuttosto così: sblocco immediato dell'embargo alla Russia e stretti rapporti diplomatici per costituire l'asse Italia – Russia a contrappeso, in politica estera, di quello Germania - Francia; non un euro alla Turchia sino a ché il problema immigrazione non verrà affrontato coerentemente da tutti i paesi dell'Unione e in particolare a beneficio di quelli che per primi subiscono l'impatto dei flussi migratori; minaccia di rifiutare ogni imposizione europea in caso di revisione del trattato di Shengen sulla libera circolazione.





18/01/2016
POLITICA ESTERA

Juncker afferma: «Se salta Schengen salta l'Europa»... mentre l'Austria ha già sospeso il trattato di Schengen per fermare l'immigrazione clandestina. Intanto, ennesima 'tirata di orecchie' all'Italia dopo che il premier Matteo Renzi si era attribuito il merito di aver ottenuto maggiore flessibilità in termini economici da parte dell'Europa e Jean Claude Juncker gli risponde di non attribuirsi meriti altrui essendo, la maggiore flessibilità, frutto del suo stesso lavoro e di quello della Commissione. Ciò che ci si dovrebbe chiedere però, al di là di qualche battibecco, è se l'Italia abbia ancora un prestigio e una credibilità per potersi permettere un ruolo importante a livello internazionale, visto che da quando è nata l'Unione europea il nostro paese è stato evidentemente relegato a un ruolo secondario, per non dire subordinato, rispetto alle altre grandi nazioni come Germania, Francia, Olanda, e paesi nordici allineati alla Germania. Ne sono testimonianza, ad esempio, i summit tra Germania e Francia anche su questioni come l'immigrazione clandestina a cui l'Italia, malgrado fosse la prima interessata, non è stata nemmeno invitata. In generale tutto il sud Europa è stato penalizzato dall'unione ma l'Italia, in proporzione alla sua ricchezza e industrializzazione, lo è stata molto di più di Grecia e Spagna. Bene lo attestano i dati sulla ripresa economica e sulla occupazione. Si può davvero immaginare dunque che l'Italia possa riappropriarsi di un ruolo importante a livello internazionale? Quali autonome iniziative diplomatiche ha recentemente intrapreso il nostro paese oltre ad allinearsi ordinatamente ai diktat tedeschi o, in subordine, americani? Come può l'Italia tornare a svolgere un ruolo da protagonista dato, l'oramai consolidato, asse Germania – Francia insieme a tutti i paesi del nord Europa? Probabilmente l'unica possibilità per il nostro paese è ritagliarsi il ruolo di interlocutore di fiducia di Mosca. Perché la Russia è Europa, per cultura e tradizioni, molto più della Turchia. E per farlo l'Italia deve innanzitutto interrompere l'embargo imposto alla Russia per le questioni della Crimea, che oltre a penalizzarci pesantemente è anche sostanzialmente ingiusto, poiché si inserisce in dinamiche altrui dove le province contese sono filorusse ed hanno quindi diritto ad una loro scelta autonoma. L'asse Russia – Italia potrebbe così controbilanciare, in termini di forza e prestigio, l'asse Germania – Francia in Europa e nel mondo, ridando finalmente al nostro paese quel ruolo di rilevanza internazionale a cui, grazie a governi incapaci, abbiamo rinunciato da tempo.





15/01/2016
TEMPI DURI PER LE FEMMINISTE

Mentre la sinistra italiana si appresta – con la legge Cirinnà – ad assestare un altro duro colpo alla società fondata sulla famiglia tradizionale, gli islamici, in diversi paesi, probabilmente anche occidentali dati i recenti fatti di Colonia, praticano il “Taharrush gamea”, il gioco rituale che umilia le donne per strada e che sfocia in violenze varie e stupri, poiché secondo le loro leggi più oltranziste dovrebbero uscire solo accompagnate e ben coperte.Così, dopo la rivoluzione sessantottina, i cui retaggi sono ancora molto efficaci, la sinistra internazionalista e nostrana si erge nuovamente in difesa dei 'più deboli', che non sono donne inermi di fronte a violenti assalti di orde musulmane, ma le coppie gay rispetto alla famiglia composta di un uomo e una donna. Continua cioè quella battaglia culturale verso il 'pensiero unico' di egualitarismo morale, sociale e culturale – che personalmente tanto mi evoca i libri di Orwell e Huxley – il cui tema interessante sarebbe però anche stabilire chi e come decide, soprattutto in un periodo in cui sempre meno gente va a votare e i governi vengono eletti a 'tavolino'. Inoltre, con la globalizzazione e i nuovi grandi flussi migratori, la società occidentale si trova sempre più in difficoltà difronte a retaggi di usi e costumi che definire barbari sarebbe eufemistico. La nuova 'primavera' rivoluzionaria radical chic – con apporti catto-comunisti – definisce dunque retrogrado e conservatore chi si oppone ai matrimoni gay e alle adozioni di minori da parte delle coppie omosessuali, ma anche chi non accetta che alcune donne vivano segregate e portino il chador nel rispetto di culture che le considerano inferiori all'uomo. Tempi duri per le femministe, che infatti sembrano sparite nel nulla o perse in approfondimenti. Si tolgono i simboli di pace delle nostre tradizioni cristiane, ma si costruiscono moschee che sono centri di propaganda politica oltre che di culto. E chi malgrado le evidenti incongruenze non si adegua, è chiaro che manifesta sintomi di tendenze estremiste, razziste e fasciste.





13/01/2016
LE MENZOGNE DI RENZI

*Da la Nuova Bussola Quotidiana del 11/01/2016 di Massimo Introvigne.
C'è la ripresa economica Eurostat, l'Ufficio statistico europeo, in una nota diffusa il 1° gennaio 2016, in sintesi, afferma che in Italia non c'è alcuna ripresa e le statistiche italiane sono le peggiori in Europa insieme a quelle Greche. Il livello della produzione industriale ha recuperato solo il 3% rispetto ai minimi toccati durante la recessione, la Francia ha recuperato l'8%, la Germania il 27,8%, la Gran Bretagna il 5,4%, la Spagna il7,5%. Analoga debacle sui dati del settore immobiliare e della occupazione giovanile.
Stiamo diminuendo le tasse La Banca Mondiale afferma che la pressione fiscale in Italia continua ad aumentare, è la più alta d'Europa e sottrae il 68% del reddito alle famiglie italiane. Peraltro alcuni economisti ritengono che il dato sia anche sottostimato perché i calcoli della Banca Mondiale prendono per buoni i dati forniti dal Governo – ritenuti esagerati – sulla evasione fiscale, aggiungendo arbitrariamente un presunto reddito non dichiarato al reddito reale su cui si calcola l'incidenza delle tasse dirette e indirette.
Non introdurremo il matrimonio e le adozioni omosessuali Ivan Scalfarotto su Repubblica: «L'unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa, con un altro nome per una questione di realpolitik». Micaela Campana (Responsabile welfare e terzo settore del PD) su Il Corriere della Sera del 28/12/15: «Il PD, appena dopo l'approvazione delle unioni civili, non può che incamminarsi sulla strada dei matrimoni gay».
Governiamo l'immigrazione Nel corso del 2010 le persone sbarcate sulle nostre coste erano state 4406, in alcuni giorni degli ultimi due anni quella cifra si è superata in un giorno. L'ano scorso si stima siano sbarcate oltre 170mila persone. L'ordine di espulsione ai clandestini è un cortese invito ad allontanarsi. Di fronte a questa situazione l'unica iniziativa che voleva prendere il Governo Renzi era quella di abolire il reato di immigrazione clandestina, normativa peraltro puntualmente disapplicata dai giudici, poi ci ha ripensato pare impaurito dalle reazioni dell'opinione pubblica.
Ci facciamo rispettare in Europa Appare evidente che chi governa l'Europa non prenda sul serio Renzi, e non solo per il suo inglese maccheronico, ma per le mancate promesse di equa distribuzione degli immigrati e per la gestione dell'economia europea e delle banche.   
Le riforme istituzionali ci daranno più democrazia Il Referendum sulle riforme istituzionali non richiede un quorum, anche se vota il 10% degli italiani, se la metà di questi più uno vota a favore il referendum passa. La riforma elettorale è direttamente ispirata al modello francese, premia il partito di maggioranza che governa anche con percentuali nettamente inferiori, se Renzi prendesse il 34% contro l'altro 66% potrebbe fare ciò che vuole.
Abbiamo ridato speranza agli italiani La Gallup, la più grande società mondiale di ricerche, nel suo annuale sondaggio sulla felicità diffuso pochi giorni fa, ha evidenziato che l'Italia nell'indice di ottimismo economico, ossia sulle aspettative che la propria situazione economica possa migliorare, è all'ultimo posto al mondo. Solo l'8% pensa che nel 2016 la situazione possa migliorare, persino il devastato Iraq va meglio con il 13%.
Appurato, dunque, che raccontar frottole è esercizio quotidiano di questo Governo eletto a tavolino, forse, l'unica possibilità di buon umore per gli italiani è che le affermazioni di Renzi vengano accolte come barzellette.





06/01/2016
MA PER RENZI VA TUTTO BENE

Ricordo che i predecessori di Renzi, compreso quelli della democratica Repubblica del tavolino, dicevano che se non fossimo entrati in Europa l'inflazione ci avrebbe ucciso, allora in Italia con uno stipendio di 2milioni 400mila lire si viveva bene e oggi con uno stipendio equivalente di mille e 200euro si fa fatica ad andare avanti, ma in compenso ora siamo europei. Il fatto che dall'entrata nell'Unione europea ad oggi l'Italia, come il sud Europa, si sia indebolita mentre la Germania, come altri paesi, anche se in misura minore, si siano economicamente rafforzati non importa, sono logiche di mercato per 'addetti ai lavori' non alla portata di comuni cittadini. Semplicemente, siamo entrati in una società in cui qualcuno ci guadagna e qualcuno ci rimette. In generale, a casa nostra, la classe media si è indebolita, la disoccupazione è cresciuta in maniera vertiginosa sino a toccare oltre il 40% dei giovani, ma certamente qualche onorevole cittadino d'Europa si sta arricchendo. Però gli italiani devono stare sereni, perché il loro premier – quello eletto a tavolino e dei cui rimborsi spese per le precedenti cariche ricoperte si sa ben poco, quello i cui genitori sono coinvolti negli scandali bancari ma che ha dato un personale consistente contributo al rilancio della economia acquistando un aereo di Stato da circa 300milioni anche se ancora non può essere utilizzato – ha detto che l'Italia si sta riprendendo e bisogna guardare con ottimismo al futuro, e per essere più chiaro lo ha detto in italiano non in inglese. Il problema sicurezza nel nostro paese poi non esiste, non bisogna tenere conto dalle centinaia di reati quotidiani e di quelli che non vengono più nemmeno denunciati, delle percentuali persino del 70% di detenuti stranieri nelle nostre carceri o dei più recenti casi di efferati delitti contro persone inermi, è solo una percezione sbagliata di cittadini troppo nervosi. Come non esiste il problema del terrorismo di matrice fondamentalista islamica alimentato dagli sbarchi clandestini, le espulsioni avvenute per tali motivi non sono rilevanti. Per fortuna che io, in quanto di destra, sono  notoriamente ignorante, altrimenti dovrei preoccuparmi.





05/01/2016
IO SONO DI DESTRA

Lo sono orgogliosamente sempre stato, e non sono razzista, ma nemmeno buonista o ipocrita, credo sia giusto aiutare chi sta peggio di noi nella misura che ci sia possibile, senza mettere a rischio la nostra economia o penalizzare i nostri connazionali che, se in difficoltà dopo anni di lavoro e contributi versati allo Stato, hanno maturato il diritto all'aiuto sociale. Poi vorrei che chi viene nel nostro paese non vi resti per delinquere ma per lavorare, che rispetti le nostre leggi e le nostre Forze di Polizia, i nostri costumi e le nostre tradizioni come noi li rispettiamo negli altri paesi in cui andiamo, che si senta onorato di guadagnarsi la cittadinanza italiana e grato a chi lo ha accolto e aiutato. Perché il problema sicurezza nel nostro paese esiste, non è una percezione sbagliata di cittadini isterici, ma è testimoniato dalle centinaia di reati quotidiani e da quelli che non vengono più nemmeno denunciati, dalle percentuali persino del 70% di detenuti stranieri nelle nostre carceri ai più recenti casi degli efferati delitti contro persone inermi. Come esiste il problema del terrorismo di matrice fondamentalista islamica, testimoniato dalle espulsioni per tali motivi e alimentato certamente anche dagli sbarchi clandestini. Giorgio Almirante voleva una Europa dei popoli, e io sono europeista proprio nella misura in cui l'Europa si faccia carico dei problemi specifici dei suoi popoli, dove il ruolo dell'Italia sia egualmente importante a quello degli altri paesi fondatori e dove l'unione europea si fondi sul reciproco rispetto delle nazioni che la compongono, nelle loro diverse peculiarità e caratteristiche. Sono europeista nella misura in cui la crescita occupazionale ed economica delle nazioni europee avvenga in maniera omogenea, perché non si può creare una società in cui qualcuno ci guadagna e qualcuno ci rimette, non ci si può unire ad altri per indebolirsi anziché rafforzarsi. E dall'entrata nell'Unione europea ad oggi l'Italia si è indebolita mentre la Germania si è rafforzata. Dicevano che se non fossimo entrati in Europa l'inflazione ci avrebbe ucciso, in Italia con uno stipendio di 2milioni 400mila lire si viveva bene, oggi con uno stipendio equivalente di mille e 200euro si fa fatica ad andare avanti. In generale, in questa Europa la classe media si è indebolita mentre qualcuno, pochi, si stanno arricchendo. E ciò mi sembra sia motivo di critica più da parte di una destra sociale che da parte della cosiddetta sinistra radical chic. Inoltre, secondo una certa cultura di sinistra, sostenere queste idee significa essere retrogradi, ignoranti, e se si insiste persino razzisti o fascisti. E anche per questo mi sento di appartenere, con orgoglio, ad una cultura di Destra. 





01/01/2016
BUON 2016

Buon 2016 a tutti gli italiani, con l'augurio di abbandonare nel 2015 i luoghi comuni, i sentito dire e gli utili - per qualcuno -  slogan del tipo: "tanto non cambia nulla"; "la politica è tutta uguale". Perché anche fosse vero l'alternativa al voto sono i governi eletti a tavolino, l'alternativa alle scelte ponderate sono le 'democratiche' dittature con politici sempre peggio. Basta piangersi addosso perché il nostro è un grande paese che solo noi italiani siamo riusciti a rovinare, e solo noi italiani potremo recuperare. Dall'Europa possiamo aspettarci il rigore non l'amicizia, perché l'amicizia si concede dopo il rispetto e noi, per nostre colpe, non siamo internazionalmente rispettati. Dobbiamo ritagliarci un ruolo sospendendo l'embargo alla Russia e accreditandoci come loro interlocutori privilegiati, perché la Russia è Europa, e dobbiamo riportare a casa i marò per il rispetto dovuto ai nostri soldati e alla nostra bandiera. Dobbiamo ridare serenità alle famiglie nelle nostre città e campagne, combattendo la delinquenza senza sconti, ridando la necessaria autorità alle Forze di polizia e a quella magistratura che, per quanto potere abbia, come la politica, ha oramai perso il rispetto della gente. Occorre il rispetto delle regole per tutti, dalle leggi alle consuetudini del vivere civile, dal nord al sud, dagli italiani agli stranieri che, ultimi arrivati devono essere i primi ad accettarle. Occorre promuovere le mille risorse del nostro bel paese per rilanciare l'occupazione, perché chi ci compra oggi ci venderà domani. Dobbiamo ricordare che la nostra Storia è stata la culla del diritto e della civiltà occidentale, e dobbiamo esserne orgogliosi acquistando quel senso di Stato e di Nazione che paesi molto più giovani di noi sentono molto di più. Solo così potremo ritagliarci un ruolo in Europa e in un mondo sempre più globale, riprendendoci il nostro destino, altrimenti resteremo solo un branco di pecore matte, governate dal cane o dal pastore di turno. 





25/12/2015
UN NATALE A 4ZAMPE

A Natale molte famiglie decidono di regalare un cucciolo di cane ai propri figli, e questo purtroppo accentua l'importazione clandestina di animali dall'est Europa, in condizioni vergognose e con tremendi tassi di mortalità. Così, anche quella che nasce come una buona azione, per colpa dell'avidità umana, si trasforma in motivo di sofferenza per animali appena nati e già condannati. Per evitare ciò si può semplicemente adottare un cane nei tanti canili delle nostre città, o dal meridione d'Italia dove la loro situazione è peggiore. Si risparmieranno i soldi dell'acquisto e si trovano anche cuccioli, ma se qualcuno vorrà invece adottare un cane adulto si accorgerà che sarà ancora più ricambiato in termini di affetto e avrà meno problemi a gestirlo. Sarà comunque un impegno costante e anche un costo economico nel tempo, ma le soddisfazioni e la compagnia che vi darà un amico a 4zampe non hanno eguali. Gli animali abbandonati, quando trovano un compagno di vita di cui fidarsi, non donano solo la loro amicizia, donano la loro anima.





23/12/2015
E RENZI SI PRENDE LA RAI

Il nuovo CDA della Rai sarà composto da 7 membri rispetto ai 9 di prima. Due saranno eletti direttamente dal Governo, 2 dalla Camera e 2 dal Senato, in cui ovviamente il Governo ha la maggioranza – e fanno 6 controllati da chi governa – e 1 dall'Assemblea dei dipendenti Rai. Per rendere più appetitosa la nomina i consiglieri, che oggi hanno un emolumento lordo di 66mila euro, potranno percepire sino a 240mila euro. Poi si inserisce la figura dell'Amministratore delegato, nominato dal Cda su indicazione del governativo Ministro dell'Economia, che con nuovi grandi poteri nominerà: i direttori delle reti televisive, dei canali e delle testate e, inoltre, potrà promuovere e assumere anche gli altri dirigenti (non di prima fascia) e i giornalisti di ogni grado. Ossia potrà creare il suo 'esercito' per il futuro. Se prima si criticava il fatto che la Rai fosse lottizzata dai partiti, ora diventa monopolio governativo. Lascio all'immaginazione dei cittadini cosa sarebbe accaduto se una simile riforma l'avesse fatta Berlusconi. Così, ecco un altro tassello antidemocratico di un Governo non eletto dal popolo. Che sia il caso, alla prossima occasione, di andare a votare?





14/12/2015
IL CASO FRANCESE

In Francia centrodestra e centrosinistra, repubblicani e socialisti, si sono accordati per sconfiggere la destra al ballottaggio, un po come hanno sempre fatto infondo anche in Italia democristiani e comunisti arrivati oggi alla loro sintesi ultima che è un PD governato dagli ex DC. Credo allora ci si debba chiedere: cosa spaventa tanto queste formazioni politiche da portarle a compromessi così innaturali? A loro dire la paura di un ritorno del fascismo o del nazismo, ma è davvero verosimile ipotizzare che la Le Pen in Francia, o Salvini o la Meloni in Italia, una volta saliti al potere possano, nel terzo millennio, condurre a un ritorno di formazioni totalitarie di stampo fascista? Non si può piuttosto ipotizzare che questi nuovi movimenti di destra sarebbero gli unici a proporre un vero cambiamento a quelle classi politiche che dal dopoguerra ad oggi hanno governato tra accordi sottobanco e patti non scritti, per arrivare sino agli ultimi governi eletti a tavolino? In una democrazia si dovrebbe vincere con la forza dei numeri, con il consenso popolare, e la Le Pen oggi è il primo partito in Francia, allora, forse, dovremmo chiederci anche se è più democratico lasciar governare chi ha un consenso maggiore o tradire il proprio patto con gli elettori pur di impedire ad altri di governare. E' democratico affermare che chi la pensa diversamente, pur con una maggioranza relativa, non sia degno di governare su una somma di minoranze che si uniscono dopo aver preso i voti perché alternative tra loro? Perché se così fosse allora non si riterrebbero nemmeno degni di votare quegli elettori che, come nel caso francese, rappresentano l'espressione più forte dell'elettorato. E totalitarismo non è anche il non rispetto di chi la pensa diversamente?





26/11/2015
CARIFE

Il disastro Carife è solo l'ultimo fallimento sul territorio di una lunga e ininterrotta serie in oltre 70anni di amministrazioni di sinistra. Dalla Coopcostruttori al Palazzo degli Specchi, dall'Ospedale di Cona all'Idrovia, disastri economici e di conseguenza umani, a cui abbiamo assistito dal dopoguerra a oggi. E il progressivo impoverimento economico e occupazionale ne sono la cornice in cui questa sinistra si specchia senza mai mettersi in discussione, forte di un continuo consenso elettorale malgrado tutto. Quel consenso che è davvero l'unica giustificazione alle affermazioni dei propri dirigenti di partito per cui va sempre tutto bene. Una sinistra che occupa oramai persino spazi dell'opposizione, clonandosi in movimenti politicamente alternativi ma culturalmente vicini, a fronte di una opposizione debole e logora, ripiegata sui propri errori e divisioni interne, ma anche sfibrata dal naturale scoramento che deriva dal constatare che, malgrado tutto, nulla cambia. Eppure quando si profilavano questi devastanti eventi per i cittadini la destra li ha sempre denunciati, pur nella generale indifferenza o sufficienza degli elettori, affinché si perdessero come echi lontani, urla in un assordante silenzio. La vicenda Carife è dunque solo l'ennesimo capitolo di questa storia infinita, in cui anche la speranza infinita non è, perché è solo l'ultima a morire.





12/11/2015
CHI DARA' LE RISPOSTE CHE SERVONO?

La brutalità dei casi Tartari e Cloe Govoni ci lasciano allibiti, ci chiediamo come sia possibile tanta violenza contro persone così inermi. E come sia possibile che non passi giorno in cui non si registrino decine e decine di furti nelle abitazioni e nelle campagne. Tanti piccoli reati che oramai non si denunciano nemmeno, che quasi lasciano un senso di sollievo perché infondo è andata bene se si è subito solo il furto, al punto di essere arrivati, quando si trasforma in violenza, a coniare la paradossale locuzione: E’ un furto andato male. E mentre le nostre carceri, oramai al collasso, registrano punte del 70% di stranieri, ci chiediamo se in altri paesi, in cui l’immigrazione è iniziata molti anni fa per ragioni storiche o per le loro colonie, la situazione sia la stessa. Se anche altrove, nei paesi più ricchi e civilizzati, sia possibile che una signora di 84 anni venga massacrata a bastonate per pochi spiccioli. Se sia possibile che onesti cittadini che hanno sempre lavorato e rispettato le leggi si trasformino oggi in delinquenti per difendersi a casa propria, mentre delinquenti veri trovino sempre il modo per abbreviazioni e sconti di pena anche per i reati più gravi. Domande che non si pongono solo gli intolleranti, i razzisti e i fascisti, ma che oramai si pongono anche quelli di sinistra. E non intendo quelli di sinistra che vanno in barca a vela o viaggiano con jet privati, perché loro da questi reati non sono toccati, intendo quelli di sinistra che lavorano, che prendono il caffè nei circoli Arci, che hanno figli e nipoti che stanno crescendo in un mondo tanto diverso da quello in cui loro hanno vissuto, da quello che loro avrebbero voluto. I magistrati affermano che si limitano ad applicare le leggi, anche se oramai sempre più spesso si assiste anche alla loro interpretazione, e l’instabilità politica che ci ha sempre caratterizzato ha impedito le riforme importanti nel nostro paese, come quella della giustizia. Infine, altra locuzione di nuova generazione: ‘la politica è tutta uguale’, quindi perché perdere tempo per andare a votare? Meglio una democrazia di governi eletti a tavolino. Ma allora chi riuscirà a dare delle risposte a quelle domande che oggi tanti italiani si pongono? Personalmente penso che una cosa ci accomuni a tutti gli altri popoli, che le risposte dobbiamo trovarle in noi stessi, e se è vero che gli italiani danno il meglio nei momenti peggiori, credo allora che il tempo sia arrivato.





11/11/2015
NON E' UN PAESE PER VECCHI

Cosa c’è di più indifeso di una anziana signora di 84 anni? Cosa c’è di più incivile del farle del male? Non è un paese per vecchi è un film del 2007 diretto dai fratelli Coen, tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy. Un film crudo e in qualche modo sarcastico, dove la morte è un fatto come un altro, messo in scena solo come conseguenza dell’avidità umana.L’altro giorno su face book, nel merito della aggressione all’anziana signora di 84 anni finita in coma per le bastonate ricevute da due rumeni ventenni, scrissi questo sarcastico commento: 1) La signora era quasi certamente un evasore fiscale perché aveva 90 euro contanti più gioielli di famiglia, probabilmente intollerante agli stranieri, razzista e forse anche fascista, visto che magari i rumeni non li ha accolti adeguatamente in casa sua; 2) I rumeni erano in stato confusionale, come si evince dalle ammissioni di colpevolezza rilasciate, quindi vanno capiti, giustificati nel loro stato di bisogno, e aiutati, perché comunque si erano trovati una alternativa per tirare avanti, non come quegli italiani che dopo anni di lavoro si riducono a dormire sotto un ponte e alla Caritas per mangiare; 3) La responsabilità di chi li ha fatti entrare in Italia non è della Sinistra, di buona parte della Chiesa e anche dei 5Stelle, perché la politica è tutta uguale. Ergo: Chi non capisce tutto ciò fa bene a continuare a non andare a votare, perché è culturalmente ignorante. Per gli ‘eletti’ invece occorre solo pazienza e speranza… che fatti simili capitino sempre ad altri. Infine, chiesi scusa alla povera signora e ai famigliari per il mio crudo sarcasmo, stile Cormac McCarthy, poiché dopo tanti anni all’opposizione in questa provincia mi rimaneva solo quello. Oggi, dopo aver appreso che la signora è morta, con il cordoglio alla famiglia vorrei aggiungere solo una cosa, e non mi può interessare di meno delle solite accuse di strumentalizzazione: chi nel nostro paese, con le sue scelte politiche e in termini di legislazione e amministrazione della giustizia, ha indirettamente reso possibile fatti simili, credo debba fare un serio esame di coscienza.  





14/10/2015
IUS SOLI

13 Ottobre 2015: la Camera approva la cittadinanza facile per i figli degli immigrati (Ius soli). Dopo l’operazione Mare nostrum, in cui andavamo a prendere i clandestini a pochi chilometri dalle spiagge africane, ora diventeremo anche la nursery dell’Europa, senza alcuna garanzia di buona volontà e di condivisione del nostro stile di vita da parte di chi arriva. I romani concedevano la cittadinanza come premio a coloro che dimostravano di essersela meritata, noi, evocando il latino concediamo diritti senza doveri. Un altro tassello del nuovo PD catto-comunista grazie anche all’astensione dei 5Stelle (che dovrebbe essere l’opposizione). Un’altra eredità per i nostri figli da parte di un governo nemmeno eletto dal popolo. Perché andare ancora a votare? Tanto la politica è tutta uguale, e al nostro futuro c’è già chi ci pensa!!!





13/10/2015
ACCOGLIENZA

Accogliamo stranieri – clandestini – che provengono anche da paesi in cui ancora si assiste alla persecuzione delle minoranze religiose, alle stragi di cristiani, paesi in cui è consentita la schiavitù, soprattutto delle donne e la vendita delle figlie, e in cui vige la legge della sharia che prevede la lapidazione delle adultere e la condanna a morte degli omosessuali. E noi, che viviamo in uno stato laico di tradizione cattolica, secondo qualcuno dovremmo togliere simboli di pace come il crocefisso e il presepe per compiacere queste persone e le loro culture, e affinché possano integrarsi meglio. Eppure, il problema dell’integrazione è molto semplice: chi vuole stare da noi accetta di buon grado il nostro stile di vita, altrimenti significa che preferisce restarsene a casa sua, e noi dobbiamo agevolare questo tipo di scelte in un senso o nell’altro, con molta chiarezza e determinazione. Tutte le altre elucubrazioni sul tema sono frutto di confusione, incoerenza o, ancora peggio, logiche di profitto.





02/10/2015
DESTRA E SINISTRA ALLA DERIVA

Nella maggior parte dei paesi occidentali destra e sinistra, emancipate dalle origini ideologiche e totalitariste del ‘900, si sono evolute e modernizzate, hanno costituito formazioni partitiche che si misurano, alternandosi, sulle rispettive scelte economiche, di welfare e di politica estera. In Italia sembra invece che la destra e la sinistra siano rimaste ai margini, soffocate da una amalgama centrista onnipresente e onnicomprensiva. La Prima Repubblica è stata sostanzialmente gestita dalla ex DC, che nel corso degli anni ha sperimentato variegate commistioni partitiche tenute insieme da legami di potere e governo. Poi, quando la grande ‘balena bianca’ è implosa, nel passaggio alla Seconda Repubblica, buona parte della sua classe dirigente più giovane si è riciclata sia nel centrodestra che nel centrosinistra, per ritrovarsi oggi ancora a governare insieme. Così, assistiamo a una sinistra di governo che aumenta le tasse ai ceti medi più in difficoltà, trova il consenso dei grandi industriali, si prodiga per favorire America, Germania e Francia – quelle che un tempo avrebbe definito le grandi plutocrazie occidentali – approvando l’embargo alla Russia statalista di Putin, rinuncia alle sue storiche battaglie di emancipazione dei popoli di fronte all’estremismo islamico e si lascia gestire da un leader disposto a spendere più per cambiare l’aereo di stato che per gli asili. Il tutto con un governo nemmeno suffragato dal voto popolare e grazie ad opposizioni ininfluenti perché profondamente divise nella loro diversità. La Lega, da realtà regionalista con accenti separatisti fonda oggi il proprio consenso essenzialmente su una propaganda anti-immigrazione con toni nazionalisti; i 5Stelle, sotto la veste civica hanno componenti interne erose a tutti gli altri partiti e unite dalla diffusa delusione verso la politica; Forza Italia che dopo aver fatto da contraltare al centrosinistra accorpando un esercito di ex democristiani, liberali e socialisti, ora si sta sciogliendo come neve al sole con un leader limitato da problemi anagrafici e giudiziari; e Fratelli d’Italia, che raccogliendo il testimone della destra sociale italiana ne ha ereditato anche le storiche percentuali della prima ora. Poi ci sono anche quelli che si dichiarano opposizione sostenendo il governo, di cui però si sarebbe potuto occupare forse solo il Sommo poeta, magari collocandoli nel VI Cerchio degli inferi con gli eretici. Così, con una capacità molto italiana di accettare scorciatoie e compromessi pur di raggiungere il potere, si è bruciata Alleanza Nazionale, abbandonandosi, in cambio di qualche poltrona illustre, nelle mani di quei centristi che hanno continuato a considerare i nuovi alleati di destra dei parvenu. E si sta bruciando ora il PD nelle mani di una generazione di ‘figliocci’ della DC, quei cosiddetti ‘catto-comunisti’ che si considerano l’avanguardia politica della sinistra. In questo desolante panorama si può dunque meglio comprendere anche lo stato confusionale degli elettori italiani che insieme alla loro endemica carenza di spirito nazionale e senso dello Stato in percentuali sempre maggiori disertano i seggi. Quello che viene spontaneo chiedersi è: ma se nel centrodestra e centrosinistra anziché prevalere il centro fossero cresciuti i due schieramenti storici di destra e sinistra? magari con quell’anima nazional-popolare e quel senso di Europa dei popoli che in fondo li ha sempre caratterizzati, pur da schieramenti contrapposti? Dare risposte plausibili a una storia mai scritta temo sia davvero un esercizio impervio, ma se si trovasse in qualche modo condivisibile una simile lettura, penso allora ci si dovrebbe impegnare per tentare in futuro risposte politiche diverse.





09/09/2015
ISIS E SINISTRA ITALIANA

Finalmente, dopo che le ‘bestie’ di Destra lo dicevano da mesi, cominciano i raid contro l’Isis per fermare il genocidio in Iraq e iniziano gli aiuti umanitari in loco alle popolazioni. Renzi ha dichiarato che l’Italia però non parteciperà, forse perché sa che il nostro paese dal punto di vista della sicurezza è un colabrodo, e se l’estremismo islamico decidesse delle ritorsioni contro di noi saremmo come pecore al macello. ‘Chissenefrega’ delle persecuzioni, delle stragi di cristiani, donne e bambini compresi, delle distruzioni di siti archeologici e dei vari crimini contro l’umanità. Meglio continuare ad essere considerati una nullità a livello internazionale e persistere a voler gestire il caos immigrazione imbarcando profughi veri e presunti, con in mezzo delinquenti vari e certamente qualche infiltrato dell’estremismo islamico, in un paese con oltre il 40% di disoccupazione giovanile e un debito pubblico che non calerà più. Quello che non riesco però a spiegarmi è come la sinistra progressista italiana, quella dell’emancipazione dei popoli e della donna, quella che vuole i matrimoni gay, possa moralmente tollerare che a qualche migliaio di chilometri di distanza vi siano lapidazioni di donne per presunti adulteri, condanne a morte per omosessualità, stragi di minoranze religiose ecc… Eppure, la sinistra internazionalista nostrana dovrebbe avere a cuore l’emancipazione di tutti i popoli. Come può dunque la coscienza di un italiano di sinistra tollerare atti simili senza fare nulla? Una incoerenza da pagare per una opportunistica tranquillità in casa propria o un momentaneo stato confusionale, come quando nella storia voleva regalare l’Italia a Tito sacrificandola sull’altare dell’internazionalismo comunista, o boicottava gli aiuti umanitari ai profughi istriano dalmati. Persino l’ex comunismo sovietico si dimostra più coerente, ancora autoritario e statalista ma non certo disposto ad accettare estremismi religiosi. Forse, solo imperscrutabili meandri della superiorità culturale della sinistra italiana, talmente vasta e articolata da rendersi talvolta di difficile spiegazione persino per i suoi stessi fautori.





31/08/2015
IMMIGRAZIONE E SHOAH

A Catania due anziani sono stati trovati morti, lui sgozzato e lei probabilmente gettata dal balcone. L’omicida è un ivoriano di un centro di accoglienza. L’anziano siciliano era un pensionato che aveva lavorato in Germania. Questa vicenda, l’ultimo episodio di orrore causato da immigrati clandestini – basti pensare all’estate di violenze e stupri in Romagna – che sarà solo uno dei tanti a cui saremo destinati ad assistere in futuro, è particolarmente significativo perché, nella sua tragica casualità, evidenzia come siano ridicoli i paragoni tra gli emigranti italiani e gli immigrati extracomunitari di oggi. E c’è ora persino qualcuno che, nel suo delirio di arroganza, è arrivato a paragonare l’immigrazione alla Shoah, magari nella speranza di rievocare poi i soliti fantasmi fascisti. Senza considerare che oggi l’unico vero pericolo per Israele viene proprio da quell’integralismo islamico che i compagni radical chic pensano di poter gestire con la loro, del tutto autoreferenziale, superiorità culturale. Il problema, per quei signori che pur arrampicandosi quotidianamente sugli specchi non ci si guardano mai, è che i fantasmi fascisti non fanno più paura a nessuno, proprio come i comunisti che mangiavano i bambini, ma i delinquenti dell’est Europa e quelli provenienti dall’Africa si, e fano paura anche alla gente di sinistra. Ciò che appare sempre più evidente è che la questione immigrazione, come la questione sicurezza nel nostro paese è fuori controllo, malgrado le nostre forze di polizia, pur con gli scarsi mezzi a disposizione e con le mani legate dalla retorica buonista, restino tra le migliori al mondo. E chi è destinato a pagarne poi le conseguenze sono proprio i ceti meno abbienti, quelli che non possono permettersi sofisticati sistemi di sicurezza. Appare sempre più evidente che il fenomeno dell’immigrazione andava affrontato diversamente, con aiuti e controlli sulle coste africane da parte di un contingente internazionale. Ma l’Italia del Governo eletto a tavolino, con il suo inconsistente peso politico, e l’Europa della Merkel, alla prima vera sfida globale hanno fallito.





21/07/2015
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Alle porte della canicola estiva le giornate si fanno torride e afose, e le notti, come il bosco per Ermia e Lisandro, si riempiono di insidie, labile il confine tra sogno e incubo, soprattutto quando la notte si fa giorno. Ho sognato un popolo orgoglioso del proprio paese, dal nord al sud, delle propria tradizioni culturali e della propria terra. Ho sognato un paese dove chi governa si senta orgoglioso di farlo non per il potere ma per il servizio del suo mandato. Dove chi governa parli nella sua lingua come un pari tra i pari, senza doversi inginocchiare alle forche caudine di una finanza che piega la politica, in un continente che sia una unione di popoli diversi nel reciproco rispetto. Un paese dove le banche e le pubbliche amministrazioni siano al servizio del popolo e non dei pochi che le controllano. Ho sognato politici che creino lavoro per gli altri e non solo per le loro famiglie e i loro amici. Un paese dove vengano prima i propri cittadini, per poter offrire poi una solidarietà sostenibile gli altri, dove i poliziotti usino la forza contro la violenza dei delinquenti senza essere per questo condannati e poi vengano obbligati a usarla contro concittadini esasperati e inermi. Dove ladri e malviventi stiano in galera o se ne tornino a casa loro, se non rispettano i nostri usi, le nostre tradizioni, le nostre leggi. Un paese che non abbandoni i propri soldati. Ho sognato un paese che rispetti le culture altrui ma difenda la propria, le proprie radici, con orgoglio, senza ipocrisia né incomprensibili buonismi. Ho sognato un paese dove la giustizia sia uguale per tutti, e non differente da un’aula all’altra. Un paese senza segreti di Stato, perché lo Stato è del popolo. Ho sognato un paese dove non vi sia qualcuno che si senta il depositario della verità, e per questo superiore a chi non la pensa come lui, e dove tutti vadano a votare con coscienza e la democrazia non sia sospesa. Poi mi sono svegliato, e ho smesso di sognare.





20/07/2015
CRISI E IMMIGRAZIONE

Quanto è cambiato il mondo e il nostro paese negli ultimi anni. Da una crisi finanziaria delle banche americane – con i loro ‘derivati’ – ci troviamo oggi in uno stato di recessione cronica dei popoli, con il nostro paese in balia di un’Europa disegnata dall’America stessa e guidata da una Germania che ci tratta come i parenti scemi da dover gestire. In più, a differenza delle altre nazioni, la gran parte dei delinquenti dell’est o degli immigrati clandestini imperversano sulle nostre terre rubando, saccheggiando, stuprando e usando violenze contro le persone più inermi. I reati minori non vengono più neanche denunciati e si affrontano oramai come eventi ineluttabili, e anche quelli peggiori cominciano quasi a non far più notizia. Come siamo arrivati a tutto ciò? La situazione attuale del nostro paese è davvero frutto solo delle circostanze o della casualità degli eventi? Personalmente credo che gli eventi più recenti si sarebbero potuti affrontare in maniera profondamente diversa. Culturalmente siamo il frutto della rivoluzione del ’68, nata nella Francia di sinistra dove però è durata un solo anno, e giunta nell’Italia democristiana dove ne è durata 10 per sfociare poi negli Anni di piombo. La sinistra sessantottina ha partorito insegnanti, giornalisti e magistrati, fortemente politicizzati, che hanno pilotato quella ‘dittatura’ culturale oggi ereditata dai cosiddetti cattocomunismi. Uso il termine ‘dittatura’ a livello culturale perché chi non si allinea al pensiero radical chic è bollato come: estremista, fascista, xenofobo, omofobo, per i più ‘comprensivi’ un povero ignorante. Per essere moderni, per guardare al futuro, occorre aprirsi alle culture più diverse, essere comprensivi anche con le più aberranti, ma essere intransigenti con le nostre radici tradizionali. Il modo con cui si è affrontata la crisi economica e/o la questione dell’immigrazione clandestina è il frutto essenzialmente di queste due convergenze: il peso nullo nell’Europa che conta e il retaggio culturale internazional-buonista del ’68. E quando non si trovano argomenti per controbattere le critiche per le scelte fatte, occorre stabilire che non si poteva fare altro. Ma davvero non si poteva fare altro? A mio avviso invece altre strade si potevano tentare: Crisi economica: se pensiamo come la piccola Grecia abbia potuto tenere in scacco tutti sino ad oggi, potremmo immaginare come un paese fondamentale come l’Italia avrebbe potuto giocarsi un diverso ruolo in Europa. Non avremmo dovuto accettare l’embargo alla Russia, che è anche lei Europa, ma anzi costruire con quel paese un rapporto privilegiato, avvicinandolo sempre di più all’Unione europea e creando di fatto un contraltare al rapporto Germania-Francia. Così saremmo diventati anche portavoce dei paesi dell’Europa del sud, imponendo all’Europa del Nord diverse soluzioni per diverse esigenze, nel maggiore rispetto di tutti. Immigrazione clandestina: L’ondata migratoria è stata scatenata dall’attacco dell’America e della Francia alla Libia, per destituire un dittatore per loro divenuto scomodo. Allora dovevamo pretendere che loro si facessero carico poi anche delle conseguenze. Con campi profughi presidiati dai Caschi blu sulle spiagge africane, aiuti alle popolazioni in loco e il controllo e la gestione dell’immigrazione, che sarebbe stata così strappata agli scafisti evitando migliaia di morti in mare, e divisa equamente su tutti i paesi dell’Unione con precisi accordi condivisi. Perché tutto ciò non è stato almeno tentato? Perché non è nelle corde della sinistra. Perché occorre la Destra per impostare una politica estera nazionalista, nel senso che si occupi prima di tutto degli interessi nazionali, e che abbia di conseguenza il coraggio e la determinazione per muoversi autonomamente nello scacchiere internazionale. Se non si deve lottare per gli interessi nazionali, perché ci si dovrebbe creare problemi con i paesi più forti? 





28/06/2015
A FUOCO I DOCUMENTI MAFIA CAPITALE

Incendio a Roma negli uffici della  Cooperativa Atlante coinvolta nell'inchiesta di Mafia capitale, bruciati tutti i documenti e solo 2 settimane fa altro incendio simile. Lo stabile era stato posto sotto sequestro per le indagini. Perché i magistrati non sequestrano invece i documenti e li fanno portare in una caserma della Guardia di Finanza come probabilmente farebbero per un privato? Mentre ancora non si è riusciti a fare luce sulle stragi e sui segreti di Stato, ancora assistiamo a queste vicende. Questo paese, il mio paese, è una fogna a cielo aperto!!!





24/06/2015
HO VISTO COSE

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
governi non eletti che varano riforme sulle spalle della gente, 
navi colme di extracomunitari in mano agli scafisti dell'Islam, e tasse su tasse balenare nel buio del debito pubblico alle porte dell'Europa,
esodati in coda alla Caritas e imprenditori in fuga all'estero,
condannati eletti dal Partito della 'giustizia' e soldati dimenticati in India,
con un premier che parla ai 'grandi' della terra nel suo inglese maccheronico. 
E tutti quei momenti resteranno nel tempo, come lacrime nella pioggia.
Coraggio Italia... è tempo di morire».





10/06/2015
PUTIN IN ITALIA

L’Italia vanta storicamente un ruolo di interlocutore privilegiato con la Russia, grazie al quale ha ottenuto anche in tempi recenti – governi Berlusconi – vantaggi economici molto importanti in termini di scambi commerciali: dall’energia al turismo, dall’industria ai beni di lusso e all’alimentare. Oggi questo ruolo potrebbe ridarci anche un nuovo peso in politica estera, quello che oramai abbiamo perso. Con benefici nel contrasto all’estremismo islamico, sulla bilancia dell’economia mondiale e nel contrappeso rispetto a Germania e Francia all’interno dell’Europa. Con la sua visita nel nostro paese Putin ci sta servendo su un piatto d’argento queste opportunità, che occorrono anche a lui per rompere il crescente isolamento per la questione dell’Ucraina. Chissà se il ‘Toscanello’ arriverà a capirlo, o si limiterà a qualche altro fantastico discorso in lingua inglese…





09/06/2015
SOLIDALI E IRRESPONSABILI

La destra non è priva di sentimenti di pietà e solidarietà per chi sta peggio, ma è sufficientemente realista per comprendere che la situazione della migrazione clandestina necessita di risposte profondamente diverse. Di un impegno serio e concreto di tutti i paesi occidentali per creare le condizioni affinché i popoli africani imparino ad aiutarsi loro stessi, creandosi un futuro a casa loro, piuttosto che lasciando le loro terre a fanatici e dittatori di turno. Se avessimo un minimo peso in politica estera, forse, potremmo farlo comprendere anche a chi non ha spiagge. Ai nostri figli viene insegnato a rispettare la legge, a non usare la violenza nemmeno per difendersi. Uno di noi, uno dei nostri figli, prima di reagire fisicamente ci pensa mille volte perché sa che comunque vada comprometterà il suo futuro, perché la nostra tutela è affidata alle autorità per la sicurezza, polizia e magistratura. Ma la sinistra radical chic, intanto, quella con i soldi, quella che comanda anche senza tanto rispetto per la democrazia, manda i propri figli a studiare all’estero, nei paesi più sicuri, dove le frontiere, anche se non dovrebbero più esserci, le fanno ancora rispettare. Così i clandestini, che fuggono dalla guerra ma conoscono bene la violenza, li accogliamo fornendogli alloggi e pasti ma, per la gran parte di loro, senza offrirgli un futuro nemmeno a casa nostra. Condannandoli alla scelta di delinquere o alla frustrazione di chi si sente un parassita in un mondo che non gli appartiene. Per loro noi abbiamo tutto, loro le tasse non le pagano e non possono capire chi con una casa e una vettura non riesce ad arrivare a fine mese. Non comprendere che una tale situazione sarà una bomba ad orologeria non significa essere sensibili, significa essere irresponsabili.  





08/06/2015
PAGA E TASI

Il governo di Centrodestra, con la legge n.126/2008, abolì del tutto l'imposta ICI sull'abitazione principale. L'imposta rimase per intero sulle abitazioni signorili, sulle ville e sui castelli (categorie catastali A/1, A/8 e A/9). Poi il quarto governo Berlusconi con il decreto legge n.23/2011 introdusse l’Imposta municipale propria stabilendone la vigenza a partire dal 2014 limitatamente agli immobili diversi dall'abitazione principale. Il successivo governo Monti con decreto legge n. 201/2011 (noto come "manovra Salva Italia") poi convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011 ne ha anticipato di due anni l'applicazione, estendendola anche alle abitazioni principali. Con la legge di stabilità 2014 è arrivata la TASI, che ora tutti pagheremo, poiché ora chi paga non è solo il proprietario a qualsiasi titolo dei fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, ma anche l’affittuario. La legge infatti stabilisce che nel caso in cui l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L’occupante verserà solo una parte del totale compresa fra il 10% ed il 30% secondo quanto stabilito dal Comune nel regolamento della Tasi. Riepilogando: Il centrodestra aveva tolto completamente la tassa sulla prima casa, il centrosinistra l’ha reintrodotta facendone pagare una parte anche agli affittuari. Ma perchè andare a votare? In fondo sono tutti uguali... E a chi crede, con tutto ciò, che ora l’Italia sia ‘salva’ vorrei elargire un personale commento: Paga e Tasi!





04/06/2015
SEVERINO

Il decreto ‘Severino’ viene applicato a fasi alterne, per ora con evidenti differenze in relazione al partito di provenienza, mentre il PD candida candidamente la cosiddetta lista degli impresentabili. E io mi sono dimesso dal Consiglio comunale perché in attesa di rinvio a giudizio per aver speso, per la mia attività politico istituzionale, soldi di rimborsi che la Regione, con tanto di moduli prestampati e revisori, mi aveva dato da spendere. D’altronde dopo essere già stato quasi 3 anni in tribunale per aver denunciato e fatto sequestrare un canile lager di un pregiudicato di cosa mi dovrei meravigliare? Magari qualcuno dirà che sono un co…ne, perché avrei dovuto fregarmene come tutti gli altri indagati e restare in carica sino all’esito del giudizio. E magari per come vanno le cose nel nostro povero paese è anche vero. Ma io penso che co…ni siano anche tutti quelli che non distinguono più il giusto dall’ingiusto, tanto da avere così anche una buona scusa per non andare più a votare. Perché quando tutte queste vicende saranno passate, a me resterà la mia coscienza, ad altri resteranno le loro macerie.





22/05/2015
GIORGIO ALMIRANTE

Vorrei che quando non ci sarò più, si dicesse di me quello che Dante disse di Virglio: 'Fosti come colui che cammina di notte, e porta un lume dietro di se, e con quel lume non aiuta se stesso, egli cammina al buio, si apre la strada al buio, ma dietro di se illumina gli altri'





12/05/2015
AIUTIAMOLI AD AIUTARE SE STESSI

Malgrado la naturale vocazione turistica, il Belpaese si trova oggi con molti hotel vuoti che vengono riempiti dai migranti dei paesi africani a spese dello Stato, quindi dei cittadini. Così, molti italiani che non possono più permettersi le vacanze, perché sempre più poveri e tassati, si trovano poi a pagare gli hotel a chi entra clandestinamente nel nostro paese. E non si capisce per quanto e quanti dato che, dopo essere stati parcheggiati con vitto e alloggio, attività illegali a parte, non si prospetta loro alcun futuro. Aiutare i disperati che fuggono dalla fame e dalla guerra – ma non tutti perché in mezzo ci sono anche delinquenti comuni – è necessario e doveroso per un paese civile, ma bisogna aiutarli ad aiutare se stessi. Quindi occorre fermare un traffico di vite gestito dalla malavita e dall’estremismo religioso, intervenire in loco con aiuti e campi profughi protetti da tutta la comunità internazionale e consentire solo ingressi controllati in funzione delle reali opportunità lavorative. Anche perchè la responsabilità della attuale situazione in Libia è dei francesi e degli americani e non si comprende perchè loro non se ne debbano fare carico. Ma tutto ciò richiederebbe ordine e razionalità, senza ipocrisia e buonismi inutili, occorrerebbe l’impegno serio di una Europa che dovrebbe essere una comunità solidale di popoli anziché solo una solidale comune di istituti bancari. Ma forse questi ragionamenti sono troppo di destra, magari anche un poco fascisti.  





01/05/2015
VIOLENZE BLACK BLOC EXPO

Come previsto Milano a ferro e fuoco per le violenze dei Black Blok mentre Renzi sfila in passerella all'Expo. Cosa fare? 
1) Mettere sotto processo tutte le Forze dell'ordine perché è sempre colpa loro dato che i Black blok sono solo giovani che si devono liberamente esprimere; 
2) Se qualche Black blok viene arrestato inutile sprecare il prezioso tempo di qualche magistrato, bisogna rifocillarli con panino e bibita e poi liberarli subito e riaccompagnarli sul luogo degli scontri affinché possano serenamente riprendere la loro attività di democratica protesta con casco, bastoni e bombe carta;
3) I cittadini che si vedono bruciata la loro vettura devono essere multati perché non l''hanno spostata in tempo e hanno intralciato le manifestazioni dei giovani Black bloc;
4) Non importunare il sindaco di Milano e il Governo con queste vicende poiché hanno altri importanti impegni a cui pensare, come assistere alla esibizione della Scala e cacciare i dissidenti in parlamento per varare la nuova legge elettorale.





30/04/2015
AVANTI O POPOLO

Aumentata l’età per andare in pensione, aggredite le categorie di lavoratori salariati della piccola e media borghesia e dei piccoli imprenditori – spina dorsale dell’economia italiana – con aumenti Irpef, tasse sui fondi pensione, tasse inps, tasse rivalutazione Tfr, tasse locali dei comuni per sopperire ai minori trasferimenti nazionali e diminuzione dei servizi degli Enti locali.
Crescita esponenziale della malavita dei paesi dell’est, che si è trasferita in Italia per fare shopping, mentre sulle spiagge arrivano oramai più immigrati clandestini che turisti.
Una politica estera a livello del Lichtenstein, per essere generosi, dato che a loro non risulta sequestrino i militari in missioni internazionali, o che il loro leader dopo aver sottoscritto sanzioni alla Russia si rechi da Putin per chiedergli di intervenire in Libia.
Il tutto – dopo tre governi non eletti dal popolo e mentre si realizza una riforma elettorale imposta con il voto di fiducia dopo l’espulsione dei membri di commissione dissidenti – ad opera di un Governo di catto-sinistra che canta ‘Ho bella ciao’.
Fantastico, solo in Italia tutto questo è possibile. Avanti o popolo!!!





29/04/2015
SERGIO RAMELLI

Quarant’anni fa Sergio Ramelli, studente di 18 anni, in un tema scolastico, espresse posizioni di condanna delle Brigate Rosse e biasimò il mondo politico di allora per il mancato cordoglio istituzionale verso la morte dei militanti padovani del MSI Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, uccisi durante un assalto delle BR ad una sede del MSI l’anno prima. Per questi motivi, etichettato come fascista, fu sprangato a morte con delle chiavi inglesi da militanti di Avanguardia operaia che, a trent’anni di distanza, ancora continuavano quella profonda scia di sangue iniziata dai partigiani comunisti nel dopoguerra. Nel corso degli anni la Destra italiana ha pagato molto caro il suo diritto alla militanza politica, e le tante vittime come Ramelli restano oggi solo nel ricordo di pochi, mentre ancora l’etichetta di fascista viene usata da chi non ha altri argomenti. Quando gli italiani, non di sinistra, si sveglieranno da quel torpore culturale che li ha spinti verso il nichilismo e il qualunquismo, e riaprendo gli occhi si volgeranno a destra, forse, riusciranno a intravedere la possibilità di un diverso futuro rispetto a quello a cui oramai sono condannati.





17/04/2015
RENZI E LA BOLDRINI

Renzi ora è andato anche in America, ma l'America lui l'ha già trovata in Italia, dato che riesce a governare un paese che non lo ha nemmeno eletto con il voto popolare. Forse, per il voto popolare, aspetta che qualche altro milione di italiani vada all'estero per poter lavorare e qualche altro milione di clandestini si trasformino in cittadini italiani. L'unico paese che evita, evidentemente, è quello che tiene ancora illegalmente prigionieri i nostri marò. Intanto, la presidente della Camera Laura Boldrini, che dato il ruolo istituzionale dovrebbe essere particolarmente attenta a tutto ciò che fa e dice nel massimo rispetto di tutte le componenti democratiche dell'aula che presiede, dopo aver intonato 'Bella ciao' con i  partigiani in occasione della ricorrenza del 25 aprile, interviene sui musulmani che hanno ucciso i cristiani gettandoli a mare sostenendo che non è stato un atto di integralismo religioso ma un fatto solo di delinquenza individuale. Personalmente penso che la nostra Repubblica, nella sua storia, anche più recente, abbia avuto una serie di presidenti della camera davvero scarsi, ma la signora Boldrini li batte tutti, forse il dato positivo è che non so come in futuro qualcuno possa superare lei in senso negativo... 





15/03/2015
UCCISO PER CASO

Il ragazzo di Terni ucciso da un nordafricano già espulso dal nostro paese per furto, rapina e spaccio, non è frutto del 'caso', come tritolano alcuni quotidiani, è la diretta conseguenza della irresponsabilità di chi da qualche anno governa il nostro paese e la nostra giustizia. E, paradossalmente, chi è chiamato a proteggerci non solo, evidentemente, non è più in grado di assolvere a tale compito, ma riesce persino ad impedire che i cittadini, quei cittadini che pagano gli stipendi di magistrati e polizia, si possano difendere da soli. Chi è responsabile di aver fatto rientrare nel nostro paese quel delinquente e, malgrado i suoi precedenti gli ha permesso di andarsi ancora ad ubriacare in un locale pubblico, spieghi ai genitori di quel ragazzo 'sgozzato a caso' che in Italia non si poteva fare altro...





08/03/2015
POLITICA ESTERA

Renzi sottoscrive le sanzioni a Putin, poi va in Russia e gli chiede di intervenire in Libia... un'altra perla della nostra politica estera, già che c'era poteva chiedergli anche di riportare a casa i nostri marò dall'India. Chissà cosa ha pensato Putin quando lo ha ricevuto? Ma bisogna riconoscergli che con il suo atteggiamento da cabarettista di applausi dagli italiani ne raccoglie, infatti per ora non ha preso nemmeno i voti, a parte quelli delle primarie del suio partito. W l'Italia di Renzi e Alfano, anche lui buon cabarettista visto che ha solo invertito l'acronimo del suo partito NCD invece di NDC (Nuova Democrazia Cristiana)...





10/02/2015
FOIBE



Il dramma delle foibe è uno di quei capitoli della storia dell'uomo in cui persone hanno subito violenze e ingiustizie devastanti persino per l'umana comprensione di chi viene dopo, di chi è chiamato a ricordare per lasciarne ai posteri la testimonianza, il contributo per la crescita culturale delle generazioni future. A Ferrara, in Corso Isonzo, nella rotonda che si apre su una piazza naturale ancora senza nome, Fratelli d'Italia oggi e Alleanza nazionale in passato, da anni chiedono che l'amministrazione vi apponga un cippo di pietra carsica con una targa alla memoria degli 'infoibati' e degli esuli istriano - dalmati. Ma dopo tanti anni, ancora una volta, l'amministrazione comunale, come testimonianza alla ricorrenza ha portato l'ennesima assenza. Mai il sindaco o un assessore si sono degnati di presenziare alla deposizione di una corona. Eppure, gli esponenti della sinistra da sempre vantano quella superiorità culturale di chi sta con i deboli, gli indifesi, i reietti. Forse ciò che da fastidio è che i carnefici di questo spicchio di reietti erano di sinistra, che si facevano chiamare 'compagni' coloro che buttavano sui binari il latte che la Caritas voleva donare per i neonati del treno degli esuli. Oggi per quelle famiglie e i loro discendenti, che non potranno mai ottenere giustizia, ci può solo essere la consolazione di una memoria per tanti anni negata. Per 'altri' potrebbe essere l'occasione di capire che, come non esiste una superiorità razziale, non ci sarà mai una superiorità culturale che prescinda dalle azioni di tutti i giorni.





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